Il romanzo Popular: intervista all’autrice Sara Colonnelli


“Dalle case popolari alla popolarità, intesa come realizzazione personale”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Autrice, sceneggiatrice e speaker radiofonica. Stiamo parlando di lei, Sara Colonnelli, che ha recentemente pubblicato il suo romanzo del titolo “Popular”, che racconta i quartieri popolari, la periferia e non solo. Sledet.com ha raggiunto Sara Colonnelli che ha parlato del suo lavoro autoriale.

Se le chiedessi di raccontarsi cosa risponderebbe?

È sempre complicato raccontare se stessi. Comunque sono una ragazza determinata, una lottatrice, una creativa e un’amante dell’arte. Quest’ultima caratterizza da sempre la mia vita, mi aiuta a crederci, ad essere resiliente, al tempo stesso umile e soprattutto a non mollare mai perché le cose belle accadono, anche se venendo dal nulla devi fare qualche sforzo in più.

“Popular” è il nome del romanzo da lei scritto. Come nasce l’idea di scrivere questo libro?

Nasce dal bisogno di far vedere certe realtà per come sono senza nascondere nulla. Per dare una speranza e la forza a chi vi abita di credere sempre di potercela fare a realizzare qualcosa di diverso. Soprattutto per mostrare a chi è all’oscuro di questi posti cosa vi è davvero all’interno. Non c’è solo criminalità, ci sono anche delle famiglie che hanno bisogno di essere ricordate e messe in luce con i fatti non solo con le parole.

Da che cosa è stata dettata la scelta di questo titolo?

Mi piaceva il doppio significato di “Popular” contesti popolari e popolarità. Dalle case popolari alla popolarità, intesa come realizzazione personale.

Qual è il filo conduttore di Popular?

Il riscatto, la meritocrazia e soprattutto la forte determinazione, nonostante le difficoltà della vita e le discriminazioni.

Per che cosa si caratterizza il personaggio di Marta?

Per il coraggio. Una ragazza giovane cresciuta solo con la madre che lotta senza riserve per poter dare un futuro diverso a se stessa e a chi l’ha cresciuta non facendole mancare comunque mai nulla.

Vi è qualcosa di autobiografico in questo racconto?

Ci sono delle parti di me che mi sono sentita libera di raccontare conoscendole molto bene, perché certi aspetti sono così delicati che possono essere affrontati nel giusto modo solo conoscendoli pienamente e spero di essere riuscita a farlo, soprattutto riuscendo ad arrivare al lettore nel modo giusto e quanto più possibile.

Che stile ha scelto di usare?

Uno stile semplice, in alcuni punti leggero e divertente, ma al tempo stesso crudo e diretto.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere ai lettori con questo romanzo?

Di imparare dal proprio percorso di vita sia dalle esperienze negative che da quelle positive e farne tesoro trasformandolo in qualcosa che accresca il bagaglio di esperienza e soprattutto che possa aiutare a migliorare. Essendo consapevoli che gli sbagli sono umani e che fanno parte della vita, l’importante è trasformarli in insegnamento.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Il prolungamento del mio essere. Riesco a sfogare tutte le emozioni e le parole che a voce non riesco a pronunciare trascrivendole nero su bianco, cercando di far comprendere e vivere agli altri le mie stesse emozioni.

Chi è Sara quando non è impegnata nel suo lavoro?

Una ragazza che ama stare in compagnia degli amici scelti e fidati, che ama sorridere e alleggerire con una semplice battuta anche i momenti più seri. Introspettiva, autocritica e che accetta le critiche se costruttive. Buona anche se all’apparenza dura, che non sopporta la maleducazione e soprattutto chi si crede superiore e più intelligente degli altri.

Vuol dare un consiglio alle persone che leggeranno la sua intervista?

A leggere il libro ritagliandosi un momento per far volare la fantasia, mettendosi nei panni della protagonista e anche degli altri personaggi che racconta, a riflettere insieme a lei traendone benefici personali e di arricchimento.

Attualmente in cosa è impegnata?

Al momento collaboro con uno studio di produzione artistica Studio Sound Leandro Iorio con cui stiamo lavorando a tanti eventi e con la mission di dare spazio agli artisti emergenti e non solo.

Progetti?

Molti. Ho l’onore di essere la prima speaker donna in 47 edizioni della mezza maratona Roma Ostia e, uno su tutti, tornare a fare Radio in Fm, mi manca tantissimo l’emozione della diretta e tutto quello che si nasconde dietro, sono piuttosto determinata in questo e spero possa arrivare l’occasione giusta.

Vuole aggiungere altro?

Vorrei ringraziare fortemente Francesco Fiumarella, nonché Direttore del Premio Vincenzo Crocitti, che mi ha dato la possibilità di avere il libero patrocinio nel libro, essendo stata premiata nel 2016 nella categoria scrittori emergenti. Ringrazio la Porto Seguro editore, Camilla la mia editor, le persone che mi supportano da sempre che mi seguono e che sono felici in maniera pura e genuina dei miei traguardi. Il Teatro Ariston di Sanremo perché è una delle location raccontate nel libro ed è il motivo di riscatto e la forza della protagonista.  A Sledet.com per avermi dato la possibilità di raccontare la parte più profonda di me e del mio nuovo libro.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Sara Colonnelli, e ad maiora!

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