Turbolenze in volo: intervista al Comandante Ivan Anzellotti


“Danni alla struttura sono molto rari perché gli aerei vengono progettati per resistere a flessioni delle superfici di molto superiori a quelle che normalmente si incontrano nella normale attività di volo”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Svolge il suo lavoro di pilota volando in Europa e nell’area Mediterranea a bordo degli airbus A321: stiamo parlando del Comandante Ivan Anzellotti, esperto e qualificato pilota, nonché autore di numerosi libri di successo che hanno messo in evidenza le sue doti autoriali e narrative. Sledet.com ha raggiunto il Comandante Ivan Anzellotti che, con grande disponibilità e professionalità ci ha parlato delle turbolenze in volo, dell’importanza delle cinture a bordo dell’aereo, delle turbolenze in aria chiara e altro ancora.

Potrebbe fare una sua presentazione professionale?

Attualmente sono un comandante di A321. Volo in Europa e nell’area del Mediterraneo. In passato ho vissuto anche in Medio Oriente e in Asia volando fino in Nord America con il B747. La mia carriera è iniziata però in ambito militare volando con il P166 Dl3 in G. di F. per poi passare al volo di linea in Alitalia volando sull`md80.

Che cosa si intende per turbolenza in volo?

La turbolenza è una variazione della direzione del vento che all’improvviso diventa disordinato. Un po` come succede stando in spiaggia con il vento che arriva da direzioni diverse aumentando e diminuendo di intensità e ci rende difficile anche il semplice stare in piedi. In aereo, la sua forte velocità incrementa gli effetti e fa si che all’interno tutto venga scosso.

Per quale motivo si forma la turbolenza?

Ci sono vari motivi e quindi diversi tipi di turbolenza. A quote basse può essere causata da ostacoli come montagne o anche costruzioni artificiali che deviano il vento e gli fanno assumere un andamento caotico oppure dai temporali, dal tipico “brutto tempo” quando abbiamo enormi cumulonembi con all`interno potenti correnti ascensionali e discensionali che con il loro movimento destabilizzano l`aria. Ad alta quota invece abbiamo la turbolenza generata dalle velocissime correnti a getto che sono dei venti che sfrecciano a centinaia di chilometri orari da ovest verso est.

Che cosa causano le turbolenze agli aeroplani durante il volo?

La turbolenza provoca dei grandi scossoni all’aereo per cui resta difficile mantenere la rotta e la quota in maniera stabile. All`interno invece può diventare impossibile rimanere in piedi e nei casi più importanti e improvvisi, le persone che non hanno la cintura allacciata possono letteralmente saltare per aria. Ma danni alla struttura sono molto rari perché gli aerei vengono progettati per resistere a flessioni delle superfici di molto superiori a quelle che normalmente si incontrano nella normale attività di volo. I danni sono soprattutto all’interno, quando oggetti e persone volano via colpendo il soffitto e gli allestimenti dei sedili e dei galley.

In tanti parlano di vuoti d’aria. Esistono davvero?

No, il vuoto d’aria non esiste. Il cielo non è come il formaggio con i buchi per cui l`aereo nel suo volo incontra periodicamente delle bolle di vuoto e quindi cade giù perché manca l`aria a creare la portanza sulle ali. Il vuoto non può esistere perché verrebbe riempito dall’aria circostante. L’atmosfera è compatta, perde densità diventando sempre più rarefatta salendo di quota, ma non ha mai delle aree in cui troviamo il vuoto.

In presenza di turbolenze, qual è l’atteggiamento che devono mantenere i passeggeri?

Ai passeggeri consiglio sempre di mantenere la cintura allacciata quando sono seduti e di limitare i movimenti in cabina allo stretto necessario. Se quando arriva la turbolenza si sta già seduti e cinturati non è un problema, può far paura, ma bisogna solo cercare di restare calmi con la consapevolezza che l`aereo è resistente e non si romperà. Se si sta in piedi è importante raggiungere un sedile vuoto, il più vicino possibile, sedersi e allacciarsi la cintura. Nei casi estremi di turbolenza forte e improvvisa senza sedili liberi, piuttosto che restare in piedi col rischio di saltare per aria è meglio sedersi per terra e afferrare forte la struttura di un sedile.

Cosa fate voi piloti quando entrate in zone di turbolenza?

La prima cosa è ridurre la velocità di volo. Ogni aereo ha una velocità specifica di progettazione per affrontare la turbolenza. Successivamente valutiamo se è meglio cambiare quota di volo per portarci ad una quota in cui la turbolenza è minore o assente e per avere queste informazioni ci facciamo aiutare dal controllo del traffico aereo e dagli altri aerei che volano intorno a noi appunto a quote differenti.

Voi piloti, prima di partire, sapete già con il piano di volo il tempo che troverete?

In buona parte sì, prima di partire consultiamo le osservazioni e previsioni meteo in forma di bollettini e cartine che ci vengono forniti assieme al piano di volo, ma la natura è sorprendente e non sempre alcuni fenomeni sono prevedibili con l`accuratezza che ci piacerebbe avere.

Sono riportate le aree di turbolenza?

Sì, le aree di possibile turbolenza sono riportate, ma è un fenomeno difficilmente prevedibile con molta precisione e spesso capita di incontrare turbolenza dove non è stata prevista o al contrario, di non incontrarla là dove invece la cartina ci dice che è possibile.

Quali strategie adottate di fronte alle turbolenze?

In generale cerchiamo di evitarle cambiando rotta. Quando poi ci avviciniamo ad una area dove è stata prevista chiediamo al controllore del traffico aereo se altri aerei che sono passati prima di noi l`hanno avuta e possibilmente a che quota. In questo modo possiamo decidere di cambiare quota di volo e portarci ad una altitudine più tranquilla.

Che cosa è la velocità di turbolenza?

È una velocità caratteristica di ogni modello di aereo che offre i margini maggiori di resistenza alla turbolenza e che è quella che impostiamo quando appunto avvertiamo l`arrivo della turbolenza.

L’aeroplano resiste a tutti i tipi di turbolenze?

L`aereo è molto resistente, e non credo che si sia mai avuta il caso diretto di una  turbolenza che abbia fisicamente spaccato l`aeroplano in volo. Ma è sempre bene avere il massimo rispetto per le forze della natura. Il rischio maggiore potrebbe essere una turbolenza a basse altitudini che fa perdere pericolosamente quota al velivolo col rischio di urtare il terreno.

Vi consultate con il controllo del traffico aereo per scegliere la prassi migliore per evitare la turbolenza?

Certamente, e il loro aiuto è fondamentale.

Cosa succede all’interno dell’aereo durante una turbolenza, o meglio, quali rumori si sentono che potrebbero spaventare i passeggeri?

Più che i rumori credo siano gli scossoni, i cambi repentini di quota stile montagne russe con le farfalle nello stomaco che ad alcune persone particolarmente sensibili può fare molta paura.

Vogliamo parlare dell’importanza delle cinture di sicurezza?

Io non mi stancherò mai di suggerire ai passeggeri di utilizzarle sempre quando sono seduti. L’aereo è resistente e non subisce mai danni importanti dalla turbolenza, per cui restando seduti con le cinture non potrà succedere nulla al passeggero. Un po` proprio come sulle montagne russe, lo stomaco ne risente, ma si arriva a terra tutti interi.

Che cosa si intende per turbolenza in aria chiara?

Come dice la parola, è la turbolenza in assenza di nubi, con il cielo limpido.

Che fenomeno meteorologico è?

Tipicamente è associata alla presenza delle correnti a getto, quindi un fenomeno di alta quota, ma rientra in questa categoria anche la turbolenza meccanica prodotta dalle montagne e dagli ostacoli.

Quando si verifica?

Le correnti a getto si formano nella tropopausa, in quella zona di transizione tra la troposfera e la stratosfera. La repentina variazione della velocità dell’aria genera queste turbolenze che nel nostro emisfero sono più forti nel lato sinistro del getto.

Si presenta in assenza di nuvole?

Sì, esatto, ogni volta che abbiamo turbolenza fuori dalle nuvole possiamo parlare di turbolenza in aria chiara.

Vi è qualche punto dell’aereo in cui si percepiscono meno le turbolenze?

Generalmente al centro dove ci sono le ali, ma poi dipende molto dal modello di aereo. Nel caso dell’A321 che piloto io, nella parte anteriore si avverte molto meno che nella parte posteriore.

Su quali basi viene cambiata l’altitudine?

Sulla base delle informazioni che abbiamo sulle cartine meteo, dove ci viene fornito un valore registrato da sonde o altri velivoli delle condizioni della turbolenza alle varie quote, ma soprattutto da quelle ricevute dal controllo del traffico aereo che sono più aggiornate.

Se i vuoti d’aria non esistono, perché l’aereo perde improvvisamente quota?

La perdita di quota è dovuta alle correnti discendenti. Bisogna immaginare l’atmosfera come un fluido all’interno del quale scorrono dei fiumi di aria con direzioni differenti non solo orizzontalmente ma anche verticalmente. Queste correnti verticali possono essere talmente forti da spingere l’aereo in basso facendogli perdere quota.

Alcuni sostengono che le turbolenze in aria chiara, come quelle sul Boeing 777 della Singapore Airlines, sono un fenomeno in aumento. Cosa può dire a riguardo?

Non credo che sia il fenomeno in aumento ma è il traffico aereo che aumenta ogni anno e quindi diventa più probabile che avvengano situazioni come quella successa alla Singapore Airlines. Penso anche che la facilità con cui oggi circolano le informazioni, con i social a fare da amplificatore, faccia sembrare alcuni fenomeni in aumento.

Che consiglio vuole dare alle persone che leggeranno la sua intervista?

Il consiglio è sempre quello di tenere le cinture allacciate, è l’unico modo per stare sicuri evitando di farsi male.

Vuole aggiungere altro?

Vorrei ribadire che per garantire la sicurezza a bordo in ogni circostanza è necessaria la partecipazione di tutti, quindi è importante ascoltare gli annunci dell`equipaggio e seguire sempre le loro istruzioni, anche quando magari non ne capiamo il motivo.

Sledet.com ringrazia per l’intervista il Comandante Ivan Anzellotti, e ad maiora!

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