Chiacchierando con Alessandro Zappulla, editore e direttore responsabile de La Lazio Siamo Noi


“Chi lavora con me sa che può crescere sempre, ma devono tenere ben presente che bisogna essere uomini oltre che giornalisti”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Professionale e attento in tutto e per tutto che le notizie scritte sul suo portale siano precise e corrette, senza mai scrivere un pezzo in maniera superficiale: stiamo parlando di Alessandro Zappulla, noto editore e direttore responsabile dell’importante portale lalaziosiamonoi.it, un giornale che si è fatto subito largo sul web riscuotendo grande interesse tra i tifosi laziali e non solo, che possono leggere notizie reali e molto spesso esclusive. Chi ha modo di lavorare sotto la direzione di Zappulla sa di avere la possibilità di esprimersi al meglio, considerando che la direzione di Alessandro Zappulla è nota per aver dato, e per dare tuttora, la possibilità ai giovani talenti di essere notati nel difficile ambiente lavorativo del giornalismo. Sledet.com ha raggiunto Alessandro Zappulla che si è raccontato.

Quando ha mosso i suoi primi passi nel mondo della carta stampata?
Diciamo che ho avuto l’approccio con la carta stampata in tempi molto remoti, era il 1995 e scrivevo in un giornale dei Castelli Romani per il quale mi occupavo di cronaca nera.

Qual è stata la sua formazione?
Dopo essermi diplomato mi iscrissi all’università, dove mi laureai in Scienze della Comunicazione. Fu infatti durante i miei studi che mi avvicinai al giornalismo. All’epoca scrivevo per il “Corriere Laziale”, un giornale locale che tra i vari argomenti trattati vi era anche quello del calcio giovanile.

Lei nello specifico di cosa scriveva?
Non scrivevo nello specifico di un solo tema, ne trattavo diversi compreso il calcio.

Col passare del tempo però ha indirizzato la sua scrittura solo al calcio. Scelta voluta o subita?
Posso sicuramente dire che pian piano il calcio mi ha assorbito sempre di più e quindi ho avuto sempre meno tempo da poter dedicare alle altre tematiche. Poi bisogna ammettere che a Roma la possibilità di fare giornalismo lo dà sicuramente più lo sport, e in particolare il calcio, ovviamente per quanto io ho potuto toccare con mano.

Iniziò a lavorare anche in radio?
Sì, iniziai a lavorare prima per “Radio Flash”, poi per “Radio Spazio Aperto” e poi per “Radiosei”.

Radiosei per lei è stata una bella vetrina radiofonica. E’ corretto?
Radiosei è stata la vetrina radiofonica migliore che potesse capitarmi. Una famiglia laziale amata dai laziali.

Il binomio perfetto per chi segue la Lazio?
Certo. Non esiste laziale che non abbia ascoltato almeno una volta Radiosei e forse non esiste laziale che non abbia sbirciato almeno una volta Lalaziosiamonoi

Quando le fu proposto di aprire una redazione sulla Lazio?
Nel 2008 mi fu proposto di aprire una redazione sulla Lazio, “La Lazio Siamo Noi”. Devo dire che inizialmente ero piuttosto titubante, ma poi scelsi di abbracciare questo progetto e a distanza di anni posso affermare che è stata la scelta più azzeccata della mia vita, e forse lavorativamente parlando anche la più bella in quanto mi ha portato a conoscere i giocatori della Lazio in un periodo particolare e in un ambiente difficile, che sicuramente è ben lontano dalla realtà di oggi, infatti la squadra è diventata una realtà importante per tutti i tifosi.

Così come è diventata una realtà importante anche “La Lazio Siamo Noi”, che ha un notevole seguito. È esatto?
Sì, tanta gente ci legge e la mia grande soddisfazione è quella di aver tirato fuori un portale che è diventato importante sul web, e di aver dato la possibilità a tanti ragazzi di scrivere ed essere notati. Molti di loro oggi lavorano in tantissime redazioni nazionali.

Cosa ha insegnato a questi ragazzi che hanno iniziato a lavorare sul suo portale?
Ho insegnato loro ad esserci sempre con la giusta intraprendenza, senza prevalere sugli altri e senza lasciare nulla di intentato, sia che si parli di un’intervista che di un pezzo giornalistico.

In particolare cosa seguite della squadra?
Noi seguiamo la squadra in tutto, sia che si tratti di un evento, sia che si tratti di ritiri in Italia o all’estero: è per la nostra vicinanza alla squadra e alla società che abbiamo avuto la possibilità di trattare in prima persona affari di mercato dando notizie esclusive.

Quando si accorse che “La Lazio Siamo Noi”, stava crescendo così tanto?
Quando mi resi conto che chi lavorava per la carta stampata ci veniva dietro per avere qualche notizia. Questo indubbiamente certificava che stavamo lavorando bene, e questo per me e per i miei collaboratori è stato uno stimolo in più.

Come Editore e Direttore responsabile di questa testata qual è la sua responsabilità più grande?
La responsabilità è quella di metterci sempre la faccia, e qui mi riferisco a quando le cose vanno male: anche perché la gente si ricorda che dietro quella direzione ci sei tu.

Qual è la chiave per fare in modo che le cose vadano per il verso giusto?
La chiave della vittoria è quella di avere delle persone sotto di sé che godano di piena fiducia e che siano abili a gestire una macchina come questa, che può far bene ma può anche far male, perché comunque sia è una macchina mediatica importante che viene letta da tantissima gente. Devo dire che ho sempre cercato persone valide, in grado di dividersi il lavoro in modo equilibrato, anche perché negli anni sono sempre più uscito di scena in quanto ho sempre pensato che per far crescere i ragazzi li si dovesse responsabilizzare. Se ci fossero delle difficoltà loro saprebbero di poter contare su di me, ovviamente parlo di difficoltà redazionali e non decisionali, anche perché lì ovviamente intervengo io. Chi lavora con me sa che può crescere sempre, ma devono tenere ben presente che bisogna essere uomini oltre che giornalisti.

Cosa rappresenta per lei la sua testata?
La Lazio Siamo Noi è la mia vita, anche perché è un qualcosa che sento totalmente mio.

Chi è Alessandro?
Una volta era uno scapestratello, adesso invece un papà che corre in fretta a casa da sua moglie Marlene e dalle sue bimbe: Nicole e Greta. Per me è importante seguire le mie figlie nella loro crescita, non voglio perdermi la loro infanzia e non voglio che loro si perdano di stare con il loro padre.

Che consiglio può dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la sua professione?
Consiglio di studiare, andare all’università e collaborare con delle testate. Io inizialmente ho dovuto studiare, lavorare e scrivere perché i miei genitori non potevano aiutarmi, quindi ho fatto dei sacrifici, ma questi sacrifici mi hanno portato ad avere riconoscimenti. Mi sono laureato e sono diventato dottore in comunicazione e ho una bellissima testata che mi da grandi soddisfazioni.

Attualmente in cosa è impegnato?
Nel seguire la squadra.

Progetti?
Sicuramente sviluppare nuovi lavori sul web, e in particolare ciò che concerne le radio web, su cui bisogna ancora lavorare.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Alessandro Zappulla, e ad maiora!

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