Al Teatro Tor Bella Monaca “Una settimana, non di più…”. A parlarne è il regista Francesco Branchetti


In scena ci saranno Milena Miconi, Mario Antinolfi e Antonio Conte

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Grandissima l’attesa per lo spettacolo “Una settimana, non di più”, che dopo una lunga tournée che ha toccato molte città italiane, sarà in scena al Teatro Tor Bella Monaca dal 12 al 14 aprile. La regia dello spettacolo è nelle mani del noto regista Francesco Branchetti, mentre sul palco ci saranno Milena Miconi, Mario Antinolfi e Antonio Conte. Una commedia dove non mancheranno le situazioni esilaranti, né tanto meno i colpi di scena. Sledet.com ha raggiunto Francesco Branchetti, che nonostante gli impegni relativi allo spettacolo, ha trovato il tempo per parlare ai nostri microfoni di “Una settimana, non di più…” la commedia che sta affascinando così tanto il pubblico.

Presso il Teatro Tor Bella Monaca “Una settimana, non di più…”, che vedrà in scena Milena Miconi, Mario Antinolfi e Antonio Conte. Può parlarci di questa commedia di Clément Michel, dove lei è il regista?
Si tratta di uno spettacolo molto divertente e magnificamente interpretato da un terzetto di attori straordinari. Il mio intento nella commedia e in testi interessanti anche psicologicamente come questo è quello di far uscire dal testo, dai personaggi e dalle caratterizzazioni che si creano, nel miglior modo possibile tutto quello che, relativo a vizi o a virtù, può appartenere allo spettatore, tentando di far sì che lo spettatore si riconosca e alla fine ridendo di se stesso abbia un’opportunità per riflettere, chissà forse per cambiare, per migliorare, avendo la possibilità di mettere a distanza quello che nella vita di tutti i giorni lo coinvolge troppo per poter essere critico e analitico nei confronti di se stesso.

E’ una commedia dove non mancano le situazioni esilaranti né i colpi di scena. Come ha costruito la regia dello spettacolo?
La regia è stata davvero dedicata al lavoro con gli attori ma anche e soprattutto alla costruzione di continue gag e momenti scenici esilaranti che scaturiscono dal testo ma anche e soprattutto dal lavoro sui ritmi e molto dal lavoro mimico fatto con gli attori. Le musiche sono sempre originali e sono un contrappunto comico alle mirabolanti avventure dei nostri protagonisti.

A rendere le situazioni comiche sono gli equivoci e le bugie dei personaggi. A suo avviso per cosa si differenzia la commedia francese rispetto a quella italiana?
Se si parla di drammaturgia contemporanea la differenza è sicuramente la maggiore attenzione alle psicologie dei personaggi e la maggiore capacità di costruzione di intrecci e vicende geniali della drammaturgia francese e dall’altro lato invece, la commedia italiana mantiene la capacità tutta italiana di parlare di argomenti serissimi facendo ridere e di utilizzare ironia e sarcasmo per analizzare anche il più complesso degli argomenti.

Lei come regista cosa cerca di portare alla luce con questo spettacolo?
Cerco di portare alla luce soprattutto tic, manie, insicurezze e caratteristiche divertenti dei nostri protagonisti in cui il pubblico di oggi possa riconoscersi e soprattutto possa divertirsi rivedendosi forse in molte delle folli situazioni sceniche che sì vengono a creare.

Che cosa vuole che porti in scena, parlando quindi di interpretazione, l’attrice Milena Miconi?
Quello che volevo era costruire un personaggio originale ma soprattutto credibile e strutturato psicologicamente e Milena è riuscita nel difficile compito di coniugare in maniera straordinaria ritmi e tempi comici perfetti con una credibilità straordinaria, psicologicamente parlando.

Cosa può dire lavorativamente su Mario Antinolfi e Antonio Conte?
Sono due professionisti straordinari e ci siamo molto divertiti a costruire gag e momenti scenici esilaranti attraverso un percorso mimico, vocale e gestuale in cui abbiamo lavorato con grande impegno ma anche con molto divertimento e tante risate.

E su Milena Miconi?
È una brava attrice ed è una donna dotata di grande ironia e sensibilità che riesce mirabilmente a trasferire nei personaggi che interpreta e questo è stato molto importante e particolarmente utile in questo spettacolo.

Le musiche di Pino Cangialosi, che ruolo hanno in questo spettacolo?
Sono state composte pensando ai ritmi vorticosi che avrebbero avuto molte scene e sono soprattutto un contrappunto comico alle vicende dei protagonisti sottolineato ma sempre sorprendente.

Cosa ha chiesto riguardo la scenografia?
La scena di Mina Perniola volevo che fosse la prosecuzione fantastica della psicologia bizzarra della nostra protagonista, Sophie.

Vuole aggiungere altro?
Mi auguro che lo spettacolo abbia, anche in questa tappa romana, il successo che gli attori, i collaboratori tutti e soprattutto la produzione di Mario Antinolfi meritano.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Francesco Branchetti, e ad maiora!

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