A parlare del film Milarepa è il regista Louis Nero


“Il film è ambientato in un prossimo futuro dove la tecnologia è sparita e la natura ha preso di nuovo il sopravvento sulla civiltà”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Sono iniziati i casting del nuovo film del noto regista, sceneggiatore e produttore Louis Nero, dal titolo Milarepa. Un film che sarà girato in Sardegna e nel Lazio. Sledet.com ha raggiunto il Louis Nero che, nonostante gli impegni si è dimostrato disponibile a parlarci del film. Il nome del regista è da sempre sinonimo di professionalità e correttezza sia sul set che fuori dalle luci dei riflettori.

Milarepa è il nome del suo nuovo film di fantascienza. Che cosa racconta nello specifico?

Il film Milarepa è ispirato a una storia vera, una storia accaduta 500 anni prima di Cristo, del famoso saggio Milarepa che, dopo una vita di malvagità, nella seconda parte della sua vita si è redento e ha iniziato un percorso spirituale fino a diventare il primo Buddha tibetano. Nel nostro caso, la protagonista è una donna, una ragazza, Mila, che fa un percorso più o meno simile. I parenti le rubano l’eredità, lei si vendica distruggendone interamente il villaggio, però, non appagata da questa sete di vendetta, decide di fare un percorso di ricerca personale per poi far finalmente superare questa volontà di vendetta.

Quando nasce l’idea di raccontare questa storia?

Avevo letto il libro su Milarepa tantissimi anni fa. Era un’idea che mi era sempre rimasta nella mente, credo quasi 15 anni fa avevo iniziato a pensare a questo film. Adesso mi è sembrato il momento giusto per poterlo fare. La cosa che ho tenuto molto è di focalizzare l’attenzione sul viaggio di Mila, in questo caso una ragazza che fa un percorso estremamente personale di formazione, che la porterà poi finalmente a trovare la pace.

Su cosa punterà la sua regia?

Sicuramente il mio lavoro sarà quello di far identificare lo spettatore con Mila, perché è la mia protagonista assoluta è lei che fa il viaggio e lei che ci racconta il viaggio e quindi far si che lo spettatore possa viaggiare con lei e provare gli stessi dolori, le stesse passioni e le stesse gioie.

La protagonista del film deve superare diversi ostacoli. Che cosa rappresentano questi ostacoli?

Ogni ostacolo che noi vediamo sotto forma fisica in realtà è la rappresentazione di un ostacolo interiore, quindi Mila deve superare le sue paure, i suoi attaccamenti e i suoi rimorsi. Finalmente superando questi ostacoli riuscirà a trasformarli in qualcosa di creativo, di produttivo e di vita.

Dove girerete?

Gireremo in Sardegna e nel Lazio, nei luoghi più suggestivi di entrambe le regioni, quindi sarà un film dove l’aspetto visivo sarà molto importante.

Per quale motivo è stata scelta la Sardegna?

Il nostro film è ambientato in un prossimo futuro dove la tecnologia è sparita e la natura ha preso di nuovo il sopravvento sulla civiltà, quindi la Sardegna è il luogo giusto dove queste cose già esistono. Da quando la zona mineraria è stata abbandonata, l’interno della Sardegna si è quasi fermato e quindi è il luogo perfetto per raccontare la nostra storia. Un mondo industriale riconquistato dalla natura.

Ha già scelto la protagonista del film?

No, come in tutti i miei film i protagonisti li scelgo fra gli attori che hanno appena iniziato la propria carriera. Sto cercando un’attrice nuova che sia giusta per il mio personaggio, infatti stiamo facendo i casting in giro per l’Italia.

Quanta importanza avranno le musiche in Milarepa?

La musica non è soltanto un commento sonoro ma in realtà è parte integrante del film. L’aspetto sonoro è una delle cose principali. Con la musica puoi creare o distruggere determinate emozioni nello spettatore. Sarà un lavoro lungo che pescherà dalle tradizioni orientali per quel che concerne la musica, dall’occidente sarà una composizione molto originale.

La storia di Milarepa che cosa vuole trasmettere al pubblico?

Sicuramente la volontà che la vendetta è inutile. La vendetta di per sé non porta all’appagamento oppure a riavere indietro ciò che è stato tolto. L’unica nostra arma per vivere in pace è quello dell’accettazione di aver subito un torto e trasformare questo torto in qualcosa di positivo per la nostra vita.

Potrebbe dirci il ruolo della luce e della fotografia nel suo film?

Attraverso la fotografia cerco di trasmettere emozioni, di descrivere i personaggi, perché da come sono inquadrati i personaggi puoi raccontare molto del loro background. La fotografia non è soltanto qualcosa che serve per far si che tutto si veda ma è uno strumento in mano del regista e del direttore della fotografia per raccontare attraverso la luce i protagonisti.

Recentemente sono iniziati i casting. Su quali basi vengono scelti gli attori?

Di solito faccio casting aperti, dove tutti possono partecipare, attori famosi, non famosi, persone che vogliono diventare attori. Mi piace trovare gente che vuole cimentarsi in questo viaggio e soprattutto una delle cose principali è trovare volti nuovi che di solito poi li accoppio a volti ormai famosi a livello internazionale.

Che consiglio vuol dare ai giovani che vorranno partecipare ai casting?

Di mettersi alla prova, non dare nulla per scontato. Io non lavoro con clientelismi o amicizie. Se una persona mi piace non mi interessa chi è, da dove viene, cosa ha fatto prima e cosa farà dopo. Se la persona è giusta è un potenziale per il personaggio che sto cercando. Io sono aperto a far lavorare chiunque.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Louis Nero, e ad maiora!

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