Intervista all’attore Davide Sammartano


In Mary Poppins, lo spettacolo teatrale dell’anno, ha interpretato con successo il ruolo di Bert, il noto spazzacamino

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Luci dei riflettori puntati sul talentuoso e versatile attore teatrale Davide Sammartano, un artista che si sta facendo notare sempre di più per la sua preparazione artistica e per il suo talento nell’arte della recitazione. Davide, è un artista che riesce a calarsi perfettamente nei personaggi da interpretare, facendo totalmente suo il personaggio scenico. Tutti questi elementi non sono passati inosservati né al noto regista Federico Bellone, né tantomeno al produttore teatrale Cameron Mackintosh e alla Disney Theatrical Productions, che hanno scelto lui, per interpretare Bert, lo storico spazzacamino, nella prima versione teatrale italiana di Mary Poppins. Attualmente Sammartano è impegnato a teatro con lo spettacolo “Fame”. Sledet.com ha raggiunto il talentuoso artista, che nonostante i suoi impegni teatrali, ha trovato il tempo per raccontarsi ai nostri microfoni.

Quando è nata la sua passione per il mondo della recitazione?
E’ una passione che è nata negli anni del liceo, dove il pomeriggio, per impegnare i ragazzi, venivano organizzati diversi progetti, tra cui teatro, che io scelsi di frequentare. Ricordo che quell’anno fecero la versione amatoriale del musical “Notre Dame de Paris”.

Partecipò al musical?
Sì, mi fecero un’audizione, e mi diedero la parte di Quasimodo.

Fu la partecipazione a questo spettacolo che la spinse a intraprendere questa professione?
Diciamo che una volta portato a compimento lo spettacolo, non è che io avessi deciso che quella dovesse essere la mia strada, ma semplicemente c’era una psicologa scolastica, Karin Guccione, che poi è diventata una mia cara amica, che si occupava di fare orientamento, e mi disse, dopo avermi visto recitare nel musical, che sarei potuto diventare un attore.

Quindi?
Quindi mi ha aiutato a cercare delle Accademie e da lì poi, è partito tutto.

Dove si è formato?
Dopo essermi diplomato a Palermo, dove ho frequentato il liceo classico, mi sono trasferito a Milano per proseguire i miei studi. Fu così che mi iscrissi ad una accademia di recitazione ma, parallelamente, mi iscrissi alla triennale di Economia alla Statale di Milano.

Potrebbe essere più preciso?
Praticamente ho fatto due anni di Accademia, ma nel frattempo, studiavo e davo gli esami universitari, anche se chiaramente, non potendo andare a lezione, dovevo studiare per conto mio.

Poi?
Una volta finita l’Accademia, ho continuato a frequentare l’università per due anni, e mi sono laureato, e subito dopo la triennale, ho iniziato la specialistica, che ho portato a termine nel dicembre del 2017.

Terminata l’accademia dove lavorò?
Nel 2014 lavorai al Teatro Stabile di Todi, nello spettacolo teatrale di Federico Bellone, dal titolo “Sunset Boulevard”, e poi nel 2016 in “Fame”.

Poi arrivò per lei il primo ruolo da protagonista nel musical “Love Story”. E’ corretto?
Sì. Poco dopo aver finito lo spettacolo “Fame”, mi venne chiesto di fare un’audizione per la Compagnia delle Formiche, per il musical “Love Story”, con la regia di Andrea Cecchi, e che riprendeva la storia del film di Arthur Hiller, e che dire, dopo l’audizione mi diedero il ruolo di Oliver, il protagonista. Love Story è stato un bellissimo spettacolo.

Invece come è approdato nel cast di Mary Poppins?
Pochi giorni prima della mia laurea, mi chiamò il regista Federico Bellone per dirmi, che non avevano ancora trovato l’attore che avrebbe rivestito il ruolo di Bert e quindi, mi propose di fare un’audizione. Federico però, mi avvisò che, l’ultima parola sul casting veniva data sia dal produttore teatrale, Cameron Mackintosh che dalla Disney Theatrical Productions.

Ci svela come si è svolta questa audizione?
Durante le audizioni mi fecero dei video, che venivano poi mandati in America e in Inghilterra.

I video venivano inviati in America e in Inghilterra perché dovevano ricevere il consenso da entrambi?
Esatto, anche perché se uno di loro non era d’accordio, la parte ovviamente non veniva data.

Quanto tempo impiegò a preparare la prima audizione?
Federico Bellone mi avvisò la sera prima. Ricordo che ero a casa di amici, e stavo mangiando delle buonissime alette di pollo, quando Federico mi avvisò. Dovetti lasciare tutti, comprese le alette di pollo. “Ndr Ride”. Comunque, Federico Bellone la sera mi inviò tutto il materiale, e il giorno seguente feci la mia audizione, praticamente non avevo avuto tempo per prepararmi a questa audizione.

Poi cosa accadde?
Dopo una decina di giorni Federico mi chiamò per dirmi che la mia interpretazione era piaciuta, ma non erano ancora del tutto convinti.

Per quale motivo?
Perché noi avevamo registrato l’audizione soltanto con dei pezzi di canto e con un solo pezzo recitato, ma loro volevano vedermi ballare, anche perché il ruolo di Bert, è un ruolo ballato.

Quindi?
Quindi mi venne fissata una nuova audizione.

Che pezzo portò?
Andai con un pezzo ballato di danza classica, un pezzo moderno, un pezzo di tip tap. Poi portai un altro pezzo cantato e un altro pezzo recitato, perché volevano vedere una scena precisa, che è quella in cui Bert parla con mister Banks. Loro volevano vedere se riuscivo a rendere bene il personaggio. Fortunatamente hanno pensato di sì, infatti inviarono una mail a Federico Bellone, in cui vi era scritto: “vogliamo che sia lui”.

Come ha conosciuto Federico Bellone?
Lui era il direttore dell’accademia da me frequentata.

Che tecniche ha utilizzato per calarsi nel migliore dei modi nei panni di Bert?
Diciamo che non è stato proprio semplice interpretare Bert, anche perché non è un personaggio che uno crea dal nulla, nel senso che la gente sa bene che cosa vuole vedere. Quello che però bisogna precisare è che, Mary Poppins è stata ideata per il cinema e per la televisione, quindi per lo schermo, e le tecniche che sono state utilizzate da loro, erano molto diverse da quelle utilizzate da noi a teatro.

Potrebbe essere più preciso?
Si può dire che in particolare per il cinema, la parte di Bert richiamava le movenze di Stanlio e Ollio. Chiaramente quelle movenze funzionano su una persona che è molto alta, molto secca, io invece sono un po’ più robusto, un po’ più muscoloso, quindi quelle cose su di me non stavano benissimo, e in teatro risultava un po’ caricaturale.

Il copione teatrale è diverso dalla versione del film?
Sì. Tra l’altro Federico Bellone, si era fatto un’idea precisa di come volesse il personaggio, per intenderci, molte delle relazioni che ci sono nei vari personaggi, sono molto più approfondite.

Si sta riferendo al rapporto tra Mary Poppins e Bert?
Certo. Anche la relazione tra Mary e Bert che nel film in realtà non è definita. Lui e Mary Poppins sembrano degli amici, ma in realtà non viene espressamente detto se c’è qualcosa di più, o qualcosa di meno. Invece, nel copione teatrale è tutto scritto. Per tutti questi motivi Federico, voleva un personaggio molto più umano, e il meno caricaturale possibile, quindi si è trattato di trovare la giusta via di mezzo. Inoltre va detto che Bert è l’unico personaggio risolto all’interno della vicenda, lui non ha un solo problema.

Gli altri personaggi invece non sono risolti?
Beh, Mary Poppins ha dei problemi suoi che non vengono a galla, ma sono il motivo per cui lei è spesso così fredda. Poi che dire sui coniugi Banks, se non che sono il vero fulcro della storia, perché sono quelli più problematici di tutti, tanto che Mary e Bert sono lì per aiutare loro, più che i bambini.

Ha guardato il film prima di interpretare Bert?
Devo dire che, ho visto tanti film della Disney, ma questo, ma Mary Poppins mi è sfuggito. Quando mi è stato chiesto di fare l’audizione per questo personaggio, di fatto, conoscevo ben poco, ma ho scelto di andare dritto per la mia strada leggendo quello che c’era scritto sul copione, ed è andata bene, perché sia a Cameron Mackintosh che alla Disney Theatrical Productions, la mia interpretazione è piaciuta molto.

A suo avviso un verto attore si vede da come recita a teatro?
A mio avviso sono due cose molto vicine, ma molto distanti allo stesso tempo.

Che cosa intende dire?
Intendo dire che, chiaramente recitare è sempre quello, ma gli attori cinematografici e televisivi, hanno altre difficoltà rispetto a noi attori teatrali. A teatro dobbiamo portare la voce, quindi non possiamo mai risparmiarci vocalmente, anche perché devono sentire in tutta la galleria, e per di più, nel musical dobbiamo anche cantare. Gli attori cinematografici invece, hanno tante altre difficoltà, come il dover recitare con il rumore fatto da chi sta dietro la macchina da presa, rumore, che poi viene eliminato, e si sente solo la voce di chi sta recitando. Noi a teatro, ogni sera portiamo in scena una storia completa, invece gli attori cinematografici devono raccontare una storia senza alcuna cronologia, nel senso che non si girano le scene in ordine cronologico. Inoltre noi abbiamo il riscontro diretto del pubblico ogni giorno, loro devono aspettare che il film esca nelle sale.

Cosa ha significato per lei questo ruolo?
Quando mi è stato proposto, non potevo crederci anche perché era lo spettacolo dell’anno.

A interpretare Mary Poppins è stata l’attrice Giulia Fabbri. Cosa puoi lavorativamente parlando su Giulia?
Lei era perfetta per il ruolo di Mary Poppins, anche perché lo conosceva a memoria, infatti Giulia il suo primo giorno di lavoro poteva essere presa e messa in scena senza alcun bisogno di leggere il copione. Lo spettacolo ha bisogno di una persona come lei. Giulia ha molta esperienza, e io posso solo meravigliarmi di quanto sia brava.

Invece cosa può dire su Federico Bellone?
Che devo tanto a lui. Ho conosciuto Federico frequentando l’accademia, anche perché era lui il direttore, e sono a lui molto grato per aver pensato a me per il ruolo di Burt, ruolo che poi, dopo le audizioni è stato accettato dai produttori dello spettacolo.

Dove le piacerebbe recitare?
Mi piacerebbe lavorare nella prosa, ma è più difficile del teatro musicale, anche perché quasi mai fanno audizioni, nel senso che è un giro un po’ più chiuso del nostro. Mi piacerebbe recitare nel Fantasma dell’opera, sono un gran patito, la maschera è già pronta se mi vogliono! “Ndr ride”.

Chi è Davide quando si spengono le luci dei riflettori?
Sono una persona abbastanza sulle sue, un po’ schivo, non sono uno che parla tanta, soprattutto quando entro in nuovi cast e c’è gente che non conosco, all’inizio ho bisogno di qualcuno che mi aiuti ad aprirmi. Mi piace molto la musica. Inoltre quando sono stanco e devastato dal lavoro, mi piace bermi un bel bicchiere di birra e mettermi sul divano e guardarmi un bel film in televisione come chiunque altro, e poi vado matto per il sushi.

Che consiglio vuol dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la sua professione?
Per essere dei bravi attori bisogna amare quello che si sta facendo, perché è un lavoro duro, dove spesso si ha a che fare con persone difficili, si prendono tante batoste, e si possono avere problemi di autostima. Inoltre si avrà sempre paura di entrare in una stanza dove si fanno le audizioni, così come, dire la prima battuta, alla prima di uno spettacolo. Tutti questi però, sono i motivi per cui a me piace fare l’attore, a me piacciono le emozioni forti, e questo lavoro mi fa sentire davvero tanto vivo, non potrei amare nient’altro più di quello che faccio.

Attualmente in cosa è impegnato?
Sto facendo “Fame” con Giulia Fabbri e gipeto che è il mio insegnante di recitazione. La regia, è sempre di Federico Bellone, e il regista associato è Giuseppe Musmarra, che è stato il direttore di scena in Mary Poppins. E’ una versione rinnovata, con tanti cambiamenti. Io faccio il coveraggio di tutti i ruoli maschili, la sostituzione di Luca Giacomelli come ruolo principale e poi tanti piccoli ruoli in sostituzione, e poi ho la mia bella parte da ensemble dove ripesco dal calderone un po’ di danza, che non fa mai male.

Progetti?
Mi piacerebbe lavorare nel doppiaggio, e poi sto facendo delle nuove audizioni per altri spettacoli, ma non posso dire ancora niente.

Vuole aggiungere altro?
Ci terrei a ringraziare tutte quelle persone che mi hanno portato fin qui, fino ad oggi. Karin è la prima: se non avessimo fatto quella conversazione… Non so proprio dove sarei adesso. La mia famiglia, naturalmente: mia mamma, mio papà e mio fratello ci sono sempre stati, anche nei momenti più difficili. Il mio insegnante di recitazione gipeto: non finirò mai di ringraziarlo. Uno di quegli incontri che fai una volta nella vita e che ti cambia per sempre. Federico Bellone: lo dico sempre, ha creduto in me quando non ci credevo più nemmeno io. Pare ne sia valsa la pena infine! Ringrazio tutti, di cuore, e scusate se non vi ringrazio spesso come vorrei o se non ho avuto occasione di farlo prima.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Davide Sammartano, e ad maiora!

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