Intervista all’attore internazionale Vincent Riotta


“Essere un attore vuol dire andare costantemente alla scoperta delle proprie capacità”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Quando sta sul set riesce a calarsi perfettamente nel ruolo che deve interpretare, riuscendo così ad interpretare qualsiasi personaggio il copione imponga. Stiamo parlando di lui, Vincent Riotta, attore internazionale, regista e insegnante con alle spalle un curriculum formativo e professionale d’eccezione. Tantissimi i film in cui ha lavorato e in ognuno di questi le sue doti attoriali hanno sempre soddisfatto le aspettative. Sledet.com ha raggiunto Vincent Riotta che, con la disponibilità e la cortesia che lo caratterizzano, ci ha parlato sia del metodo da lui ideato e sviluppato de “Le 5 Regole d’oro della recitazione” e del film “Divorzio a Las Vegas”, dove ha interpretato il ruolo di un giudice italo americano.

Lei fa parte del cast del film “Divorzio a Las Vegas”. Che cosa racconta nello specifico?
È una commedia che racconta la storia di due ragazzi italiani che si incontrano a Las Vegas e che, in un momento di follia si sposano, per poi subito dopo lasciarsi. Passato del tempo la ragazza, ormai diventata una donna, incontra un uomo con il quale intende sposarsi ma prima di poterlo fare, dovrà recarsi a Las Vegas insieme a quel ragazzo, che ormai non vede da tanto tempo, per ottenere il divorzio. E che dire, il resto dovete guardarlo.

Ci vuol parlare del personaggio da lei interpretato?
In “Divorzio a Las Vegas” interpreto il ruolo di un giudice italo Americano, che si troverà coinvolto con la coppia in delle situazioni piuttosto buffe. Devo dire che il personaggio da me interpretato mi ha divertito molto.

Qual è stata la difficoltà più grande che ha incontrato nel rivestire questo ruolo?
Sicuramente guardare me stesso così in sovrappeso! Ndr: ride

Lei ha diviso il set con: Giampiero Morelli, Andrea Delogu, Gianmarco Tognazzi e Ricky Memphis. Cosa può dire lavorativamente parlando su di loro?
Che tutti loro sono molto professionali e hanno un grande talento. Posso dire che sono delle persone per bene. Sono stato molto contento di aver diviso il set con loro.

Dove avete girato per la precisione?
Abbiamo girato sia a Las Vegas che in Italia.

Vuol raccontare un aneddoto capitato durante le riprese?
Ricordo con molto divertimento la scena che abbiamo girato nello strip bar, in quanto dovevamo recitare la parte in cui eravamo ubriachi, e che dire, abbiamo riso tantissimo.

Che cosa vuol dire essere un attore?
Essere un attore vuol dire andare costantemente alla scoperta delle proprie capacità. Per questo motivo posso affermare che svolgere questo lavoro è un privilegio.

Lei ha alle spalle un curriculum formativo e lavorativo d’eccezione. Che tecniche utilizza per calarsi nel migliore dei modi nel personaggio che deve interpretare?
Ogni attore utilizza il suo metodo. Personalmente quello che io uso e che ho sviluppato e ideato da giovane, è quello de “Le 5 Regole d’oro della recitazione”, queste tra l’altro sono quelle che insegno ai miei studenti. Per me l’attore deve trovare l’anima del personaggio dentro di se per poi indossare il capotto del personaggio.

Lei è un attore, un regista e un insegnante. A suo avviso, rivestire queste importanti figure le da una marcia in più quando si trova sul set?
Assolutamente sì. Per questo motivo insegno e spiego ai miei studenti che è importante studiare tutti gli elementi della nostra professione, ovvero, regia, montaggio e sceneggiatura, per citarne alcuni. Bisogna essere artisti e non solo attori!

“Le 5 regole d’oro della recitazione” danno spazio all’improvvisazione?
Allora, voglio precisare che “Le 5 regole d’oro della recitazione” sono solo la base, come i pilastri di un tempio, ma la creatività arriva quando c’è la base. Io incoraggio sempre all’improvvisazione, che chiaramente può essere o un semplice sguardo o una scena intera.

Per lei che cosa deve avere un copione per decidere di accettarlo?
Deve avere specificità.

Che cosa intende dire?
Intendo dire che quando leggo un copione, mi rendo subito conto se chi lo ha scritto si è impegnato per portare avanti quel progetto o no. Solo se percepisco questo, decido di accettarlo. Per me è un fattore molto importante.

Cosa può dire sull’attuale situazione dell’industria cinematografia, dovuta all’emergenza sanitaria?
La nostra industria è capace di fare di tutto in tutte le situazioni, perché la creatività trova sempre delle soluzioni. Chiaramente in questo momento vi è tanto stress sia per chi lavora e soprattutto per coloro che aspettano un lavoro.

Lei sta svolgendo dei corsi online?
Sì in questo periodo sono impegnato nell’insegnamento. Ho infatti organizzato, utilizzando Zoom, dei corsi online. Per chi fosse interessato può scrivere a vrscreenactinglab@gmail.com

Che consiglio può dare a un giovane che vorrebbe intraprendere la sua professione?
Posso sicuramente dire a chi vuole intraprendere questa professione di essere pronti a impegnarsi e fare tanti sacrifici. Se invece non sono disposti a farli, è preferibile per loro svolgere qualche altra professione.

Chi è Vincent quando non sta sotto le luci dei riflettori?
Un uomo con dei difetti, ma che sta provando a imparare il modo per migliorarsi.

Progetti?
Per scaramanzia preferisco aspettare la certezza prima di parlare di progetti.

Vuole aggiungere altro?
Ringrazio Sledet.com per l’intervista e auguro a tutti un anno meraviglioso. Dopo questo anno terribile, ci si auspica di uscirne fuori con voglia di creare e di amare.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Vincent Riotta, e ad maiora!

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