A tu per tu con la doppiatrice Lilli Manzini


“Il doppiaggio è la traduzione in arte della realtà quotidiana che ci appartiene”

Intervista di Desirè Sara Serventi

La grande versatilità interpretativa e la sua qualificata preparazione artistica, permette a Lilli Manzini di doppiare con naturalezza le attrici con dei risultati eccellenti, rendendo così i suoi doppiaggi un capolavoro. Tutto ciò non è passato inosservato al direttore e autore del Premio Vincenzo Crocitti International, Francesco Fiumarella, che recentemente ha a lei consegnato l’importante “Premio in Carriera, doppiatrice, direttrice del doppiaggio, attrice”. Sledet.com ha raggiunto Lilli Manzini che, con la cortesia che la caratterizza, ha parlato del premio ricevuto e non solo.

Lei proviene da una nota famiglia di attori e doppiatori, tra cui Arturo Dominici e Germana Dominici. Quanto la sua passione per questo lavoro è stata influenzata da questi grandi artisti?

Beh, direi moltissimo. Nonno Arturo ci teneva tanto alla recitazione, pensa che ha creato anche una sorta di corso di doppiaggio in formato cartaceo, che distribuiva nei primi anni 80 ai doppiatori che erano nella prima fase della loro attività e che adesso, sono nomi fin troppo conosciuti. Io ne ho fatto un dogma. Diciamo che la passione per il doppiaggio passa prima per il cinema in se stesso. Sono una cinefila e credimi se ti dico che ho circa 10.000 film di ogni anno e ogni genere recitativo. Devo tutto a mio nonno Arturo e a mia zia Germana. Mi hanno insegnato cosa significa la parola arte, loro che di questa ne hanno fatto concreta bellezza, qualità ed enorme bravura.

Potrebbe spiegarci cosa significa dare voce alle sue attrici?

Significa forgiarmi di una specie di do ut des tra me che do parte della mia personalità recitativa alla mia attrice, e lei che mi arricchisce di “pose vocali” a seconda di come si esprime con il corpo e con quelle che io chiamo “capuzziate”, vale a dire, le movenze del viso, quelle che aiutano noi doppiatori ad entrare nella parte, nella miglior forma credibile che esista.

Per la sua esperienza, quali sono le modulazioni di voci più difficoltose per un doppiatore?

Ma guarda, io parlo per me e non per gli altri miei colleghi (ognuno è a sé). La bravura di un attore è quella di essere il più versatile possibile a seconda delle interpretazioni che gli vengono distribuite dal direttore, figura fondamentale già per il fatto che, credendo nelle tue capacità, rischia o è comunque certo, che tu possa modulare la tua voce in tutte le forme più disparate. Ma è ovvio che ciò accade molto di più con i “doppiatori caratteri”. Io ho una grande versatilità; posso interpretare attrici dai 30 ai 60 anni e più raramente bambine o ragazzine, ma su questo io sono molto fiscale. Detesto quando ti devono mettere per forza su un personaggio che ha la tua stessa età… alla fine non diventa più un divertimento interpretare ruoli carismatici o difficoltosi, diventa più uno “speriamo di non invecchiare in fretta o qui ti fanno fare solo le vecchie”. Ritengo che bisognerebbe avere più rispetto per le nostre preziose corde vocali, a volte tanto bistrattate.

Quanto è importante l’adattamento del doppiaggio per la riuscita del suo lavoro?

Non è importante, è fondamentale! Senza un buon adattamento, si è costretti a perdere il doppio del tempo durante l’interpretazione. Può capitare di ritrovarsi dinnanzi a dei dialoghi troppo corti o troppo lunghi; traduzioni fatte con il Google translate o peggio, uno periodo storico grammaticale che non ti porta da nessuna parte, se non a scervellarti per riscrivere le battute e farci entrare i battiti labiali. Che stress! Invece con un adattamento ben strutturato e lineare, noi doppiatori andiamo lisci come l’olio e abbiamo anche più stimolo nel compiacerci di un lavoro fatto bene, un lavoro di qualità.

Cosa vuol dire interpretare con la voce il personaggio?

Vuol dire dare sé stessi a chi ti ascolta nelle sale cinematografiche o da casa. Interpretare sensazioni di ogni tipo nell’animo delle persone che ci sentono, vedendo i loro personaggi preferiti e non. Ebbene sono anni che dico: “noi doppiatori siamo la voce dei sentimenti di chi ci ascolta” e ho detto tutto (Peppino De Filippo Docet).

Recentemente lei ha ricevuto l’importante premio Vincenzo Crocitti International, è stato a lei consegnato il Premio in Carriera, doppiatrice, direttrice del doppiaggio, attrice. Cosa ha rappresentato per lei questo riconoscimento?

Ha rappresentato in tutto e per tutto il giusto riconoscimento di anni di sacrifici che, come ho dichiarato nel mio video messaggio di ringraziamento, non è necessario doppiare attori da Oscar o film di circuito importantissimi per vincere un premio, ma dare il meglio di sé credendo fermamente nelle proprie capacità, oltre al fatto essenziale, che durante il tuo percorso artistico, devi avere anche la fortuna di trovare i direttori giusti, al momento giusto, che credono nelle tue capacità recitative dopo anni di studi e formazione.

A chi ha scelto di dedicare questo premio?

In assoluto a mio nonno Arturo Dominici, maestro di arte e di vita; un uomo austero quanto buono; un grande attore, doppiatore e direttore di doppiaggio. A mia zia Germana Dominici, una donna superlativa, di grande classe artistica e morale, che mi ha dato tantissimo; i suoi insegnamenti sono stati preziosissimi. Inoltre l’ho dedicato a tutti quei colleghi/direttori che non hanno mai creduto in me, grazie ai quali ho avuto modo di migliorarmi sempre di più, come dire, in finale le possibilità che non ti danno gli altri, te le devi conquistare da solo, ed io ho fatto proprio questo. Lilli Manzini non va a bussare una quarta volta se alle prime tre mi hai sbattuto la porta in faccia fingendo di segnarti il mio numero di telefono, senza mai chiamarmi ai turni e di conseguenza senza cercare di aiutarmi, dandomi una possibilità di crescita in un cammino artistico. Non si nasce imparati. Se un attore ha bisogno di elevarsi, lo devi aiutare e non dar adito solo ai soliti adepti. E così, con molta umiltà, sono tornata al doppiaggio, facendomi prima mesi di sala mix e sincronizzazione, alternandomi anche come assistente al doppiaggio, per riallenare il mio orecchio, e dal 2013, grazie al mio caro amico Mino Caprio, che reputo mio fratello, ho ripreso definitivamente a doppiare al leggio, ma solo in pochi hanno sempre creduto nelle mie capacità, ed è a loro che devo tutto.

Vuol togliersi un sassolino dalla scarpa?

Anche volendo non lo farei. Sono troppo intelligente per abbassarmi allo stesso livello di chi mi è dissimile.

Vuol dire qualcosa riguardo Francesco Fiumarella, direttore e autore del Premio Vincenzo Crocitti?

Francesco Fiumarella è la meritocrazia fatta persona. Francesco ha la capacità di scovare talenti inespressi a causa delle troppe raccomandazioni per altri individui. Talenti di ogni genere: giornalisti, poeti, scrittori, attori, doppiatori, soggettisti, sceneggiatori, registi, cantanti, musicisti, e chi più ne ha più ne metta, non a caso la Rai e Mediaset hanno equiparato il Premio Vincenzo Crocitti al David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Francesco Fiumarella da la possibilità ad ogni tipo di artista, di affermarsi nel suo ambito. È un elemento prezioso della società artistica. Un uomo di grande cuore, che del nostro sacrificio, ne fa una sua elaborata realizzazione tra formazione e studio. Molti artisti si sono formati una splendida carriera grazie a lui, basta documentarsi e non dimentichiamoci che tutto questo, è in nome del grande attore romano Vincenzo Crocitti, che è stata una pagina bellissima del nostro patrimonio artistico italiano cinematografico, teatrale e cabarettistico. Bravo Francesco, ma soprattutto, grazie da parte di tutti noi artisti.

Cosa rappresenta per lei il suo lavoro?

Rappresenta l’amore per la recitazione. Rappresenta la gioia di mettersi in gioco ogni volta che ti trovi difronte a personaggi diversi, che siano drammatici, comici, psicologicamente disturbati, fragili e forti. Il doppiaggio è la traduzione in arte della realtà quotidiana che ci appartiene. Siamo arte nell’arte. Mi sento libera e serena quando sono davanti al microfono. Un giorno sono Nadja e un giorno sono Jennifer, così come loro diventano me, vivendo nella mia voce.

Che messaggio vuol lasciare ai giovani che leggeranno la sua intervista?

Che non si facciano mai influenzare da altre teste. Devono cogliere solo il meglio della loro parte artistica e non avere paura di nulla. Devono capire che recitare, se è questo quello che vogliono davvero, è amore per sé stessi, per ciò che interpretano, per ciò che nasce dai loro cuori e dalle loro menti brillanti. Spero che la mia intervista, li tramuti da fragili, qualora lo fossero, in forti, e per chi è già forte, spero che li arricchisca di buon senso e rispetto per sé stessi come faccio io per me da tutta la vita, anche avendo vissuto tramite scelte sbagliate, rapporti che ti hanno sviato per un momento, dalla tua quotidianità. Non desidero che esista supremazia e presunzione dentro di loro, ma solo consapevolezza. I giovani sono il nostro futuro, anche lavorativo. Mai credere alle lobbie o alle ciarle di corridoio. Niente chiacchiere da comari represse, ma solo fiducia nelle proprie capacità. Questo, li renderà sempre più bravi e più in gamba.

Attualmente in cosa è impegnata?

Su questo non posso pronunciarmi, perché sia da doppiatrice che da direttrice, essendo lavorazioni importanti, ci sono delle liberatorie da me firmate che devo e voglio rispettare; posso solo dire che sono bellissime!

Progetti?

In primavera dovrebbe avverarsi un progetto molto importante con la collaborazione di una persona altrettanto importantissima, ma come sai, noi attori siamo scaramantici, ergo, muta come un pesce.

Vuole aggiungere altro?

Si. Leggete il Vangelo e vivrete più sereni. Se non credete, fatevi una bella camomilla prima di andare a dormire. Aiuta a calmare la tensione nervosa e a fare bei sogni, sempre che non abbiate mangiato pesante.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Lilli Manzini, e ad maiora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.