Intervista all’avvocato penalista e scrittore Leonardo Mastia


“Napoli è un immenso palcoscenico a cielo aperto dove nel centro storico puoi vedere gente che balla sotto le stele di un santo o davanti a un bar sulle note di una chitarra o anche solo un tamburello”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Recentemente il noto avvocato penalista e scrittore, Leonardo Mastia, ha ricevuto un importante premio per la sua nuova opera dal titolo “Il sole d’argento”. Il suo romanzo infatti ha lui permesso di classificarsi primo assoluto al Premio Letterario Milano International 2023. La sua opera sta riscuotendo un grandissimo successo tra i lettori e dalla critica, infatti sono tanti i riconoscimenti che sta ricevendo. Sledet.com ha raggiunto il noto penalista che ci ha parlato del suo romanzo.

Recentemente lei è stato il primo classificato del Premio letterario sezione opere edite. Cosa può dire a riguardo?

Ho ricevuto il premio nella fantastica sala Barozzi, gremita fino all’inverosimile. In precedenza avevo ricevuto il Premio Cultura a Chieti, il Premio della Critica a Napoli, la menzione speciale di merito a Montecatini Terme, il Premio “Tu es Petrus” eccellenza  sul territorio conferitomi direttamente dal cardinale Kurt Kock, ma ricevere un premio nella città di Manzoni, Goito, Ada Merini, per citarne alcuni, mi ha riempito il cuore, è stato qualcosa di indescrivibile.

Che cosa ha significato per lei questo premio?

Essermi classificato primo assoluto al Premio Letterario Milano International 2023 è stato davvero stupefacente. Hanno partecipato oltre mille opere e la giuria ha scelto “Il sole d’argento” all’unanimità.

Ci vuol parlare del suo romanzo dal titolo “Il sole d’argento”?

Questa è la mia terza opera, dopo “Il viale degli angeli Boulevard Serurier” del 2011 e dopo “Nebbie” del 2017. “Il sole d’argento” è una storia coinvolgente che si sviluppa nei vicoli, nelle strade e nelle piazze di una città dalla bellezza incredibile, attraversata da millenni di storia stratificata nel tempo. Non potrebbe essere diversamente, perché Napoli è un immenso palcoscenico a cielo aperto dove nel centro storico puoi vedere gente che balla sotto le stele di un santo o davanti a un bar sulle note di una chitarra o anche solo un tamburello. Una città che ti irretisce per i suoi colori, la sua vivacità, i racconti antichi, l’azzurro del cielo, la melodia che accompagna le giornate. Racconto tra misteri, sorprese e flashback il fatalismo e l’ironia di un popolo paziente abituato a soffrire.

Ci potrebbe descrivere i personaggi?

Il lettore che diventa egli stesso protagonista conoscerà Mimì il parigino, Gaglioffo gentiluomo pervaso dall’antico bisogno di elargire se stesso e dell’affetto della gente del suo rione, e Terenzio il carabiniere leale e generoso avviluppato nel suo tragico passato. Personaggi così diversi che vivono brandelli di vita, eppure in fondo all’anima così simili nei sentimenti. Due storie che si intrecciano e si confondono sullo sfondo della città partenopea, la quale palpita, è viva, si emoziona e partecipa.

Quando nasce l’idea di raccontare questa storia?

L’idea di raccontare questa storia nasce da alcune esperienze legate alla mia attività professionale di avvocato penalista, in particolare, da un’indagine relativa ad un mio assistito figlio di un noto rione cittadino detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli.

Da che cosa è stata dettata la scelta del nome del romanzo?

Il titolo non è altro che la metafora della vita laddove nessuno di noi vive un’esistenza completamente serena e luminosa che va a  turbare il vivere quotidiano, come appunto accade ai personaggi da me tratteggiati.

Per lei che cosa rappresenta Napoli?

Io non sono nato a Napoli, però la frequento sin da piccolo, lì mi sono laureato in giurisprudenza alla Federico II, ho fatto il militare e ho iniziato la professione forense. Sono un napoletano sostanziale. Napoli è la mia città del cuore, ne percepisco il calore e il brio e mi infonde fiducia e voglia di vivere. È una città taumaturgica, lo scrivo nel libro che quattro o cinque giorni di soggiorno e la depressione è debellata. Dovrebbe essere prevista come terapia.

Che consiglio vuol dare alle persone che leggeranno la sua intervista?

Ottimismo, fiducia e voglia di vivere. È proprio questo il consiglio che voglio dare a chi leggerà questa intervista.

Progetti?

Ho l’idea di scrivere un nuovo romanzo, il quarto, ho pensato già ad una trama e sto provando a riordinarla nella mente. Credo che la storia sarà ambientata ancora a Napoli.

Vuole aggiungere altro?

Ringrazio Sledet.com per l’intervista.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Leonardo Mastia, e ad maiora!

 

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