Giustizia e verità per le vittime del Moby Prince


Il professor Luchino Chessa chiede al nuovo Governo di fare chiarezza sulla strage 

Articolo di Desirè Sara Serventi 

Continuano, i familiari delle vittime del Moby Prince, a chiedere a gran voce giustizia e verità per i loro cari, una verità che a distanza di tempo sembra proprio non voler arrivare, e lo sa bene il prof. Luchino Chessa, figlio del grande e stimato Comandante del traghetto Moby Prince, Ugo Chessa, morto nel disastro insieme alla moglie. Prof. Luchino Chessa, Presidente dell’Associazione 10 Aprile Familiari Vittime Moby Prince Onlus, è uno che dal giorno del disastro non ha mai smesso di combattere a nome di tutti i familiari, affinché venisse fatta chiarezza sull’accaduto per far si che non calasse nel silenzio questa drammatica vicenda.

Ed è così che in un Comunicato, Luchino Chessa, scrive senza mezzi termini e in maniera diretta quello che si aspetta dal nuovo Governo: “A margine dell’incontro del Ministro Matteo Salvini con l’associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, vorrei ricordare al Ministro che i familiari delle vittime del Moby Prince aspettano di avere giustizia da oltre 27 anni, dopo indagini, processi ed una Commissione Parlamentare di Inchiesta” e aggiunge: “Sono passati sette mesi dalla relazione finale della Commissione e dalla trasmissione degli atti alle procure di Livorno e Roma, ma da allora è nuovamente calato il silenzio. Cosa hanno fatto le procure interessate? Hanno aperto un fascicolo? Vorremmo saperlo. Alcuni aspetti che riguardano la causa della collisione tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo sono stati analizzati troppo superficialmente, da qui la necessità della riapertura di una Commissione Parlamentare che concluda il lavoro già fatto”. Il professor Chessa a questo punto si chiede: “Ci sono rappresentati del governo, come i loro Ministro Matteo Salvini, e parlamentari che hanno la forza di prendere questa iniziativa? Possono il Presidente della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati impegnarsi, come fece a suo tempo il Presidente Pietro Grasso? Noi familiari continuiamo ad attendere, ma non ci fermeremo mai!”.

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