Torneo Internazionale BNL d’Italia: intervista al dottor Paolo Scarso, medico ufficiale ATP


“Come medico sono a disposizione degli atleti ATP per qualsiasi problema essi dovessero presentare durante lo svolgimento del torneo” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Come ogni anno Roma ha il privilegio di ospitare presso il Foro Italico il Torneo Internazionale BNL d’Italia, un importantissimo torneo del circuito internazionale del tennis professionistico. I grandi atleti del tennis si sfidano in gare spettacolari, ma come ogni atleta ben sa è fondamentale in queste situazioni avere a che fare con dei medici qualificati ed esperti in grado di intervenire tempestivamente e correttamente qualora ne servisse la necessità; ed è per questo che gli occhi sono ben puntati sul noto chirurgo ortopedico e traumatologo Paolo Scarso, che negli anni si è fatto sempre più notare per le sue grandi abilità chirurgiche e conservative. Come medico ufficiale degli atleti ATP il dottor Scarso è sempre pronto ad intervenire con le sue grandi abilità date da una notevole esperienza e da un curriculum formativo d’eccezione. Sledet.com ha raggiunto il dottor Paolo Scarso, che ha parlato di questo importante evento e del suo ruolo all’interno del Torneo Internazionale BNL d’Italia.

Sta partecipando al Torneo Internazionale BNL d’Italia in veste di medico ufficiale Atp player. Vuol parlare nello specifico del suo ruolo?
Da quando mi sono trasferito a Roma e ho iniziato a lavorare al Concordia Hospital ho collaborato con il Prof. Di Giacomo anche nel ruolo di “T-DOC” (tournament doctor) agli Internazionali BNL d’Italia. Come ogni anno in questo periodo la nostra capitale ospita il Master 1000 che rappresenta, dopo gli Slam, la seconda più importante categoria di torneo per quanto riguarda il tennis professionistico internazionale. Come medico sono a disposizione degli atleti ATP per qualsiasi problema essi dovessero presentare durante lo svolgimento del torneo.

Lei in cosa è specializzato?
Sono un chirurgo ortopedico e traumatologo e quotidianamente mi occupo di dolori e fastidi alle articolazioni. Nella pratica di tutti i giorni e in sala operatoria, mi ritrovo ad aiutare pazienti di tutte le età, dai più piccini che presentano in genere patologie dell’accrescimento, agli anziani che invece sono soggetti il più delle volte a patologie degenerative come l’artrosi. Accanto a queste due categorie da non dimenticare però anche i traumi e gli infortuni sportivi che necessitano di qualcosa in più della semplice borsa del ghiaccio e dell’antiinfiammatorio per poter guarire.

Come medico ufficiale deve stare a bordo campo?
Il nostro “quartier generale” è la stanza medici all’interno del campo centrale del foro italico. Di fianco a noi, nella Locker Room ci sono gli atleti e i Trainer ufficiali dell’ATP che si prendono cura degli atleti. Durante le partite di tabellone ci spostiamo proprio dietro la sedia del giudice arbitro per poter essere pronti, qualora accadesse qualcosa a un atleta, a intervenire in campo. Un po’ come accade nelle ben più famose partite di calcio.

A che cosa sono soggette le articolazioni e la muscolatura dei tennisti professionisti?
Il tennis è uno sport complesso, in cui viene messa sotto stress principalmente l’articolazione della spalla. Con le nuove racchette sono migliorate tantissimo le condizioni di gioco in quanto ormai assorbono meglio le vibrazioni e scaricano meglio gli impatti della pallina. Ma un tennista top level batte la pallina a più di 200 Km/h quindi sottopone la propria spalla a uno stress notevole. In più tutta la parte inferiore del tronco, la caviglia, le ginocchia e l’anca sono importanti perché devono dare stabilità al tennista che senza la giusta coordinazione perderebbe la precisione, oltre che la potenza, dei propri colpi.

Durante il torneo quali sono le problematiche più frequenti che colpiscono i tennisti?
Roma si gioca sull’affascinante terra rossa. Permette un gioco meno dinamico del cemento ma più spettacolare in quanto i giocatori scivolano letteralmente sul terreno di gioco prima di colpire la palla. Ciò sottopone gli arti inferiori a un maggiore stress e spesso si va incontro a distorsioni e a stiramenti muscolari. Ovviamente l’equilibrio precario condiziona il colpo che viene condotto, più spesso che su altre superfici, in maniera meno coordinata e quindi può dare dolore al polso, al gomito o alla spalla.

Lei deve spiegare all’atleta quale terapia applicherà per il loro problema contingente?
Dobbiamo sempre essere trasparenti e chiari con i pazienti anche se sono il numero 1 o 2 del mondo. Quindi dopo aver valutato il problema si procede sempre nel miglior modo per l’atleta. Tra l’altro dobbiamo stare molto attenti ai farmaci che usiamo in quanto alcuni possono risultare dopanti (inseriti nella lista dei farmaci vietati) e ciò potrebbe quindi portare alla squalifica dell’atleta dal torneo.

Quali disturbi può portare a lungo andare il gesto atletico del tennista?
Il tennis mette senza dubbio a dura prova la spalla dominante con cui gioca il tennista. Si può andare incontro a lesioni tendinee per un gesto tecnico non eseguito alla perfezione o per una non perfetta qualità dell’apparato tendineo della spalla. Non vanno mai sottovalutati i dolori alla spalla o al gomito in quanto queste patologie, se affrontate correttamente e rapidamente possono escludere in alcuni casi addirittura l’intervento chirurgico. Oltre a questi problemi ci possono essere degli infortuni legati ai traumi diretti, cadute, distorsioni o allungamenti dei muscoli durante le partite.

Vi sono delle tecniche che permettono di evitare l’insorgenza dei disturbi legati a questo sport?
La perfetta esecuzione del gesto tecnico è la cosa più importante. Più è “pulito” il gesto tecnico minore è lo sforzo fisico che si compie e più si abbassa il rischio di farsi male. Ci vuole una preparazione atletica specifica e, non meno importante, sono lo streatching a fine allenamento e il riscaldamento prima di ogni incontro. I tennisti iniziano a correre e riscaldarsi quasi 2 ore prima di scendere in campo.

Questa non è la prima volta che lavora a fianco di atleti professionisti. Vuol raccontare un aneddoto che le è capitato?
L’aneddoto più bello è stato quando la Manager di Novak Đoković mi ha contattato perché il tennista aveva un po’ di febbre e raffreddore. Andai a visitarlo nella sua stanza all’Hotel Cavalieri Hilton dove conobbi anche il suo allenatore Boris Baker. Quell’anno Nole giocò poi tutte le partite e vinse il torneo. Quando è finita la partita mi fece chiamare dal suo fisioterapista personale e mi regalò una delle racchette con cui aveva giocato la finale. La conservo ancora con cura e orgoglio/ammirazione e sono rimasto in contatto con la sua Manager Elena con la quale ci salutiamo ogni qualvolta ci si incontra qui a Roma.

Cosa significa essere il medico ufficiale per un evento così importante?
Quando mi chiesero se volessi farlo non ci pensai minimamente e accettai! Ho sempre seguito e giocato a tennis quindi incontrare campioni del calibro di Federer, Nadal e Dokovic era un sogno. È come essere alla finale di un mondiale di calcio o a una gara di formula 1 in cui ci sono i migliori protagonisti di quello sport e non si deve sbagliare niente. Il Prof ci dice sempre di stare “in campana”, abbiamo una grande responsabilità perché siamo sotto i riflettori del mondo intero e dobbiamo lavorare allo loro stesso livello, cioè essere sempre al massimo! È una grande gratificazione professionale.

Vuole aggiungere altro?
È sempre bello ricevere la foto dei miei amici che vedendomi su SKY mi riconoscono e mi inviano il fermo immagine dalla tv di casa. Credo che dopo anni e anni di studio e applicazione sul lavoro che amo, fa sorridere leggere certi messaggi e ricevere i complimenti delle persone che ti vogliono bene. E… buon tennis a tutti!

Sledet.com ringrazia per l’intervista il dottor Paolo Scarso, e ad maiora!

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