La Tiroidite di Haschimoto: intervista al dottor Gianfranco Orrù 3


“Uno dei miti da sfatare è quello che andare al mare cura la tiroide”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Quando si parla di tiroide non c’è niente da sottovalutare, è infatti questa una ghiandola di fondamentale importanza nel gestire il metabolismo basale. La tiroide attraverso la secrezione degli ormoni T4 e T3, controlla e regola diverse funzioni dell’organismo. Sledet.com ha incontrato il dottor Gianfranco Orrù, medico specializzato in Endocrinologia, Diabetologia e Malattie Metaboliche, nonché Dirigente Specialista in Endocrinologia presso ATS Sardegna, che ha parlato in maniera dettagliata dell’importanza di questa ghiandola e delle patologie ad essa legate.

Che cos’è la tiroide?
La tiroide è una ghiandola che secerne gli ormoni tiroidei T3, o triiodiotironina, T4 o tiroxina, e la calcitonina, in modo endocrino (ovvero esclusivamente interno) che si trova anteriormente alla base del collo. È composta da due lobi (destro e sinistro), uniti da uno stretto istmo, dalla tipica forma a farfalla.

Qual è la sua funzione?
La tiroide gestisce il metabolismo basale, cioè tutte le reazioni biochimiche, che si dedicano al mantenimento vitale all’interno delle cellule degli organismi viventi.

Ovvero?
In pratica, gli ormoni tiroidei T3 e T4 segnalano al nostro corpo quanto veloce deve lavorare e come deve usare le sostanze alimentari e chimiche per produrre energia.

Cosa accade se gli ormoni tiroidei aumentano?
Se gli ormoni tiroidei aumentano, aumenta anche l’attività metabolica nella maggior parte dei tessuti ed il metabolismo basale si alza.

Viceversa?
Viceversa, con una riduzione della endosecrezione, il metabolismo basale rallenta, ad esempio aumenta la lipogenesi, ovvero la sintesi di tessuto adiposo.

Le funzioni svolte dalla tiroide agiscono nel sistema nervoso?
Le funzioni svolte dalla tiroide agiscono anche nel sistema nervoso centrale e periferico. Gli ormoni tiroidei sono indispensabili per il feto e nelle successive prime settimane di vita, perché svolgono un importantissimo ruolo nel differenziamento e nella crescita delle strutture nervose, oltre a garantire il normale sviluppo del cervello.

Che cosa può determinare una alterazione della secrezione della ghiandola tiroidea?
Una alterazione della secrezione della ghiandola tiroidea può provocare conseguenze al sistema riproduttivo, come infertilità, problemi sessuali e disordini mestruali.

Gli ormoni tiroidei agiscono anche sul sistema cardiovascolare?
Gli ormoni tiroidei hanno effetti importanti sul sistema cardiovascolare. In generale, agiscono sulla contrattilità del miocardio, aumentano o diminuiscono la frequenza cardiaca.

Disciplinano anche la peristalsi intestinale?
Gli ormoni tiroidei disciplinano anche la normale peristalsi intestinale. In presenza di ipotiroidismo, sono comuni i problemi di meteorismo e stipsi; viceversa, in caso di ipertiroidismo, si ha un aumento della frequenza delle evacuazioni.

Che cosa si intende per Tiroidite di Haschimoto?
La tiroidite Haschimoto è un processo infiammatorio cronico della ghiandola tiroidea. Ha una eziologia sconosciuta, con patogenesi autoimmune (alla base della patologia vi è un processo infiammatorio autoimmune che porta alla distruzione dei follicoli), ed ha una varietà di manifestazioni cliniche che rispecchiano l’evoluzione del processo infiammatorio della ghiandola.

Per che cosa si caratterizza?
Si caratterizza per una cronica infiltrazione linfocitaria che porta spesso ad una progressiva e irreversibile ipofunzione della tiroide. Classicamente gli autoanticorpi che si riscontrano nella tiroidite cronica sono quelli anti tireoperossidasi (Ab anti-TPO) (95%) e anti tireoglobulina (Ab anti-Tg) (50-60%).

Quanti stadi vi sono di questa patologia?
Non vi sono stadi specifici.

Quindi si è positivi o negativi?
Si può essere positivi, quindi avere la tireopatia cronica di Haschimoto, oppure essere negativi, e quindi non averla. Sono descritti rari casi di tiroidite autoimmune (Th di H) così detta “siero negativa”, ovvero AbTg e AbTPO negativi, ma con uguale attività immunitaria. Questi casi sono diagnosticati tramite ecografia tiroidea.

Colpisce più gli uomini o le donne?
Decisamente nelle donne. Nelle donne l’incidenza è di 3,5 casi per 1000 abitanti l’anno negli uomini, invece, è più bassa (0,8 casi per 1000 abitanti l’anno).

E’ una patologia in aumento?
La Tiroidite Cronica Linfocitaria detta di Haschimoto (Th di H) è una patologia che è sempre esistita, quello che sta cambiando ultimatamente è la consapevolezza della presenza di questa latente e subdola malattia cronica, associata ad una migliore e più approfondita ricerca e diagnostica.

Quali sono le principali cause di questa patologia?
La tiroidite di Haschimoto è una patologia sopportata da un processo immunitario organo-specifico, cioè una modificazione del sistema immunitario che provoca la formazione di auto-anticorpi mirati contro alcuni componenti delle cellule tiroidee. Sulla base di una predisposizione genetica individuale (le tiroiditi autoimmuni hanno una spiccata familiarità) e di una interazione con fattori ambientali ancora solo parzialmente noti. L’attacco auto-immune è cronico, da qui il nome di tiroidite cronica.

Quali i sintomi di questa patologia?
La sola Tiroidite di Haschimoto è asintomatica. I danni che si creano successivamente, ipotiroidismo, gozzo, noduli, etc., saranno quelli ad essere di attenzione curativa.

Come viene diagnosticata?
Si devono eseguire esami del sangue specifici: TSH, Ft4, AbTg, AbTPO; ed ecografia tiroidea.

Può dare delle complicazioni?
Complicazioni no.

Varianti?
Varianti sì. Appunto si potrà manifestare, da subito o negli anni, un aumento volumetrico della ghiandola (gozzo), una o più neoformazioni di noduli (benigni o maligni), una riduzione della secrezione degli ormoni tiroidei (ipotiroidismo).

Quali sono le terapie più adatte?
Solo in presenza di ipotiroidismo conclamato, l’uso prima di colazione della levotiroxina (Lt4-nome commerciale Eutirox, Tirosint), in base al peso, alla età ed al sesso.

Il trattamento è solo farmacologico?
Si. Solo in presenza di ipotiroidismo conclamato.

Molti sostengono che il mare aiuta. Lei è d’accordo con questa scuola di pensiero?
Uno dei miti da sfatare è quello che andare al mare cura la tiroide.

Potrebbe essere più preciso?
Lo iodio, infatti, per essere assorbito ha bisogno di essere assunto crudo tramite l’acqua o gli alimenti, per cui solo respirando l’aria non può generare fastidi alla tiroide.

E il sale iodato?
Si, soprattutto nei bambini e adolescenti. In generale, un uso appropriato di sale iodato, stando nei limiti dei 4-5 grammi al giorno (corrispondono a un massimo di 150 microgrammi di iodio) indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Vi sono degli alimenti consigliati e altri sconsigliati per chi soffre di tale patologia?
Seguendo una sana e bilanciata dieta mediterranea, ed evitando mono alimenti per lungo tempo, non vi sono cibi consigliati o sconsigliati.

Si guarisce dalla Tiroidite di Haschimoto?
Essendo una malattia autoimmune, non è possibile “guarire”, ma non vuol dire che tutti i soggetti affetti da tiroidite autoimmune diventino obbligatoriamente ipotiroidei, o portatori di noduli.
A suo avviso è possibile prevenire questa patologia?
L’introduzione giornaliera nella alimentazione di almeno 50/100 mcg di iodio, principalmente nei bambini e negli adolescenti, aiuta una sana e funzionale crescita della ghiandola tiroidea e relativo benessere generale. Da qualche anno esistono in commercio in farmacia, degli integratori alimentari specifici per aumentare la disposizione iodica alimentare.

Che consiglio può dare alle persone che leggeranno la sua intervista?
Da endocrinologo non posso che consigliare uno screening secretorio (Tsh e Ft4), anticorpale (AbTg e AbTPO) e non ultimo ecografico nelle donne in età fertile o che ricercano una gravidanza o gravide, nei bambini con un ridotto accrescimento e negli uomini che hanno familiarità con patologie endocrine/tiroidee.

Vuole aggiungere altro?
La tiroidite di Haschimoto è una patologia molto frequente (si stima che in Sardegna almeno il 25% delle donne sia anticorpo positiva), ma non per questo dobbiamo creare allarmismi o instillare preoccupazioni infondate.

Sledet.com ringrazia per l’intervista il dottor Gianfranco Orrù, e ad maiora!


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