Una settimana, non di più… debutta presso il Teatro degli Audaci a Roma: ne parla il regista Francesco Branchetti


In scena l’attrice Milena Miconi con Antonio Conte e Mario Antinolfi

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Grande l’attesa per il debutto presso il Teatro degli Audaci a Roma il 15 novembre, dello spettacolo “Una settimana, non di più…”. Una divertentissima commedia di Clément Michel diretta dal grande regista teatrale Francesco Branchetti e che vedrà in scena l’attrice Milena Miconi insieme ad Antonio Conte e Mario Antinolfi. Sledet.com ha raggiunto Francesco Branchetti che ha parlato di “Una settimana, non di più…”, uno spettacolo esilarante dove tutto è curato nei minimi particolari, così come è solito fare nei suoi lavori Branchetti.

A breve debutterete al Teatro degli Audaci a Roma con lo spettacolo Una settimana, non di più… Vuol parlare di questo spettacolo?
Sì a novembre debutterò con un nuovo spettacolo con Milena Miconi, un testo di Clément Michel “Una settimana, non di più…” con Antonio Conte e Mario Antinolfi e sono molto contento di confrontarmi con la “commedia pura” e sono convinto che con un cast di meravigliosi attori come questo, il risultato non possa che essere eccellente. Naturalmente lo spettacolo dopo il debutto romano sarà in tournée e proseguirà fino ad aprile.

Che cosa racconta nello specifico?
Paul è in un momento di crisi con la sua compagna Sophie con cui convive, non è che si è innamorato di un’altra, semplicemente non la sopporta più ed addirittura ogni notte sogna la sua dipartita in tutti i modi possibili, ma non ha il coraggio di dirle che la vuole lasciare e per di più vuole che se ne vada lei da casa e non lui. Esasperato, attaccandosi ad un’affermazione di Sophie che la convivenza con gli amici troppo invadenti porta alla distruzione della coppia, decide di chiedere aiuto al suo migliore amico e di farlo rimanere a casa sua per tutto il tempo necessario a portare Sophie all’insopportazione della convivenza a tre fino a che, esasperata, decida di andare via. Un piano perfetto nella testa di Paul… ma si sbaglia, il suo piano avrà conseguenze imprevedibili. Il suo amico Martin con enorme riluttanza si ritrova suo malgrado a trasferirsi dalla coppia e così a differenza di quanto immaginato da Paul, inizia una serie di situazioni paradossali, di colpi di scena che in un girotondo irresistibilmente comico ci conduce ad un inaspettato finale.

Quindi Mario Antinolfi e Antonio Conte interpretano Paul e Martin?
Esatto, interpretano appunto Paul e Martin i due protagonisti maschili della divertentissima commedia di Clément Michel in cui i colpi di scena e le situazioni esilaranti si susseguono in un ménage à trois, a tratti grottesco, e l’autore è dotato senz’altro di uno stupefacente virtuosismo nel costruire una pièce dall’intreccio e dalla comicità davvero irresistibili. Le bugie dei personaggi e gli equivoci che esse provocano creano infatti una serie di situazioni irresistibilmente comiche degne della più interessante commedia contemporanea.

In veste di regista qual è il suo intento quando affronta una commedia?
Il mio intento quando affronto la commedia e, in testi interessanti anche psicologicamente come questo, è quello di far uscire dal testo, dai personaggi e dalle caratterizzazioni che si creano, con la maggior evidenza possibile, tutto quello che, relativo a vizi o a virtù può appartenere allo spettatore, tentando di far si che lo spettatore si riconosca e alla fine, ridendo di se stesso, abbia un’opportunità per riflettere e chissà forse per cambiare, per migliorare senz’altro, avendo la possibilità di mettere a distanza quello che nella vita di tutti i giorni lo coinvolge troppo, per poter essere critico e analitico nei confronti di se stesso. La morale quindi è che finché si riesce a ridere di sé stessi c’è speranza.

Qual è il messaggio che vuole portare Una settimana, non di più…?
Senz’altro che ci vorrebbe maggior coraggio e sincerità nei rapporti tra uomo e donna, soprattutto oggi.

Su cosa ha puntato la regia?
Lo spettacolo porterà alla luce con ironia, vizi e virtù del genere umano rimanendo sempre lontano da ogni forma di superficialità e di cliché e la regia tenterà di restituire al testo la capacità di coniugare ritmi frenetici e mano leggera con la capacità di Clément Michel di indagare con grande acume le psicologie dei personaggi. La regia tenterà inoltre di coniugare l’eleganza di matrice francese con un allestimento di forte comunicatività.

Musiche, scene e costumi che ruolo avranno in questa commedia?
Musiche, scene e costumi daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne e nelle rocambolesche vicende dei personaggi di Clément Michel, contribuendo a costruirne e a delinearne contorni e caratteristiche.

Vuole aggiungere altro?
Mi auguro che la commedia abbia successo e possa raggiungere il più vasto pubblico possibile.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Francesco Branchetti, e ad maiora!

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