Dai campi in veste di Osservatore Calcistico Abilitato F.I.G.C. fino alla carta stampata con il quotidiano Tuttosport


“Scrivere per Tuttosport richiede un certo impegno, ma siamo ben organizzati”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

E’ un Osservatore Calcistico Abilitato F.I.G.C. Marco Borri, che ha deciso di intraprendere anche una nuova attività, ovvero, curare una rubrica presso il noto quotidiano sportivo Tuttosport. E’ infatti Borri, che cura la rubrica “Parola di scout”, che tratta tecnicamente il mondo degli osservatori. Un linguaggio, quello utilizzato da Marco, semplice e chiaro, che punta non solo a coinvolgere in questa lettura gli esperti, ma anche coloro che non sono del mestiere. Sledet.com ha raggiunto Marco Borri, che ha parlato del suo lavoro presso Tuttosport e non solo.

Da osservatore calcistico è passato a scrivere per il quotidiano Tuttosport. Come è avvenuto questo passaggio?
Sin da quando ho iniziato a prepararmi come osservatore ho sempre desiderato sfruttare le mie attitudini, come appunto scrivere. Inoltre mi hanno sempre affascinato i “maestri” del mestiere e tutti coloro che, oltre a saper individuare il ‘talento’, sanno anche descriverlo e tramandare il loro sapere agli altri. Non mi reputo un ‘maestro’ ma il mio obiettivo è stato sin da subito quello di unire entrambi gli spetti: “occhio” e teoria, elementi necessari per poter trasmettere linee guida chiare, condivise, per la ricerca del “calciatore obiettivo”. In un certo senso con i miei libri: “L’osservatore calcistico a 360°” (2014) e il “Manuale del talent scout nel calcio” (2017) – Calzetti & Mariucci Editori, credo di esserci in qualche modo riuscito.

Quindi si ritiene un osservatore al quale piace anche scrivere?
Mi ritengo un osservatore al quale piace anche scrivere, analogamente a quanto fanno altri professionisti del mondo del calcio: preparatori atletici, allenatori, dirigenti e così via. Scrivere permette di rimanere aggiornati, approfondire, confrontarsi, mettendo nero su bianco le proprie idee, lavoro e riflessioni. Non sono uno scrittore, ma più semplicemente: “uno che scrive”.

Vuol parlare della sua rubrica con Tuttosport?
La rubrica nasce in seguito alla telefonata del giornalista di Tuttosport Filippo Cornacchia che, sulla base di una rubrica consolidata precedente, denominata “Scouting”, con il contributo di Nicola Liguori, mi ha chiesto se ero interessato a sviluppare un nuovo progetto. Sulla base del successo della rubrica precedente abbiamo sviluppato: “A caccia di talenti” che, al suo interno, racchiude la mia: “Parola di scout”. Un binomio perfetto di tecnica e talenti con la partecipazione di Wyscout. Per sviluppare questo progetto, unico nel suo genere, ho riunito una squadra di osservatori composta, oltre che dal sottoscritto, da: Andrea Ervigi, Andrea La Spisa e Gianluca Mirra; tutti osservatori abilitati al primo corso federale F.I.G.C. che hanno il compito di seguire le partite di tutto il mondo per relazionare a turno, ogni venerdì, la scheda tecnica dettagliata di un giocatore. “Parola di Scout” sostanzialmente è una sorta di cappello tecnico di introduzione alla relazione sul calciatore della settimana.

Parola di scout. Come nasce il nome della sua rubrica?
Il nome deriva da un progetto editoriale che tenevo nel cassetto da tempo. Il titolo “Parola di scout” mi è sempre piaciuto e l’ho trovato ideale per un quotidiano sportivo. Un titolo semplice, facile da ricordare, “simpatico”, che nel contempo esprime l’essenza dei contenuti settimanali che vengono proposti dal quotidiano del Direttore Xavier Jacobelli.

Per che cosa si caratterizza?
Si caratterizza per semplicità e specificità. Si tratta di un concentrato tecnico e di racconti riguardanti il mondo degli osservatori. Al termine della rubrica, il lettore disporrà di un “bigino” per osservatori. Si tratta di un appuntamento settimanale, una lettura veloce, tecnica e nel contempo rilassante. “A caccia di talenti” e “Parola di scout” hanno conservato un linguaggio professionale senza dimenticare i non addetti ai lavori e tutti gli appassionati di Tuttosport; siamo riusciti a creare un prodotto di qualità, fatto da professionisti ma per tutti.

 

Che impronta cerca di darle?
Mantengo una linea tecnica, senza dimenticare che si tratta di un quotidiano sportivo e non di un manuale. Pertanto il linguaggio deve essere chiaro a tutti, sintetico, senza tralasciar aneddoti e curiosità per i lettori.

Che cosa significa per lei scrivere per Tuttosport?
Indubbiamente è motivo di soddisfazione, non avevo mai immaginato di curare una rubrica per un quotidiano sportivo. Sì è verificata l’opportunità, sviluppato un prodotto di qualità, e quindi ho accettato. Scrivere per Tuttosport significa mantenere sempre alta l’asticella, anche perché quando scrivi per una testata così importante ti esponi su scala nazionale. Questo è stimolante e motivante, richiede un certo impegno, ma siamo ben organizzati.

I temi da lei affrontati vengono scelti da lei o imposti dalla redazione?
Cornacchia, stabiliti i punti fermi, mi ha lasciato carta bianca per quanto riguarda “Parola di scout”. In fase di impaginazione ci si confronta sempre sui titoli scelti, a volte ci sono dei confronti molto divertenti, ma abbiamo sempre trovato il giusto compromesso in fase di impaginazione. In linea generale, anche per quanto concerne “A caccia di talenti”, ci affidiamo molto a lui per tutti gli aspetti puramente giornalisti e lui, nel contempo, cerca di accontentarci per quelli tecnici. L’equilibrio e la sinergia sul lavoro di tutti è ottimale, siamo soddisfatti.

Attualmente in cosa è impegnato?
Non abbandono ovviamente l’attività di scouting ed è prossima l’uscita del mio terzo libro, sempre con la Calzetti&Mariucci, tema: osservatori. Presto ci saranno tutte le indicazioni sul mio sito www.3borri.it.

Progetti?
Tante idee, tanti sogni, ma per il momento mi concentro sul campo e sull’uscita del libro che è stato un lavoro lungo.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Marco Borri, e ad maiora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.