Jerseys Of Life: lo short movie di James La Motta


Il cortometraggio per dire No alla violenza sulle donne

Articolo Antonio Di Maio

Dopo la partecipazione alla festa del cinema di Roma 2019, dove l’attore regista e sceneggiatore James La Motta, ha presentato il suo cortometraggio “Lo specchio dell’…altra”, lo abbiamo visto subito ripartire per Modena ad incontrare una nuova produzione per realizzare su Bologna il suo ultimo lavoro dal titolo “Jerseys Of Life”, in vista del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Per l’appunto lo short movie che ha visto il primo ciak il giorno 24 ottobre a Bologna presso la palestra Jam Pol Aerial Arts Studio diretta dalla direttrice Angelica Pollari e sua sorella Laura Pollari dove La Motta questa volta affronta il problema violenza sulle donne, attraverso uno sport che come lui stesso definisce, “fatto di forza mentale nella sua eleganza”, trattasi della danza aerea. Il cortometraggio “Jerseys of life” in italiano tessuti di vita, racconta la storia di Sonia, una giovane atleta che dopo una discussione con il suo ragazzo subisce violenza da parte di quest’ultimo. Una violenza come quella che oggi ricevono le tante giovani, non riuscendo a ribellarsi, perché spesso impaurite, e purtroppo rimane circoscritta nelle quattro mura. Sonia dopo una lunga crisi di pianto, si dirige verso la palestra ed inizia a fare degli esercizi ma, purtroppo nella sua mente riaffiorano le immagini vissute in casa mentre il suo compagno la maltratta. Inerme a ciò, lei non riesce a concludere gli esercizi, perdendo la sua forza psicofisica e affranta si rinchiude in bagno a piangere e a guardarsi i lividi da lui provocatole giorni prima. A sopraggiungere è una sua amica di corso che le darà la forza di rientrare nella gym a fare gli esercizi e a riprendersi… Il tutto concludendosi con un finale speranzoso dal messaggio, che con l’unione del team e l’aiuto di una squadra tutto si può superare.

Il regista afferma inoltre che la scelta di questo sport nasce proprio da alcune ricerche fatte precedentemente e appassionatosi di volta in volta vedendo foto e video di una delle due attrici protagoniste… Lo definisce uno sport che per lui è un eterno luna park e quando, si è lassù come dicono i bambini, in alto, in alto, in alto, nessuno ti può toccare e sei libero di volteggiare lontano dai problemi, da tutto e tutte le negatività ma, con la forza mentale di sorreggere il proprio corpo in eleganti evoluzioni. E lui la sua protagonista Sonia, interpretata da Blanca Tajuelo di origini spagnole 25 enne, grande professionista e atleta che si esibisce in tutta Europa nell’arte circense con cerchio e tessuti, la porta per mano sin da subito dal primo colloquio a fine riprese per toccare vortici di emozioni senza mai risparmiarsi e La Tajuelo a sua volta da grande professionista e atleta è riuscita subito ad entrata in connessione con il suo regista/coach, lasciandosi guidare con la massima fiducia. Elemento fondamentale per la realizzazione del corto sono state il gruppo di amiche che aiuteranno Sonia, alla ripresa della propria vita e per poi denunciare il suo carnefice interpretato da Andrea Calanca, un attore istintivo dall’animo nobile che si è prestato al progetto anima e corpo, sono le tre formidabili atlete, Elena Ravaioli, attrice, insegnate di cerchio aereo e di danza aerea con esperienze internazionali, Benedetta D’Alfonso atleta a tutto tondo e grande ginnasta con evoluzioni al tessuto e al cerchio ed infine Arianna Cammarota, atleta specializzata con il cerchio, cantautrice e aspirante giornalista. Le quattro atlete/ attrici, hanno accettato e sposato il progetto senza batter ciglio e con la grande grinta di voler dimostrare che, ognuno di noi è unico nella sua arte.
Il tutto sarà accompagnato dalle musiche di un altro talento dalle corde vocali calde, la cantante Eva Rea, concorrente di Xfactor 2016 che dopo una lunga chiacchierata con il La Motta, ha deciso di partecipare al progetto donando anche lei la sua arte ‘canora’. Il regista ha concluso l’intervista dicendo che, attori, troupe macchinisti, service e location manager hanno lavorato uniti per una giusta causa e per dire No alla violenza sulle donne!

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