Intervista a Federico Nesti: campione italiano di surf da onda nella categoria Longboard


“Mi sto allenando per le due tappe dei mondiali. Il mio obiettivo è quello di partecipare alla finale in Taiwan”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Luce dei riflettori puntati sul campione italiano di surf da onda nella categoria Longboard Federico Nesti, il surfista professionista che sta facendo parlare di se per la sua naturale predisposizione verso questa disciplina e per i risultati che sta ottenendo. Riesce infatti a cavalcare con grande naturalezza le onde, perché quando i suoi piedi si trovano sulla tavola per lui l’unica cosa che conta è dare il meglio e divertirsi. Il suo stile è potente e incisivo, permettendo allo spettatore di percepire la potenza e la difficoltà di questo sport. Federico farà parte degli atleti che si contenderanno il titolo mondiale, e attualmente è impegnato con la nazionale in Portogallo. Sledet.com ha raggiunto Federico Nesti che è riuscito a trasmettere e a dimostrare che oltre la facciata del campione vi è un giovane ragazzo educato e che si relaziona con chi ha di fronte senza innalzarsi su alcun tipo di piedistallo.

Quando ha mosso i suoi primi passi nel mondo del surf?
Ho iniziato a surfare con una tavola da bodyboard, da bambino. Ricordo che ogni qualvolta vi erano delle onde per me era un’occasione per surfare e divertirmi.

Quando il divertimento si è trasformato in qualcosa di più?
Si è trasformato in qualcosa di più negli ultimi tre anni, ovvero, da quando ho iniziato a fare gare a livello internazionale di longboard, anche perché prima facevo le gare nella categoria shortboard, dove ho anche vinto il campionato italiano del 2016.

Lei è un autodidatta?
Sì, non ho nessun coach, quello che ho imparato è frutto delle esperienze fatte in mare, dei video che ho guardato e di tutti i vari allenamenti. Ho qualcuno che mi segue a livello atletico, ma per il resto faccio tutto da solo.

Lei è l’attuale campione italiano di longboard. Quando ha scelto di cambiare tavola?
Dopo aver vinto il titolo italiano nel 2016 di shortboard, un mio amico mi fece provare la tavola un po’ più lunga, e quindi iniziai a surfare con questo tipo di tavola. Per farla breve quindi, nel 2018 mi sono scritto ai campionati italiani di longboard, senza aver mai affrontato prima una gara in questa categoria, e per lo più, con una tavola che non era neanche la mia, in quanto mi era stata prestata dal mio amico. E che dire, è andata parecchio bene, non solo perché mi sono portato a casa il titolo di campione italiano di longboard, ma anche perché mi sono divertito, le onde erano belle e ho fatto i punti con estrema facilità.

Qual è la principale differenza tra una tavola corta e una lunga?
Longboard e shortboard si differenziano tra di loro perché la prima è una tavola sopra i nove piedi di misura, ci si cammina sopra e le manovre che si possono fare sono diverse. In questo tipo di tavola si sta più tempo possibile con i piedi fuori dalla punta. Invece shortboard sono più o meno sotto i sei piedi e mezzo di misura.

Ha partecipato solo due volte ai campionati italiani e tutte le due volte si è portato il titolo a casa. È esatto?
La prima volta nel 2016 e poi nel 2018. Sono le uniche due volte che ho partecipato al campionato italiano, ed è vero, ho sempre vinto.

Ha partecipato anche ai campionati europei?
Sì nel 2017 e sono arrivato all’ottavo posto, mentre l’anno scorso mi sono aggiudicato il sesto posto.

Una posizione questa che le ha permesso di partecipare ai mondiali di longboard di quest’anno?
Esatto. Ho già partecipato alla prima tappa che si è disputata in Australia, ma non sono stato molto fortunato, anche perché le onde erano piccole, e anche la tavola che ho utilizzato non era la più idonea per quel tipo di onde.

Alla prima tappa dell’europeo di quest’anno in che posizione si è qualificato?
Alla prima tappa sono arrivato terzo. Ero dietro al campione europeo.

Recentemente ha partecipato al “Surf documentary” di Alessandro Piu, dal titolo ” Back To The Roots”. È corretto?
Sì, e voglio dire che questo documentario è il primo vero surf film che sia mai stato fatto in Italia. Vi sono solo atleti e campioni italiani, è stata davvero una bella esperienza.

Che cosa racconta nello specifico?
È un documentario sulla Sardegna a 360°, che documenta e fa vedere alcuni pionieri del surf sardo, la cultura e la storia di quest’isola, insieme ovviamente ai vari paesaggi.

Qual è l’intento di questo documentario?
L’intento è sensibilizzare e far capire cos’è davvero il surf. In questo film traspare il messaggio che questo sport da, ovvero di amicizia, fratellanza, amore per il mare, avventura, andando alla ricerca e alla scoperta di cose molte antiche riguardanti la Sardegna. Quando arrivi in quest’isola e vedi certi luoghi, l’energia che ti porta è molto forte, la puoi toccare con mano.

L’idea di questo film nasce da Alessandro Piu?
Sì e lui che ci ha coinvolti per riscoprire la sua isola. Spero che con questo film le persone vengano sensibilizzate a rispettare il mare e la natura.

In che modo?
Quando si trovano rifiuti sulla spiaggia o in mare, vanno raccolti e non condivisi gli scatti sui social per prendere dei like.

Qual è a gara che le ha lasciato l’amaro in bocca?
La gara in Australia. Ci sono stati due fattori che hanno influenzato negativamente la mia prestazione. Innanzitutto sono entrato in acqua basandomi sulla gara precedente, dove il mare era diverso, quindi ho scelto una tavola non adatta a quel tipo di onda. Inoltre il cambio di marea non mi ha certamente aiutato. Ho sbagliato la tattica di gara. Era la prima tappa del mondiale, e purtroppo non è andata bene.

Come si svolge la sua giornata tipo?
La mia giornata è all’insegna dell’allenamento. Dopo aver fatto una ricca colazione inizio a guardare i video riguardanti il surf, poi guardo il meteo per vedere se c’è un minimo di onde che mi potranno permettere di andare a surfare.

L’allenamento si fa solo in mare?
L’allenamento in mare deve essere sempre accompagnato da esercizi fatti in palestra e in piscina per essere preparati al meglio. Si fanno tanti tipi di allenamento e tutti sono specifici e adatti al nostro sport. Gli allenamenti a terra sono importantissimi per sfruttare tutti i muscoli.

È uno sport dove ci vuole sacrificio?
Sì ci vuole sacrificio e dedizione in questo sport.

A suo avviso esiste l’onda perfetta?
Ce ne sono più di una di onde perfette.

Qual è la sua onda perfetta?
L’onda che non è mai stata surfata da nessuno. Un’onda lunga e con acqua pulita. Questa è la mia onda perfetta.

Qual è l’onda più alta che ha surfato?
Di cinque metri.

Cosa rappresenta per lei il surf?
La mia vita.

Chi è Federico quando non surfa?
Un ragazzo a cui piace quando sta in casa, mangiare bene e bere anche del buon vino insieme alla sua ragazza. Mi piace uscire con gli amici, andare sullo skateboard, e portare fuori i miei cani.

Obiettivi?
Fare sempre meglio e ovviamente finire il mondiale tra i top venti così da poter partecipare alla finale in Taiwan. Mi sto allenando per le due tappe dei mondiali, una che si terrà in Spagna ad agosto, e l’altra a settembre a New York. Il mio obiettivo è quello di partecipare alla finale in Taiwan.

Attualmente in cosa è impegnato?
Nell’ultimo mese sono stato molto impegnato perché ho partecipato al mondiale ISA World Longboard Surfing Championships, dove mi sono aggiudicato il tredicesimo posto. Adesso sono qui in Portogallo perché con la Nazionale di surf siamo impegnati con il campionato europeo. Dopo sarò impegnato con la finale europea del WSL che è un circuito professionista nel quale sono attualmente terzo. Poi sarò impegnato con la seconda e la terza tappa del mondiale sempre di WSL del circuito professionistico.

Cosa può dire ai giovani che vorrebbero praticare il surf?
Sicuramente dico loro che per praticare il surf ci vuole tanta passione e dedizione.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Federico Nesti, e ad maiora!

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