Un grande grido d’amore: intervista al regista Francesco Branchetti


“Lo spettacolo vuole raccontare il fascino del mondo del teatro”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Saranno nuovamente in scena, al teatro degli Audaci dal 2 al 4 ottobre, Francesco Branchetti e Barbara De Rossi, con lo spettacolo “Un grande grido d’amore” di Josiane Balasko. A curarne la regia sarà lo stesso Branchetti, che sarà quindi non solo il protagonista maschile dello spettacolo, ma anche il regista. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Francesco Branchetti, che ci ha parlato di questo esilarante spettacolo, ricco di suspanse e originalità.

Un grande grido d’amore torna a teatro. Ci vuol parlare del testo di Josiane Balasko?
Gigì Ortega e Hugo Martial, i protagonisti di “Un grande grido d’amore”, sono due attori ed erano una coppia famosissima fino a una quindicina di anni prima, coppia anche nel privato. Poi lei ha abbandonato le scene e lui continua a fare spettacoli ma non è più, il suo, il nome di richiamo per il pubblico. La scena si apre con l’agente Silvestre e con il regista di uno spettacolo con Hugo Martial che si trovano davanti alla defezione dell’attrice protagonista, partner di Martial, poco prima del debutto dello spettacolo. L’agente Silvestre per risolvere la situazione non trovando altri nomi famosi che la possano sostituire, decide di formare di nuovo la mitica coppia Ortega/ Martial sperando che la rentrée della coppia porti grande pubblicità e pubblico allo spettacolo e contatta l’attrice. Da qui iniziano una serie di stratagemmi e imbrogli per convincere Hugo e Gigì a tornare insieme dato che tra i due non corre più buon sangue. Ne scaturiscono una serie di esilaranti situazioni e un susseguirsi di equivoci in un’atmosfera spesso deflagrante, ricca di suspense ma anche di tenerezza.

Per che cosa si caratterizza la drammaturgia di Jiosiane Balasko?
I testi di Jiosiane Balasko hanno la caratteristica meravigliosa a mio avviso, di unire la perfezione del meccanismo drammaturgico con una straordinaria capacità di costruire dei caratteri teatrali straordinari e di grandissima originalità.

Anche stavolta lei non solo curerà la regia, ma dividerà il palco con l’attrice Barbara De Rossi. Chi sarete in scena?
Interpretiamo due commedianti in tutto e per tutto nel bene e nel male.

In scena quindi sarete Hugo Martial e Gigi Ortega: per che cosa sono identificabili questi personaggi?
Sicuramente per il loro ego smisurato ma anche per le loro fragilità e debolezze che escono fuori spesso e che danno origine a momenti di grande poesia, malinconia e profondità.

Come si apre lo spettacolo?
Si apre raccontando come inizia uno spettacolo teatrale in scena assistiamo alle prime prove a tavolino di uno spettacolo e credo sia molto curioso per il pubblico vedere il dietro le quinte di uno spettacolo teatrale.

La sua regia che cosa intende restituire al testo?
La straordinaria capacità che ha di raccontare e di far conoscere il mondo del teatro e degli attori e di farlo con una straordinaria sincerità e profondità.

In scena vi sarà anche l’attrice Isabella Giannone. Potrebbe parlarci del personaggio da lei interpretato?
Isabella interpreta il personaggio di Silvestre una agente teatrale estremamente scaltra ed un personaggio teatrale irresistibilmente divertente.

Qual è il punto di forza dello spettacolo?
L’amore e la tenerezza con cui viene raccontato il mondo del teatro ed i suoi protagonisti.

Come potrebbe definire la comicità di “Un grande grido d’amore”?
È sicuramente una comicità di situazione, una comicità che nasce da un intreccio clamorosamente divertente ma è anche una comicità che nasce dai caratteri e dalle caratterizzazioni dei personaggi.

Qual è il messaggio che volete portare al pubblico?
Lo spettacolo sicuramente vuole raccontare il fascino del mondo del teatro ma vuole anche raccontare una maniera di essere attori e teatranti in cui splendori e miserie si fondono senza soluzione di continuità in un balletto meraviglioso che ci trascina nei segreti del mestiere, per me, più bello del mondo.

Quanto spazio intende dare alle musiche?
Le musiche del maestro Pino Cangialosi evocano la poesia di un mestiere antico, il fascino della creazione di uno spettacolo teatrale, raccontano le passioni dei personaggi e raccontano gioie, dolori e malinconie che attraversano questo testo meraviglioso che io ho amato tantissimo per la sua comicità quanto per la sua profondità.

Quando sarete in scena?
Saremo in scena al Teatro degli Audaci dal 2 al 4 di ottobre poi saremo in tournée in tutta Italia.

Vuole aggiungere altro?
Un augurio con tutto il cuore a tutti i teatranti.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Francesco Branchetti, e ad maiora!

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