A teatro lo spettacolo Ginger & Fred. Intervista a Massimiliano Vado


“La poesia di Fellini aveva capito tutto prima del resto del mondo, anticipando la malinconia contemporanea all’edonismo televisivo. Recuperare questo reperto sentimentale era quasi un obbligo morale”

Intervista di Desirè Sara Serventi

È in scena con lo spettacolo teatrale Ginger & Fred, dall’omonimo film di Federico Fellini, l’attore Massimiliano Vado che, nel ruolo di Pippo, in arte Fred, sta ancora una volta mettendo in evidenza tutte le sue doti artistiche. Massimiliano, ogniqualvolta sta sul palco, riesce con naturalezza a far completamente suo il personaggio che sta interpretando. Sledet.com ha raggiunto Massimiliano Vado che, nonostante gli impegni a teatro, si è dimostrato disponibile nel rispondere alle domande che riguardano lo spettacolo.

Lei è in scena con lo spettacolo Ginger & Fred, dall’omonimo film di Federico Fellini. Ci vuol parlare dello spettacolo?

La poesia di Fellini aveva capito tutto prima del resto del mondo, anticipando la malinconia contemporanea all’edonismo televisivo. Recuperare questo reperto sentimentale era quasi un obbligo morale, partendo dalla scrittura del film ad opera di tre geni del panorama cinematografico.

In che modo è stato rielaborato per portarlo in scena?

Cercando di mantenere il messaggio edificante e distruttivo allo stesso tempo, disperato e premonitore, rinunciando alle grandi masse e investendo, anche giustamente, nel talento di dieci attori duttili e talentuosi.

A curare la regia dello spettacolo oltre ad esserne la protagonista femminile è Monica Guerritore. In veste di regista che cosa ha voluto restituire al testo di Fellini che vi vede protagonisti sul palco?

Presumo l’esattezza dei sentimenti, le proiezioni immaginifiche, sempre fedele al vecchio adagio che vuole che l’arte dei visionari vada maneggiata dai reralisti.

In scena lei è Fred. Ci vuol descrivere il suo personaggio?

Più Pippo Botticella, ormai che Fred, ovvero un vecchio ballerino passato attraverso grandi successi, delusioni, infinite storie d’amore, ricoveri, piccole comparsate e perdite dell’innocenza.

Che tecniche ha utilizzato per calarsi nel ruolo da interpretare?

Sono partito dal ballo: il corpo ne sa più di noi; sempre.

Chi è il Pippo che lei sta portando in scena?

Un compromesso poetico tra realtà e tentativo di volo verso la gloria.

Che cosa accomuna e che cosa differenzia Amelia e Pippo, in arte Ginger & Fred?

La voglia di tornare a fare qualcosa è il tratto in comune, il come riuscirci è l’eterna differenza.

Vi è un aneddoto simpatico che è capitato in scena e che vuole raccontare?

Non c’è stato il tempo: sono entrato in corsa per sostituire un collega a pochi giorni dal debutto per cui ogni nostra energia è stata concentrata e diffusa per portare in scena questa impresa fuori dal comune; nessun tempo per scherzare, e in fondo mi sta bene così.

Cosa può dire riguardo la scenografia di Maria Grazia Iovine?

Che sono le ghigliottine giuste per ingoiare e riproporre luoghi inventati quanto reali, dal parcheggio dell’hotel alla sala trucco, dallo studio televisivo al luogo dell’addio.

Ci può dire dove sarete in scena prossimamente?

Firenze, poi Livorno, Monza, Ferrara, Trieste, prima di andare all’estero.

A suo avviso quali sono ad oggi le principali difficoltà che si possono incontrare con il lavoro teatrale?

Quelle di sempre: la diffidenza di un pubblico con la soglia dell’attenzione bassa, la scarsa considerazione del mondo politico e l’ingresso costante di inadatti e raccomandati.

È a lei capitato di non voler interpretare un ruolo perché non sentiva suo il personaggio?

Sì, spesso.

In che modo definirebbe il suo teatro?

La ricerca costante di qualcosa di nuovo da dire.

Quale considera il ruolo più impegnativo che lei abbia mai avuto?

Fred è uno dei più impegnativi, ballo compreso.

Chi è Massimiliano quando non sta in scena?

Questo dovrebbe chiederlo alla mia compagna e non a me. Ndr: ride

Che consiglio vuol dare a un giovane che vorrebbe intraprendere questo lavoro?

Studiare, guardare tutto, studiare, conoscere, studiare, curiosare, studiare, leggere, studiare.

Attualmente in cosa è impegnato?

Oltre a Ginger e Fred sta per andare in scena un mio testo in una rassegna di teatro italiano contemporaneo, chiamata Expo e organizzata per dare un senso all’ottima drammaturgia di casa nostra. Il mio testo si intitola: “A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno”.

Progetti?

Nella mia testa ci sono temporali di progetti…

Sledet.com ringrazia per l’intervista Massimiliano Vado, e ad maiora!

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