Stuntman: intervista allo stunt performer Simone Belli


“La paura di fare e farsi male c’è sempre, ma bisogna conviverci perché è lei che ci da il motore e l’adrenalina per compiere determinate azioni”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Tanto lavoro e dedizione sta dietro il grande stuntman, nonché stunt performer e stunt coordinator, Simone Belli, che può infatti vantare un percorso formativo e lavorativo d’eccezione. Svolge il suo mestiere con grande professionalità e in ogni cosa che fa, o insegna ai suoi allievi, è ben evidente la sua capacità di massimizzare i margini di sicurezza, perché niente può essere lasciato al caso, tutto viene attentamente curato nei minimi dettagli, anche perché in questa professione non sono concessi errori. Sledet.com ha raggiunto Simone Belli che, con il garbo che lo caratterizza, si è raccontato e ha spiegato in cosa consiste il lavoro di stuntman.

Quando nasce la sua passione per il mondo del cinema?  

Quando ho scoperto il cinema. Credo che di fatto l’amore per il cinema sia nato da piccolo quando ho iniziato a guardare i film e nello specifico quelli action, dove vi era azione e combattimento. Per quanto ho detto posso sicuramente dire che di conseguenza, anche l’amore verso il combattimento scenico e gli stunt sia nato da bambino.

Quando si è avvicinato alla professione di stuntman? 

Quando ho deciso che la carriera da attore e combattente scenico non erano abbastanza per me. Volevo di più, e per questo, ho iniziato a studiare e frequentare l’accademia di stuntman, uno studio che di fatto non finirà mai. Questa è una professione fatta di tanti step ognuno dei quali, permette di perfezionarsi sempre di più e di conseguenza diventare sempre più grandi in questo campo.

Vuol raccontarci il suo percorso professionale?  

Ho iniziato nell’ambito teatrale frequentato l’accademia d’arte drammatica Nico Pepe e in seguito, ho deciso di specializzarmi in una disciplina un po’ particolare, che è quella dello stage combat, anche perché va precisato che provengo dal mondo dei combattimenti e delle arti marziali. Ho frequentato tantissime accademie di combattimento scenico a Londra per poi proseguire nel mondo stunt formandomi presso altre accademie. Parte dei miei studi li ho fatti in Svezia e Danimarca, Spagna, America, per citarne alcune. Dopo questo periodo formativo sono rientrato in Italia dove ho fondato la stunt Gym Boutique ASD e sono diventato il referente nazionale di combattimento scenico per l’Italia per FISAC. Il resto è storia, cerco sempre di condividere con più persone possibile l’amore e la passione per il combattimento scenico, lo stunt e la magia del cinema. 

Lei è l’unico referente nazionale F.I.S.A.C per il combattimento scenico, è corretto? 

Sì sono l’unico referente nazionale di combattimento scenico in Italia. Sto cercando di formare altri istruttori per questa professione aumentando i loro livelli formativi. Tutto ciò che insegno loro non è chiaramente di mia invenzione ma segue i canoni inglesi dell’accademia che ho frequentato a Londra. Per questo motivo nella mia scuola vengono, direttamente da Londra, degli insegnanti per formare gli studenti.

Chi è lo stuntman? 

La terminologia tecnica è quella di un cascatore di professione o meglio dire, un esperto in cadute. Devo però confessare che io preferisco utilizzare il termine “stunt performer” piuttosto che quello di stuntman.

Per quale motivo? 

Perché dire stuntman, non mi piace, per il semplice motivo che questo è un lavoro che viene svolto sia dagli uomini che dalle donne.

Di cosa si occupa nello specifico lo stunt performer? 

Lo stunt performer è un interprete, un performer di alto livello tecnico in grado di trasformare e raccontare la violenza senza per forza dover rischiare la vita, anche se il rischio è molto elevato.

Quindi che cosa si intende per combattimento scenico?  

È l’arte di narrare la violenza senza ledere la persona con cui si sta eseguendo una determinata scena.

Lei lavora anche a Las Vegas, è corretto? 

Sì sono l’unico insegnante italiano al CombatCon di Las Vegas dove insegno il combattimento scenico in stile Marvel. Vorrei precisare che questo è il più grande evento al mondo per quel che concerne il combattimento scenico.

Lei è il titolare della SB Film Fighting Crew. Di cosa si occupa nello specifico?  

Offro il servizio di creazione, sviluppo e messa in sicurezza di scene action per case di produzione, per i film, spot, eventi live e gli spettacoli teatrali.

Quali le discipline da voi insegnate?  

Tante sono le discipline da noi insegnate: acrobatica, equitazione, parkour, stunt falls, high falls, low falls, combattimento scenico, fire course, takedowns & acrofights, air ramp, calisthenics, veicoli e cadute dai suddetti, precision driving con il team Monfalcone. Battesimo dell’acqua, subacquea ECDMI. Armi da fuoco con lavoro tattico e utilizzo blank fire. Rigging e wire work.

Che cosa significa lavorare come stunt performer?  

Significa avere una mente preparata tanto quanto il corpo. Lavorare come stunt performer vuol dire avere un’autodisciplina e una grande forza mentale e fisica. In questo lavoro è importante mantenersi sempre in forma perché, quando si riceve “la chiamata” per andare in scena, bisogna essere sempre pronti ad andare in azione. Per questo motivo bisogna rimanere nell’ambito sportivo e perfezionarsi sempre di più come atleti. In questo lavoro va detto che il cinema deve far parte di tutto quello che riguarda il vivere quotidiano.

Che cosa intende dire? 

Intendo dire che, se uno stunt non studia e non guarda film action non si accultura, per me rimane un grandissimo atleta che però mostra un piccolo bagaglio culturale. Per me questo è inaccettabile.

Ha trovato differenza con il mercato dell’action in America? 

Posso dire che il mercato dell’action in Italia non è imponente come in America, però sicuramente abbiamo una grossa opportunità di prendere il nostro mercato se si lavora bene. Io sono per la qualità e tutto ciò che insegno si basa sulla qualità e sull’alta sicurezza, per cui, sia le produzioni italiane che quelle estere che si affidano a noi, hanno la certezza di lavorare nella massima tranquillità.

Lei si occupa di selezionare e formare gli stuntman, è corretto? 

Sì abbiamo ragazzi che vengono anche dall’estero. Quello che posso dire è che insegno in Inghilterra e in America e ho insegnato anche in Svezia e in Spagna.

Qual è per la precisione la sua figura professionale? 

Adesso la mia figura professionale è quella di stunt coordinator. 

Lei ha lavorato sia per produzioni italiane che estere. Quali le principali differenze che ha trovato?  

Sicuramente i budget sono una grossa differenza, perché le produzioni estere con cui ho lavorato hanno sempre avuto più budget rispetto a quelle italiane. Invece per quel che concerne l’organizzazione e la sicurezza posso dire che il tutto si sta molto allineando. Ancora, con le produzioni estere ho sicuramente più possibilità creative in quanto, ho più scene action da creare. In Italia diciamo che è tutto un po’ più limitato, ma spero proprio di essere smentito a breve.

A suo avviso la computer grafica sempre più all’avanguardia, potrebbe sostituire gli stunt performer che recitano dal vivo con quelli virtuali?  

La computer grafica non potrà sostituire gli stunt performer in toto, però, sta raggiungendo sempre più traguardi impensabili, quindi porterà a una evoluzione del nostro mercato.

Quanto è importante avere una formazione nel campo della recitazione?  

Non voglio dire che bisogna essere attori per fare gli stunt, però secondo me è importante avere una base nel campo della recitazione. Per questo motivo voglio inserire in accademia un corso di recitazione.

Quando ha deciso di diventare stunt coordinator? 

Questa è una cosa che ho sempre voluto fare, in quanto ho sempre amato, sin dall’inizio lavorare per mettere in sicurezza gli altri. Per questo motivo, quando sono tornato in Italia, ho rifatto tutti i certificati di sicurezza per perfezionarmi sempre di più.

La vostra è una professione che sicuramente non si può dire essere priva di rischi. Che rapporto avete con la paura?  

La paura di fare e farsi male c’è sempre, ma bisogna conviverci perché è lei che ci da il motore e l’adrenalina per compiere determinate azioni. Chiaramente è importantissimo non sottovalutare mai il rischio di farsi male anche perché la troppa sicurezza potrebbe fare annullare il senso di paura. Quello che voglio precisare è che non si è mai abbastanza pronti e per questo motivo bisogna essere sempre attenti.

A suo avviso quali caratteristiche deve avere una persona per svolgere questa professione?  

Per me deve essere: disciplinato, educato, intelligente, amante dello sport e versatile.

Per la sua esperienza sul campo, quanto è importante la forza mentale?  

Secondo me la forza mentale è il primo step per svolgere questo lavoro e goderselo appieno.

Lei ha fondato la Stunt Gym Boutique asd. Di cosa vi occupate nello specifico? 

Si occupa di servizi per la formazione e l’educazione di sportivi talentuosi amanti dell’action, che desiderano fare la carriera da stunt. Oltretutto forniamo e offriamo servizi di noleggio di attrezzature tecniche, infatti abbiamo tutte le attrezzature tecniche necessarie per svolgere film in sicurezza.

Qual è la prima cosa che dice ai suoi allievi?  

Sicuramente di predisporre il corpo e la mente ad essere degli studenti. Se arrivano con l’idea di essere già capaci, già formati, anche se sono dei grandissimi atleti, non posso guidarli in questo percorso di crescita che ho in mente per loro. Quindi ho bisogno che gli studenti, siano studenti. Non ho bisogno di gente che mi dimostri di essere capace, ho bisogno di gente che mi dimostri di essere versatile e in grado di apprendere e di assorbire quello che insegno loro.

Cosa c’è dietro ogni vostra esibizione?  

Tanto allenamento, preparazione e tanta messa in sicurezza.

Chi è Simone quando non fa lo stunt performer?  

Quando non fa lo stunt performer fa lo stunt coordinator, e quando non fa lo stunt coordinator fa lo stunt performer. A parte questo quindi, Simone è una persona che adora vivere col suo cagnolino, che si chiama Mr. White, lui è sempre con me. Sono una persona che ama leggere, che desidera tanto allenarsi e passare tanto tempo con il suo cucciolo. Appena ho un po’ di tempo disponibile mi piace andare in giro a fare nuove avventure. Adoro viaggiare e vorrei farlo non solo per lavoro, anche se sono grato di poterlo fare anche per questo, ma vorrei viaggiare anche per curiosità e scoprire cose nuove e magari portarle nel mio lavoro.

Che cosa rappresenta per lei il suo lavoro?

La libertà di poter volere quello che faccio.

Che consiglio vuol dare a un giovane che vorrebbe intraprendere la sua professione?  

Siate audaci. Il moto della nostra accademia è “audentes fortuna iuvat”. Ai giovani dico di avere coraggio, audacia e la forza di affrontare questo rischio, perché noi ne corriamo. Se il primo rischio, che è quello di studiare e formarsi come stunt performer, non lo corrette, non potrete correre rischi da stunt performer, perché vi fermerete sempre prima.

Attualmente in cosa è impegnato?  

Sono impegnato con una tournee in Germania. Devo infatti controllare dei nostri giovani della Stunt Gym Boutique, che sono stati selezionati per il James Bond Live Tour. Sono dei ragazzi appena usciti dall’accademia. Poi sono impegnato con altri film e con un progetto per uno stunt show da fare, ma per ovvi motivi non posso ancora parlarne.

Vuole aggiungere altro? 

Guardate le diverse offerte formative che Stunt Gym Boutique asd offre perché vedrete un mondo diverso per: bambini, teenager, adulti, amatori e professionisti.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Simone Belli, e ad maiora!

 

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