Intervista al regista Francesco Branchetti, sul palco con Barbara De Rossi nello spettacolo un Grande grido d’amore


“Barbara è un’attrice eccezionale, la sua professionalità e creatività sono fondamentali per la buona riuscita di questa commedia”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Partirà il 10 gennaio da Treja lo spettacolo teatrale “Un grido d’amore” di Josiane Balasko, che vedrà in scena Francesco Branchetti e Barbara De Rossi, che vestiranno il ruolo di Hugo Martial e Gigì Ortega. A curare la regia di questa strepitosa commedia sarà proprio Francesco Branchetti. I due attori hanno raggiunto una grande intesa professionale svolgendo svariati lavori che li hanno visti insieme sul palco, e inoltre le loro notevoli capacità interpretative permettono loro di riuscire a catturare con grande naturalezza l’attenzione del pubblico. Sledet.com ha raggiunto il regista Francesco Branchetti che, nonostante gli impegni riguardanti lo spettacolo, è riuscito a rispondere alle nostre domande.

Lei e Barbara De Rossi sarete nuovamente insieme sul palcoscenico con lo spettacolo “Un grande grido d’amore” di Josiane Balasko. Ci potrebbe parlare del testo di Josiane?
“La fortuna scenica” di Josiane Balasko è un fenomeno conosciuto che negli anni è diventato sempre più clamoroso. L’estro e la genialità drammaturgica dell’autrice, in questo testo, ha caratteristiche molto precise, a poco a poco, senza quasi darlo a vedere, dall’atmosfera da commedia, che vive sulla perfezione dei meccanismi e su un dialogo sfavillante e teatralmente perfetto, si passa a qualcosa di molto profondo che ci regala anche momenti di grande poesia e umanità.

In scena lei e Barbara interpreterete rispettivamente Gigi Ortega e Hugo Martial. Potrebbe descrivere i vostri personaggi?
Gigì Ortega e Hugo Martial, sono due attori ed erano una coppia famosissima fino a una quindicina di anni prima, coppia anche nel privato. Poi lei ha abbandonato le scene e lui continua a fare spettacoli. Gigì è estrema in ogni aspetto della sua personalità, la sua realtà è vissuta attraverso la sua personalità fuori dall’ordinario, una realtà fatta di grandi sogni e grandi delusioni; la sua è una vita vissuta con una passione travolgente; teatrali sono le sue reazioni emotive, sempre enormi e dilatate anche di fronte alle più piccole cose. È l’essenza stessa dell’Attrice; Hugo è scorbutico, superficiale, talvolta crudele nel ridere e ironizzare degli errori della sua ex partner di vita e di palco. Fra i due c’è molto di irrisolto e si percepisce in ogni dialogo.

Per che cosa si caratterizzano nello specifico?
Travolgente passionalità lei e travolgente ego lui.

Come si apre la scena?
La scena si apre con l’agente Silvestre (interpretata da Isabella Giannone) e con il regista (interpretato da Simone Lambertini) di uno spettacolo con Hugo Martial che si trovano davanti alla defezione dell’attrice protagonista partner di Martial poco prima del debutto dello spettacolo. L’agente Silvestre per risolvere la situazione non trovando altri nomi famosi che la possano sostituire, decide di formare di nuovo la mitica coppia Ortega/Martial sperando che la rentrée della coppia porti grande pubblicità e pubblico allo spettacolo e contatta l’attrice. Da qui iniziano una serie di stratagemmi e imbrogli per convincere Hugo e Gigì a tornare insieme dato che tra i due non corre più buon sangue. Ne scaturiscono una serie di esilaranti situazioni e un susseguirsi di equivoci in un’atmosfera spesso deflagrante, ricca di suspense ma anche di tenerezza.

Lei oltre ad essere il protagonista maschile, curerà anche la regia. Su cosa sta puntando la sua regia?
La regia punta a coniugare la genialità delle situazioni “teatrali” e la clamorosa ironia con la grande profondità di analisi dei caratteri e dei personaggi e tutto sarà teso a creare un allestimento di forte comunicatività.

Con la sua regia che cosa intende restituire al testo?
La regia, da sempre interessata alla drammaturgia di Josiane Balasko, tenterà di restituire al testo la capacità di coniugare ritmi forsennati e trovate sceniche geniali con la clamorosa capacità di indagare le psicologie dei personaggi.

Da dove nasce la comicità di questo spettacolo?
“Un grande grido d’amore” è una straordinaria pièce che davvero ci riconcilia con il teatro, comico ma non solo. È indubbiamente una comicità che nasce da una costruzione straordinariamente perfetta dei caratteri dei nostri protagonisti e da una ricostruzione altrettanto impeccabile del mondo di cui fanno parte ma sempre lontanissima da ogni forma di superficialità e di cliché.

Che genere di messaggio intende dare al pubblico?
Il messaggio che intendo dare è che finché si riesce a ridere della propria paralisi comportamentale e talvolta sociale forse ancora c’è speranza.

Lei e Barbara De Rossi avete dalla vostra, una grande intesa recitativa. Quanto è importante per la riuscita di uno spettacolo?
La costruzione di un progetto di successo si basa sulla scelta dei collaboratori. Tutti gli ingredienti devono armonizzarsi alla perfezione, dagli attori ai tecnici agli scenografi. Barbara è un’attrice eccezionale con cui ho l’onore di lavorare da diversi anni e la sua professionalità e creatività sono fondamentali per la buona riuscita di questa commedia.

Quando partirà il tour?
Il tour partirà il 10 gennaio da Treja (Macerata) e lo spettacolo girerà in lungo e in largo l’Italia fino al 16 maggio toccando le grandi città quanto la splendida provincia del nostro Paese.

Vuole aggiungere altro?
È uno spettacolo che fotografa il mondo dei rapporti all’interno dell’ambiente del teatro e il mondo di un teatro fatto dalle grandi “personalità” dai caratteri unici e dalle sfaccettature infinite.

Sledet.comringrazia per l’intervista Francesco Branchetti, e ad maiora!

 

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