The Rise of Heroes Forged in Fire and Sweat. Da Los Angeles l’intervista a Max Bartoli


“Il Fireball Extreme Challenge è lo sport di squadra con palla più veloce del mondo”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Luci dei riflettori puntati su “The Rise of Heroes Forged in Fire and Sweat” un nuovo programma televisivo riguardante il campionato internazionale Fireball Extreme Challenge prodotta da Max Bartoli, noto regista, sceneggiatore e produttore che a Los Angeles è rinomato per l’attenzione e la competenza che mette nei lavori da lui svolti. Il suo nome infatti è da sempre sinonimo di professionalità, la stessa che ha messo per produrre questo nuovo programma su uno sport nuovo, creato da Bartoli insieme a Roberto Ciccoli, che sta riscuotendo un grandissimo successo non solo in America. Sledet.com ha raggiunto Max Bartoli, che ha parlato della sua trasmissione.

Lei recentemente a Los Angeles, ha prodotto un nuovo programma televisivo riguardante il campionato internazionale Fireball Extreme Challenge. Vuol parlaci dettagliatamente della trasmissione?
La trasmissione, “The Rise of Heroes Forged in Fire and Sweat” (La Nascita di Eroi Forgiati nel Fuoco e Sudore) nasce dall’accordo siglato con la piattaforma video di Eleven Sports (in Italia conosciuta per trasmettere le partite della Serie B e C). Eleven Sports ha creduto per prima nel nostro sport e questo ne è il risultato. Il programma segue le due grandi sfide che hanno caratterizzato l’ultimo torneo internazionale di FXC – Fireball Extreme Challenge™, tenuto in Messico lo scorso Novembre. Sto parlando della rivalità tra USA e Mexico e quella tra le prime due squadre in testa alla classifica messicana, i Capitani di Bocca del Rio ed i Capitani di Xalapa. Gli Americani avevano inviato un super team, composto da atleti di grande livello. Si sono allenati in strutture all’avanguardia, senza farsi mancare niente. I Messicani lo hanno fatto su campi di basket pubblici, sotto il sole cocente, alcuni di loro con scarpe con i buchi. Era un po’ come vedere Rocky contro Ivan Balboa in Rocky IV! I risultati sono stati altrettanto avvincenti. Invito i vostri lettori a vederlo.

Come è nata l’idea del programma?
Produrre un programma su uno sport nuovo, non è mai cosa facile. Fortunatamente la copertura che abbiamo ricevuto da Sports Universe e aver ripreso allenamenti e partite per mesi ci ha aiutato. Inoltre i nostri atleti compiono sacrifici incredibili per allenarsi. Hanno quasi tutti almeno due lavori ed una famiglia da mantenere e ciò nonostante hanno trovato il tempo per allenarsi 3 o 4 volte la settimana. Volevamo raccontare anche questo aspetto nel programma. Il fatto che finora sia stato visto già da oltre 45 mila persone su YouTube e Vimeo conferma che il pubblico sembri apprezzare gli sforzi fatti ed il risultato.

Quanti sono i partecipanti?
Al torneo hanno partecipato 154 atleti in 2 categorie: quella internazionale e quella per club. Sono state tutte partite molto combattute e mano mano che le squadre avanzavano nel tabellone, lo spettacolo cresceva.

Su quali basi ha scelto i concorrenti?
I concorrenti non li abbiamo scelti noi. Le nostre gare sono aperte a tutti. Basta che le squadre che si iscrivono abbiamo almeno 7 atleti di cui minimo 2 dell’altro sesso sempre in campo e che rispettino le regole del FXC – Fireball Extreme Challenge. Le regole sono pubbliche e disponibili online fireballsportfederation.com

A suo avviso, che cosa rappresentano le discipline sportive?
Le discipline sportive rappresentano uno straordinario strumento educativo. Ci insegnano a vincere i nostri limiti, a migliorare e a crescere. Ogni volta che siamo in campo o che ci mettiamo alla prova, lo sport ci ricorda che c’è sempre margine di miglioramento… anche quando si diventa “leggende” o icone come Ronaldo o Michael Jordan. Perché c’è sempre qualcun altro più forte, o più in giornata di noi. Per quello che ci riguarda il Fireball Extreme Challenge, come dice lo stesso nome, è una sfida continua. La sfida fisica è sempre dura. Nel Fireball Extreme Challenge, camminare o riposarsi in campo è proibito, quindi quando si gioca bisogna sempre stare in movimento. A questo aggiungi che non abbiamo una direzione di gioco specifica, il che significa costanti cambi di direzione, passando la palla ogni 2 secondi, cercando di marcare o evitare la marca e rendendosi conto di come siano disposti in campo i nostri compagni di squadra. Giocare a livello amatoriale è divertente per tutti. A livello competitivo diventa un’atra storia.

Il Fireball Extreme Challenge è uno sport di squadra?
A mio parere è lo sport di squadra per eccellenza perché qui essere un “campione” o un talento conta poco. In questo sport si fanno punti passando la palla. 1 passaggio = 1 punto. Quindi la vittoria non è mai di uno solo. Il mantra del Fireball Extreme Challenge è: “Ci alleniamo insieme, sudiamo insieme, vinciamo e impariamo insieme!” Puntare il dito contro un’altra persona accusandola di aver commesso un errore è proibito. Quando uno sbaglia, pagano tutti. Per avere successo la squadra deve imparare a muoversi all’unisono. E quando questo avviene, la spettacolarità si eleva. La squadra nazionale messicana rappresenta il migliore esempio di tutto questo. Se i lettori ne vogliono vedere una dimostrazione, suggerisco di vedere la partita Mexico vs USA. Nel programma inizia ad 1 ora e 1 minuto.

Lei è l’ideatore di questo sport?
Lo sport lo abbiamo creato il mio migliore amico, Roberto Ciccoli, ed io nel lontano 1994. Come Karatekas di lunga data volevamo un esercizio che ci aiutasse in palestra a sviluppare esplosività e resistenza per migliorare nei combattimenti. Influenzati inconsciamente dalla incredible performance alle Olimpiadi del 1992 del NBA Dream Team, abbiamo tirato fuori un’idea che poi, negli anni, è diventata il Fireball Extreme Challenge e che non ha niente a che vedere con le arti marziali. Non abbiamo nemmeno il contatto fisico! Dopo averlo giocato in palestra e con amici per venti anni, nel 2014 lo abbiamo registrato come marca, abbiamo iniziato a testarlo in Italia, USA e Messico. Lo abbiamo lanciato ufficialmente nel Gennaio 2018 e nel giro di 12 mesi siamo arrivati ad avere oltre 3 mila atleti in 4 Paesi.

A che cosa è finalizzata questa attività?
Il Fireball Extreme Challenge consente a chi lo pratica di sviluppare una condizione fisica eccezionale, apprendere il valore del lavoro di squadra e della funzione della leadership (nel FXC tutti giocano come capitano almeno una volta in partita), a valorizzare la presenza e il ruolo di ciascuno nella squadra, ed infine ma non meno importante, a divertirsi senza perdere di vista i valori su cui lo sport si basa.

Per che cosa si caratterizza “Fireball”?
Il Fireball Extreme Challenge è lo sport di squadra con palla più veloce del mondo. La palla che va passata ogni due secondi e l’impossibilità di fermarsi o di camminare quando si è in campo si traducono in un’elevata spettacolarità. L’altro aspetto fondamentale che rende questa disciplina unica rispetto a tutte le altre è il fatto che qui, uomini e donne esprimono lo stesso livello di prestazione. Essere esplosivi qui non è sufficiente. Bisogna anche avere una grande resistenza, una visione periferica allargata, la capacità di interagire con i tutti i propri compagni di squadra e di prendere decisioni nel giro di frazioni di secondo. Esplosività a parte, le donne eccellono in tutte le altre aree e questo consente di avere il 100% di pari opportunità in campo, durante una partita di FXC.

Non è uno sport di contatto. E’ corretto?
Per regolamento, FXC non è uno sport di contatto. Tutti i falli volontari vengono puniti con la espulsione immediata dalla partita e 30 punti in meno per la squadra cui appartiene il giocatore espulso. I falli involontari, normalmente dovuti alla impossibilità di controllare un movimento a causa della alta velocità delle azioni, sono sanzionati con un sistema progressivo e cumulativo in 5 livelli.

Quali i vantaggi di questa disciplina sportiva?
Si impara in 5 minuti, non richiede particolari strutture o uniformi speciali (serve solo una palla di FXC), è un’eccellente attività ricreativa per stare sempre in movimento, può essere praticata ed è praticata da intere famiglie, non è una disciplina di contatto, e nelle scuole che lo hanno già adottato come disciplina di educazione fisica si è rivelato un eccellente strumento educativo.

Vuol dire qualcosa riguardo l’attuale emergenza sanitaria?
La pandemia causata dal COVID19 ha cambiato le vite di tutti. La mia unica raccomandazione è di non abbassare la guardia. La stanchezza e lo stress si fanno sentire, ma come nello sport, il fatto di essere stanchi non significa gettare la spugna o iniziare a sottovalutare l’avversario. Questa crisi non avrà una soluzione facile o veloce, quindi dobbiamo essere in grado di adattarci ad un nuovo stile di vita. Perdere in questo caso non è una opzione quindi dobbiamo restare concentrati per il bene delle nostre famiglie e degli altri.

Attualmente in cosa è impegnato?
La Federazione Internazionale di FXC – Fireball Extreme Challenge sta lavorando alla “ripartenza”. Abbiamo diversi progetti ed iniziative in cantiere, in collaborazione con i nostri partner istituzionali, l’AICS – Associazione Italiana Cultura e Sport, l’INDET (l’Istituto Nazionale dello Sport dei Lavoratori in Messico) e l’organizzazione Internazionale dello CSIT. Vi terremo informati.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Max Bartoli, e ad maiora!

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