Io resto così: a raccontarsi è la scrittrice Debora Scalzo


Il quarto libro è pronto. Sarà qualcosa di veramente inaspettato per i miei lettori”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Occhi puntati sulla carismatica Debora Scalzo, nota scrittrice, stilista, sceneggiatrice, direttrice artistica, e autrice, che riesce a portare al successo qualsiasi progetto da lei ideato. Dopo aver attirato le luci dei riflettori sul romanzo da lei scritto, dal titolo “Io resto così”, si è deciso di fare, di questo, un film per omaggiare le Forze dell’Ordine. Una penna, quella di Debora, in grado di catturare l’attenzione dei lettori in una appassionata lettura. Sledet.com ha raggiunto Debora Scalzo che si è raccontata e ha parlato dei suoi nuovi progetti in campo cinematografico, teatrale e nella moda.

Se le chiedessi di raccontarsi cosa risponderebbe?
Che ora come non mai ho voglia di raccontarmi ai miei lettori a trecentosessanta gradi. Ho voglia di poter dire come mi sento, come sto e cosa vorrei. È un periodo personale molto malinconico e nostalgico, dove la delusione fa capolinea nella mia vita. Un periodo dove anche ciò che purtroppo stiamo vivendo in merito a questa brutta pandemia, ti fa riflettere su quello che è la nostra vita. Sento di aver vissuto già a mille a soli 34 anni, sento di essermi realizzata professionalmente e di avere soprattutto un bambino stupendo che è la mia vita, ma sento di avere ancora troppe mancanze da colmare. Spero di cuore che il 2021 sia l’anno giusto per colmarle.

A breve inizieranno le riprese del film “Io resto così” Kimerik Edizioni, tratto dall’omonimo romanzo da lei scritto. Cosa può dire a riguardo?
Dovevamo iniziare le prime riprese di alcune scene già a fine novembre a Verona, ma purtroppo per via dell’emergenza Covid 19 e del lockdown è tutto fermo. Posso dire che sono tre anni di lavorazione intensa insieme alla Ahora Film e al regista Marco Pollini e speriamo davvero di cuore di concretizzare il prima possibile la realizzazione della trasposizione cinematografica. Purtroppo non è così semplice, per molti sembra facile fare film ma non è così, dietro c’è un lavoro pazzesco di squadra e soprattutto di aziende che con tax credit e product placement fanno si che tutto ciò possa prendere vita. E purtroppo la situazione attuale anche per le aziende e investitori non è così semplice.

Vuol parlarci del film?
Il film è un grande omaggio a tutte le Forze dell’Ordine, ma soprattutto un grande ricordo a tutte le vittime in servizio, del dovere e della criminalità organizzata, per non dimenticare. Un film pieno d’amore, passione e coraggio, quello a cui non manca mai a tutti i nostri immensi uomini e donne in divisa, sempre in servizio per la protezione e tutela del nostro Paese.

Come nasce l’idea di portare sul set il suo racconto?
Nasce tre anni fa dal regista Marco Pollini, che leggendo il romanzo ne rimase colpito, mi contattò dicendomi che era una bellissima e forte storia degna da far diventare film e così è stato. E adesso siamo qui che stiamo cercando di realizzarlo facendo molti sacrifici e credendoci tantissimo. Purtroppo viviamo in un Paese dove è più facile realizzare film parlando di poliziotti corrotti. Perché la bellezza della verità pare che non piaccia. Ma a me piace raccontare la verità, raccontare per la prima volta nella storia del cinema italiano chi sono le nostre Forze dell’Ordine, raccontare le loro lotte, le loro paure, le loro rinunce, il loro essere uomini prima di tutto. E come dico spesso, a costo di impiegarci anni e anni, lotterò per portarlo sul grande schermo. E per far si che il messaggio realista arrivi ai giovani, il nostro futuro.

Io resto così è un racconto autobiografico?
Non è totalmente autobiografico, ma c’è molto della mia esperienza di vita vissuta. Stella fa parte un po’ di tutte noi donne, tutte noi abbiamo alle spalle esperienze di vita gioiose, forti e dolorose, tutte noi abbiamo amato e abbiamo tradito, ma soprattutto, abbiamo vissuto un qualcosa che ci ha segnato e reso le donne che siamo, eterne guerriere sempre col sorriso nonostante tutto. Sicuramente il mio Vincenzo è un omaggio ad una persona a me cara che mi ha voluto tanto bene e che io ho voluto tanto bene: Giuseppe Iacovone. Giuseppe è stato speciale nella mia vita, una persona indimenticabile a cui devo molto del mio coraggio, mi ha dato la forza di non avere più paura di niente. La forza di lottare e di dire chi sono, cosa voglio e il perché lo voglio. Anche altri personaggi nel libro sono esperienze di vita, da Chantal che la identifico in mia sorella, diciamo che per il personaggio ho preso spunto molto da lei, ma non è lei. La parte di Gabriele ho pensato molto a mio figlio Samuele, la mia forza. Per Fuoco Freddo, ho preso ispirazione da ciò che a volte purtroppo si affianca nel cammino di noi donne, un uomo bello quanto stronzo, narcisista, possessivo che pretende, che ti illude e delude, ma che fortunatamente noi donne sappiamo sempre come mandarlo a stendere, comportandoci esattamente come loro con loro, e credimi li fa soffrire parecchio. Ovviamente il libro non è totalmente autobiografico, quindi mi sono ispirata molto anche da esperienze vissute da altre persone a me vicine, e così è nato il mio gioiellino prezioso “Io resto così”!

Come autrice e sceneggiatrice del film cosa ha intenzione di portare sugli schermi?
Desidero portare sugli schermi un film per i giovani. Desidero portarlo non solo sui grandi schermi ma soprattutto nelle scuole, il nostro è un film drammatico sociale autoriale che tocca molte tematiche delicate, ma di cui bisogna parlare specialmente con i ragazzi. Desidero che i giovani con il mio film, capiscano il senso del sacrificio di questi grandi uomini, il senso della loro vocazione e di trarne ispirazione per un mondo più giusto e meritocratico.

Vi saranno differenze tra il libro e il film?
Sicuramente ci sarà qualche differenza, d’altronde la maggior parte di libri da cui nascono trasposizioni cinematografiche non sono mai simili. Però il messaggio è lo stesso. I protagonisti del libro nel film prendono vita e si scoprono a trecentosessanta gradi. Per i lettori sarà una bella sorpresa.

Qual è stata la parte più complicata per poter realizzare questo progetto?
Non è semplice realizzare un film, dietro c’è un grande lavoro. Abbiamo ricevuto molte porte in faccia, ma che ci hanno spinto ad andare avanti e fare sempre di più per portare a termine il progetto.

La vediamo spesso affianco delle Forze dell’Ordine per sostenere le loro cause. Quando nasce la voglia di far sua le loro storie?
Beh io li amo infinitamente. Ho avuto il mio indimenticabile bisnonno Lorenzo nelle scorte, un grande poliziotto e un grande nonno, che purtroppo ho vissuto solo fino a sei anni, ma credimi ricordo tutto, le nostre parlate, le nostre “coppe del nonno” mangiate insieme e le nostre partite a carte. Poi la mia bisnonna Maria, sua moglie, che dopo la morte del nonno ha vissuto in casa con me e i miei genitori, mi ha raccontato negli anni un sacco di aneddoti sulla sua carriera lavorativa e sulla loro bellissima storia d’amore. Ho tutto dentro di me e custodisco tutto preziosamente. E poi la vita mi ha portato a incontrare un uomo stupendo, poliziotto coraggioso, figlio e fratello amato, però purtroppo adesso lui è un angelo. Ho passato un periodo personale pieno di pianti, di urli miei dentro la mia anima ma soprattutto di silenzi pieni di sofferenza, un qualcosa di indescrivibile. Ma questa persona mi ha lasciato accanto una famiglia stupenda a cui voglio un mondo di bene. Tutto questo per dirti quanto sono importanti nella mia vita quelle “luci blu lampeggianti per strada”, mi hanno dato speranza e mi hanno allo stesso tempo salvata dal mio stesso dolore e adesso è giusto che io contraccambi per loro. E poi devo ammetterti che ho tantissimi amici poliziotti, carabinieri, finanzieri, sempre vicinissimi a me, molti di loro sono distanti in Km, ma sempre presenti col cuore. Qualsiasi cosa io abbia bisogno loro ci sono sempre. Sono straordinari e pieni di umorismo. E sono i miei più grandi fan e sostenitori.

Cosa può dire sull’attuale situazione delle Forze dell’Ordine in Italia?
Che si meritano un Ministro che li tuteli e rappresenti come si deve. Non sono matricole, ma sono uomini e donne e qui qualcuno se lo dimentica. Attualmente siamo nel pieno di una pandemia mondiale e questi ragazzi sono lasciati allo sbaraglio. Un Paese come l’Italia con le Forze dell’Ordine a mio dire tra le migliori al mondo, vengono pagate una miseria, sono senza protezioni, derise, picchiate, con macchine rovinate, mense che lasciano desiderare, senza sostegno psicologico e stiamo parlando di uomini e donne che fanno un lavoro pieno di responsabilità, basti pensare ai suicidi nelle Forze dell’Ordine, un fatto reale ma che nessuno ha mai voglia di trattare. Sono trattati come carne da macello ed è una cosa che non tollero e che mi fa incazzare tantissimo, lo scriva pure, mi fa incazzare ed è una vergogna. Lo stipendio che prendono gli appartenenti delle Forze dell’Ordine lo girerei ai politici e darei quello dei politici a questi ragazzi. Rischiano la vita per niente e quando muoiono in servizio ti senti ancora dire a processo “il fatto non sussiste”. Non aggiungo altro.

Vi è una frase che le è stata detta da un poliziotto e che ricorda più di altre?
Si c’è, ma non posso dirla. Però posso dirle che la penso tutti i giorni. Sia la frase che lui.

Sicuramente deve essere un poliziotto molto importante nella sua vita?
Si, molto importante. Deve sapere che la vita di un poliziotto è tutta un’istante. Un’istante nel lavoro, un’istante nella vita, un’istante nell’amore. Ci sono momenti che vanno vissuti e custoditi, custoditi come le parole, quelle sono nostre come gli attimi vissuti. Ecco, noi siamo stati la bellezza di un’istante, il nostro istante.

Lei è una nota scrittrice, stilista, direttrice artistica, solo per citare alcune delle cose di cui si occupa, ma quali tra tutte le sue attività che svolge con successo, quella che le da più soddisfazioni?
Diciamo che è difficile scegliere, perché amo tutto il mio lavoro. Sicuramente nasco come autrice e scrittrice e posso dire che la scrittura è la mia più grande passione. Ma amo infinitamente la moda, sono pazzamente innamorata del mio brand che mi sta dando tante belle soddisfazioni. E poi il teatro, il contatto con il pubblico è un amore immenso, il teatro è vita e mi manca tantissimo.

Che cosa rappresenta per lei la scrittura?
Per me la scrittura è stata la mia terapia personale. Mi ha aiutato a superare momenti non belli. Scrivermi e rileggermi mi ha dato una forza pazzesca e anche durante i miei workshop di scrittura emozionale che tengo in giro per l’Italia, dico ai ragazzi che la scrittura è terapeutica e importante. Com’è importante leggere, la lettura apre alla vita, alla conoscenza, al mondo. Ho incontrato persone nella mia vita, persone di una certa età, che purtroppo non hanno avuto la possibilità di studiare in giovane età, ma che sono stati lettori accaniti e credetemi di una intelligenza pazzesca. Ci tengo a precisare che lo studio è importante, ma leggere fa bene all’anima, al cuore e alla mente.

Vi è un sassolino che si vorrebbe togliere?
Sì un messaggio dedicato agli uomini. Date più importanza alla persona che avete accanto, perché le mancanze fanno male e se qualcuno inizia a colmarle poi non vi lamentate. La grande Nadia Toffa diceva: “La vita è adesso”! Credo che alcune persone debbano ricordarselo più spesso. E a chi usa, illude, delude, lascia e poi ritorna perché ne sente la mancanza, dico di curarsi. Ma da uno bravo però. Anche le certezze voltano le spalle, e quando lo fanno è per sempre.

È al terzo libro di successo, ma non solo, ha alle spalle una decina di antologie con suoi aforismi, racconti e poesie inedite. A quando il quarto libro?
Il quarto libro è pronto, adesso sono nella fase di rilettura. Sarà qualcosa di veramente inaspettato per i miei lettori, una nuova storia da raccontare al mondo e incrociando le dita uscirà nel 2021.

Com’è il suo rapporto con i lettori in questo momento particolare, dove attualmente gli instore sono fermi?
Il rapporto con i miei lettori devo dire che con il tempo si è fortificato sempre di più, mi scrivono in molti, ricevo quotidianamente molte e-mail piene di affetto e sicuramente il non poter girare in tour con gli instore manca tantissimo, ma sono sicura che quando questa pandemia finirà ritorneremo tutti più forti e carichi di prima.

Che consiglio vuol dare a un giovane che vorrebbe affacciarsi al suo lavoro?
Saper dire anche di no. Perché sono i no di carattere che portano avanti i veri talenti. Non farsi influenzare da nessuno, non scendere a compromessi. Il mio motto più famoso è: chi sogna vive, ama, crea. Chi sogna può arrivare ovunque. E io sogno dopo sogno sono arrivata fin qui. Bisogna lottare sempre per ciò in cui si crede, sicuramente a chi lotta la determinazione non manca, quindi corri, rischia e non ti voltare.

Attualmente in cosa è impegnata?
Attualmente lavoro in smart working da casa, mi sto portando avanti nei miei progetti cinematografici, teatrali e di moda. Parecchi lavori ho dovuto spostarli a inzio 2021, ma conto di lanciare a breve lo Shop On-Line del mio brand, sto lavorando tutti i giorni con i miei collaboratori per la realizzazione e sarà qualcosa di pazzesco, anche perché ci saranno belle sorprese e collaborazioni molto importanti. Sono anche concentrata su quello che saranno gli eventi estivi del 2021, in merito al concerto benefico Parent Angel, dedicato ai tre vigili del fuoco, Matteo, Marco e Nino recentemente scomparsi ad Alessandria e sto lavorando anche per quello che sarà il Parent Love Summer Festival, entrambi eventi che si svolgeranno al Castello di Piovera. Ma molto probabilmente il Festival da una settimana, sarà ridotto a tre giorni. Insomma, con i miei coordinatori artistici stiamo valutando bene tutto. Entrambi gli eventi sono collegati alla mia rassegna teatrale Parent Love in sostegno di Parent Project Aps, rassegna che a breve essendo itinerante sarà in distribuzione nazionale, quindi parte e nasce al Teatro Ambra di Alessandria, sempre collegata al sociale, con i miei bimbi di Parent e le loro splendide famiglie, ma quando si ritornerà alla normalità inizierà a viaggiare in giro per l’Italia. Il 29 Settembre è uscito Warrior Smile, primo libro dell’attrice e influencer Giulia Sara Salemi (attrice protagonista della nota serie TV per ragazzi Miracle Tunes in onda su Cartoonito e Influencer da 2milioni di Followers su TikTok) di cui ne sono Co-Autrice e ne firmo la Consulenza Artistica Libro per la NewBook Edizioni. Il libro è tra le autobiografie più vendute su Ibs e Feltrinelli, e ne vado molto orgogliosa.

Progetti?
Sicuramente il progetto dove sto dando massima priorità in questo momento è il mio brand e il lancio del mio Shop On-Line. A breve non solo saranno in vendita le T-Shirt che ho presentato alla 77°Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia, come brand sponsor, ma ci sarà l’uscita della nuova collezione di occhiali firmata “Dstyle for Debora Scalzo Collection”, sarà una super rivisitazione della nostra prima collezione classica presentata due anni fa a Dubai, durante l’Arab Fashion Week: “Desca Star”. E poi ci tengo molto di poter dire che dallo scorso 24 ottobre, ho iniziato un’importante collaborazione con la splendida Valentina Fioravanti, lei è la mia nuova “Project Brand Management/Marketing”. Un grande traguardo e un onore poter collaborare con una super professionista che lavora nel mondo della moda da sempre accanto a stilisti italiani di fama internazionale. Lo scopo della “Debora Scalzo Collection” è stato quello di inserire una grande Project Brand Management Marketing specialista nel settore, per riuscire ad aumentare il valore del brand totalmente e orgogliosamente Made in Italy. Il mio brand attualmente si sta ampliando, dalla collaborazione con il Maestro Auriemma inerente agli occhiali, alla linea di T-Shirt, ma non solo, sto lavorando a nuovi progetti, ho disegnato nuove emozioni e presto ufficializzerò due nuove collaborazioni molto importanti, che vedranno la luce la prossima estate. E ci tengo a ribadire, tutto rigorosamente Made in Italy, non dimentichiamoci che la moda e la sartoria migliore al mondo è italiana.

Vuole aggiungere altro?
Sì, che a volte saper dire di no, ti porta a raggiungere sogni ancora più grandi. E devo ammettere che nella mia vita ho detto più no che sì. Meglio così. I sì paraculi non fanno per me. D’altronde io sono una stronza.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Debora Scalzo, e ad maiora!

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