Mai per sempre: intervista all’attore e regista Fabio Massa


“L’essere regista credo mi faccia essere un attore migliore. L’essere attore invece, mi permette di avere un dialogo migliore con i miei interpreti”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Ogni qual volta l’attore e regista Fabio Massa porta avanti un progetto cinematografico questo riceve un grande successo e riceve subito un ottimo riscontro positivo, non solo dagli addetti al lavoro, ma anche da parte del pubblico; infatti in ogni film da lui girato è ben evidente l’impegno e la dedizione che svolge verso questa professione. Il suo ultimo film, dal titolo “Mai per sempre”, nel quale ha ricoperto il ruolo sia di regista che di attore, ha partecipato a tanti festival, riuscendo a portarsi a casa diversi premi internazionali. Sledet.com ha raggiunto Fabio Massa che, con la cortesia e la semplicità che lo caratterizzano, si è raccontato.

Quando nasce la sua passione per il mondo del cinema?
Nasce per caso. Non sognavo di fare l’attore, non pensavo minimamente a questo tipo di lavoro. Portavo pizze a domicilio nella mia città, ovvero, Castellammare di Stabia a Napoli e studiavo al liceo scientifico, indirizzo linguistico. Un provino di massa, abbastanza fortuito, con Aurelio Grimaldi mi ha dato la possibilità di fare il mio primo film: i miei primi trenta secondi di parlato. Il film, “Rosa Funzeca”, andò poi a Venezia. Un’emozione unica far parte di un mondo così magico. Poi ho cominciato realmente ad amare questo lavoro e a volerlo mio. Sul set ho capito che non volevo fare altro: la macchina da presa, quel rumore di pellicola, mi aveva stregato. Amore a prima vista! Per fortuna, continuiamo ad amarci. Ndr. Ride

Dove si è formato?
Inizialmente ho studiato in una scuola della mia città, per poi frequentare tanti corsi, workshop ma soprattutto i set. Con la pratica ho avuto modo di capire il significato reale di questo lavoro ed ogni giorno cerco di non fermarmi e di approfondire per migliorarmi.

Recentemente è uscito nelle sale cinematografiche italiane il suo film “Mai per sempre”. Come è nata l’idea per questa sceneggiatura?
Il film è stato scritto da me e Demetrio Salvi a cui poi si è unito Diego Olivares, regista di “Veleno” film selezionato al festival di Venezia di due anni fa.
Racconto sempre che la scintilla è nata dall’ultima scena. Arrivai in studio e mi dissi: il mio nuovo film avrà questo finale! Da lì abbiamo percorso a ritroso la storia cercando di spiazzare noi stessi per poi spiazzare il pubblico! Speriamo di esserci riusciti!

In “Mai per sempre”, lei sta sia davanti che dietro la camera. L’essere regista e attore, le da una marcia in più?
Ho necessità di raccontare storie in cui credo. Per la maggior parte sono storie sociali che affondano le proprie radici nei problemi della società di oggi. L’essere regista credo mi faccia essere un attore migliore, più disciplinato, più coscienzioso del mezzo. L’essere attore invece, mi permette di avere un dialogo migliore con i miei interpreti: conosco le debolezze di un attore. So come farlo sentire coccolato.

Sul set lei interpreta Luca. Ci vuol parlare del suo personaggio?
Luca è un ragazzo che decide di trasferirsi in Puglia per lavorare in un’autofficina che gestisce, piuttosto che vivere a Napoli con il suo patrigno del quale non condivide i valori morali che porta avanti. A Napoli però, c’è la madre che ama ed un suo grande amico prete, don Michele! In Puglia invece ha una storia d’amore con una ragazza dell’est che, nel corso della narrazione sarà la svolta della storia, ed il suo migliore amico, Antonio, con cui lavora in autofficina.

Quanto c’è di Fabio in Luca?
C’è l’onestà, la bontà e la determinazione.

Quali sono state le scene più difficili da girare?
Il film parte come una commedia sociale, dai colori tenui, per poi sfociare in un noir/thriller che probabilmente coincide con l’avanzamento del vortice del male di cui parliamo nel film. Le scene più complicate, attorialmente parlando, sono state proprio quelle relative a questa violenza.

Registicamente parlando?
Registicamente parlando invece, non ho trovato difficoltà se non nella ricerca del modo migliore per raccontare una storia fatta di chiaroscuri. Ogni inquadratura cerca di esprimere un concetto che va al di là della storia stessa e che risulta essere strettamente connessa ai personaggi. Magari qualcuno più attento se ne accorgerà!

Ci vuol parlare del cast?
Il cast di attori che fanno parte di questo film credo siano perfetti per il loro ruolo. Sono felice del fatto che la critica nazionale abbia notato una soglia di recitazione molto alta. E questo mi rende fiero: in primis perché vuol dire che siamo riusciti a mettere su, un cast di livello, in seconda battuta perché vuol dire aver fatto un buon lavoro come regista ed interprete!

Su quali basi sono stati scelti gli attori?
La bellezza di un progetto indipendente, e che puoi lavorare con chi vuoi senza pressioni. Cristina Donadio, Gianni Parisi, Gianni Ferreri, Yulya Mayerchuk, Massimiliano Rossi, Emiliano de Martino, Tony Campanozzi, Lucia Batassa… attori che amavo e con cui volevo condividere un’esperienza importante!

Vuol raccontare un aneddoto capitato durante le riprese?
Certo! Ce ne sarebbero tanti. L’ultima scena di Cristina Donadio, ultimo ciak. Lei come sempre immensa. Finiamo! Scena chiusa! Applausi di rito! Lei mi abbraccia e mi dice: non c’è due senza tre! In riferimento ai film fatti insieme, “Aeffetto domino” e “Mai per sempre”! La amo! Ma anche il condividere il set con un cameo di mia moglie, Manila Aiello, incinta di mio figlio Christian, ha riempito di familiarità un film in cui, almeno per il tempo del set, eravamo tutti un solo spirito! Splendida esperienza!

Qual è il messaggio che vuole dare con “Mai per sempre”?
Il messaggio è che niente è ciò che sembra! Niente è scontato. La vita può accanirsi e tu dovresti esserne più forte. Non tutti ci riescono. Abbiamo cercato di analizzare i coni di luce e di ombra della vita possibile di ogni personaggio e in prospettiva di ognuno di noi. Speriamo di esserci riusciti!

Il suo film ha ricevuto dei riconoscimenti. Ne vuol parlare?
Mai per sempre ha partecipato a tantissimi Festival. Portando a casa più di trenta premi internazionali: migliore regia, miglior film, miglior sceneggiatura, molti attori premiati, migliore fotografia! Insomma in tantissimi Paesi abbiamo lasciato una traccia.

Che cosa hanno significato per lei i premi ricevuti?
I premi non sono assolutamente un punto di arrivo. Sono una pacca sulla spalla e nuova benzina per carburare e fare meglio, almeno per me! Neanche l’Oscar lo sarebbe.

Che tecniche utilizza per calarsi nel migliore dei modi nel personaggio che deve interpretare?
Semplicemente cerco di vivere di lui, di sentirmi lui, di vestirmi come lui, di pensare come lui, di muovermi come lui. Cerco di fagocitarlo e restituirlo nel modo migliore.

Come regista, cosa non ammette sul set?
Sono un regista molto tranquillo. Sui miei set non si sente mai urlare o richiamare davanti a tutti. Sono sempre per il portare avanti un clima sereno. Io rispetto tutti, esigo lo stesso. Niente di più.

Quanto spazio da agli attori per l’improvvisazione?
A tavolino tanto. Credo che scegliere un attore lo si faccia anche perché pensi che possa dare alla scrittura qualcosa in più, un’anima che solo un attore sensibile può restituire! Durante il ciak cerco di limitarli fortemente. Il cinema è anche disciplina e tecnica. L’improvvisazione credo sia un mito da sfatare.

Per lei è buona la prima o preferisce coprirsi le spalle con più riprese?
Una sensazione di benessere e soddisfazione quando ti colpisce non puoi saperlo. La magia non puoi gestirla. Sicuramente preferisco coprirmi le spalle con più “buone” per evitare al montaggio di ammonirmi dicendo: ah se ne avessi fatta un’altra!

Che consiglio vuol dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la sua professione?
Questo è un lavoro, non un divertimento. O meglio, è anche un divertimento ma è un lavoro di responsabilità. Per arrivare ad essere parte integrante di una macchina così complessa, non puoi prendere questo lavoro sotto gamba! Talento, abnegazione e tanta passione.

Chi è Fabio quando non sta sul set?
Un padre che ama la sua famiglia. Che cerca di non far mancare niente a sua moglie e suo figlio, che oramai è il mio pensiero fisso! Fabio è un ragazzo che non ha paura di osare, che vede al di là del proprio naso. Testardo per ciò in cui crede. Disponile ad ascoltare ed imparare e amante del periodo natalizio!

Attualmente in cosa è impegnato?
Ovviamente nel cercare di dare tutto me stesso per questo film.

Progetti?
Un progetto internazionale, girato in lingua inglese di cui non posso però aggiungere altro. Speriamo bene.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Fabio Massa, e ad maiora!

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