Lettera aperta del Comandante Alfa 1


“Non posso più tacere, la rabbia e il dolore sono forti e non voglio e non devo più contenerli”

Lettera aperta del Comandante Alfa

“Non posso più tacere, la rabbia e il dolore sono forti e non voglio e non devo più contenerli. Siamo un paese in emergenza , in guerra. Sì in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere. Dove siete tutti voi politici salvatori del popolo, dove siete nascosti, con i vostri sorrisi, i proclami e i video ipocriti e inopportuni. Dove sono le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca ? Dove siete voi che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza. Dove sono le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per?
Prendete le vostre mascherine, mettetevi una tuta da palombaro e correte a supportare e portare vicinanza ai soldati in prima linea . Sanitari, militari, autotrasportatori, operatori del commercio, volontari e tanti altri che rischiano la vita per tutti noi e anche per voi. Il parlamento è chiuso? Vi riunite due volte a settimana? Siamo in guerra e voi vi nascondete come topi? No, non possiamo accettarlo. Questa volta la misura è colma, penso a coloro che stanno rischiando e combattendo con pochissime armi, a volte addirittura senza. Un popolo si riconosce da chi lo rappresenta, ma io in questo momento non vedo nessuno. Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi. Siamo eccellenza in tutti i campi, cultura, sanità, intelligence, militare ecc. e voi a colpi di decreti a puntate , peraltro confusi e spesso impraticabili, chiusi nelle vostre dimore, nei vostri agi non date l’esempio. Non ho sentito né letto un sacrificio da parte vostra, la rinuncia ai vostri benefici.. dove sono i vostri sacrifici?
Li devono fare sempre i soliti? Prendete in giro artigiani, piccoli imprenditori, gente che fa fatica ad andare avanti e voi che fate per aiutarli a sopravvivere? Spostate la data delle tasse? Ma come ragionate? Come pensate che riusciranno a pagare se sono chiusi e lo saranno ancora per molto senza avere guadagni? Vergogna!!
Siamo rappresentati da un ex partecipante al grande fratello? Questo è quello che meritiamo? No, chiedete unità e cantate l’inno di Mameli ma non ne siete degni. Il popolo lo canta per farsi forza, per sentirsi unito e con un’identità, voi per mettervi in mostra.Un premier non eletto che si presenta con la bandiera europea in bella vista e non con il tricolore per il quale tanto sangue è stato versato dai nostri padri mi strazia. Ora scoprite tutti di essere Italiani a parole, fumo negli occhi per chi muore ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da solo, senza il conforto di un familiare. Quanti muoiono a casa? Quanti infettati tra i sanitari, le forze dell’ordine e nel settore commerciale? Siete tutti responsabili di questa che assume i contorni di una strage senza uguali dal dopoguerra. Già la guerra, quella che ho visto con i miei occhi in terre straniere e che mai avrei pensato di poter rivivere nel mio Paese. È il momento dell’unità? Allora ascoltate tutti, munitevi di mascherine e tute e fate squadra, insieme si diventa invincibili. Per il bene del paese mostrate umiltà e collaborazione con tutti. Ognuno può dare un consiglio e un supporto anche se non riveste lo stesso colore politico. È il momento dell’unità, quella vera, per il bene comune. Molti di coloro che attualmente sono al governo non sono stati eletti dal popolo. Siamo mica in dittatura? Cosa mi sono perso? Basta, ora urlo forte il mio dolore, prima che sia troppo tardi..ma forse lo è, obbligate la gente a stare a casa in ogni modo possibile, correre e andare al mare deve diventare in questo momento di emergenza un reato, o siamo tutti assassini. Chi corre per esibire un fisico da statua greca quest’estate, il mare, andando avanti cosi lo vedrà con il binocolo.
Forza non si molla, avanti, non si arretra.
Siamo partiti tutti insieme e torneremo tutti uniti a costo di portare a spalla i nostri feriti macchiando le nostre divise del loro sangue. Non è il momento della brillantina o del rossetto, è l’ora di indossare ognuno la propria divisa e combattere in prima linea dando l’esempio . Sono cattolico, ma chiedo al Santo Padre di elargire non solo con le preghiere il suo aiuto , chiedo perdono a Dio per questo pensiero, ma non posso più stare zitto . Non dormo sentendomi impotente mentre i miei fratelli e le mie sorelle si ammalano e muoiono combattendo. Basta, datevi da fare , basta stare seduti in poltrona e combattete.”

Questa la lettera scritta dal Comandante Alfa, apparsa sulla sua pagina Facebook.

 


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Un commento su “Lettera aperta del Comandante Alfa

  • marina bertucci

    Complimenti Comandante, quanto da Lei scritto è il pensiero della maggior parte degli Italiani. Chiudiamo tutto si per non far propagare il contagio, ma nelle tante misure decretate non vi è alcun cenno al posticipo delle bollette, luce gas acqua telefono, utenze di vitale importanza per i cittadini che DEVONO stare a casa, anche lavorando. Tanto che già stanno operando i distacchi, mia figlia a casa come tanti lavora in smart working, la bolletta della TIM scadeva ai primi di marzo e non avendola pagata, la TIM al 21 marzo sospende il servizio (di sabato ovviamente) quindi senza telefono ed internet non può lavorare, di fretta in furia paga la bolletta ed ora quanto ci vorrà per poter ripristinare il servizio?, se non succede da lunedi come farà a lavorare? Le potrà sembrare banale ma nulla è stato fatto nel decreto Cura Italia, dove si parlava di sospendere i mutui si poteva parlare anche delle bollette (mutui bollette finanziamenti) sono tutti sulla stessa barca: Le potrà sembrare banale quanto Le ho scritto ma fa tutto parte dei numerosi decreti di questi giorni… Speriamo di poter uscire da tutto questo nel più breve tempo possibile, perchè siamo in una barca che beccheggia ogni ora di più. Un cordiale saluto, marina bertucci