In scena Il diario di Adamo ed Eva, con Francesco Branchetti e Barbara De Rossi


A parlare dello spettacolo è l’attore e regista Francesco Branchetti 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Grande attesa per la Prima nazionale dello spettacolo Il diario di Adamo ed Eva, che vedrà in scena l’attore e regista Francesco Branchetti e l’attrice Barbara De Rossi. I due affermati artisti recentemente sono stati premiati con il Premio Anna Magnani per lo spettacolo teatrale “Il Bacio” di Ger Thijs. Quando Branchetti e Barbara De Rossi stanno in scena e dividono il palco, riescono a coinvolgere il pubblico, in quanto ciò che emerge non è solo la storia raccontata, ma anche la capacità che hanno i due grandi artisti di far loro la storia portata in scena. Ed è per questo che ogni loro spettacolo è all’insegna del successo, perché è facile confondere la finzione scenica con la realtà. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Francesco Branchetti che ha parlato non solo del premio, ma anche dell’attesissimo debutto teatrale de Il diario di Adamo ed Eva, dove Francesco vestirà il doppio ruolo di attore e regista dello spettacolo.

Recentemente lei e Barbara De Rossi avete ricevuto il Premio Anna Magnani per il teatro. Vuol parlarne?
E’ stato un onore ricevere il Premio Anna Magnani nella più importante iniziativa e manifestazione internazionale dedicata alla memoria della grande attrice italiana. Un riconoscimento che ripaga una tournée lunga e di successo con cui abbiamo toccato tutta l’Italia macinando chilometri e giorni. Un premio che è come una preziosa ricompensa in questo mestiere fatto con sacrificio e passione in un momento non molto facile per il teatro italiano.

Il premio vi è stato dato nello specifico per lo spettacolo teatrale “Il Bacio” di Ger Thijs. Secondo lei qual è il punto di forza di questo spettacolo?
Credo che il punto di forza di questo spettacolo sia la simbiosi che si riesce ad instaurare nel rapporto tra palco-platea. Un testo straordinariamente intriso di umanità; un uomo e una donna; un bosco, due vite segnate dall’infelicità, forse dalla paura, un incontro che avviene in una sorta di magica ‘terra di mezzo’. E’ un viaggio dell’anima… i dubbi, le perplessità, le angosce dei personaggi fluttuano nello spazio scenico, come a cercare una soluzione che alla fine trovano. I due personaggi attraverso una non comune empatia si denudano da un malessere che li ha portati a quella panchina, Il Bacio è un contatto ideale, simbolico di due anime. Un incontro che trasuda umanità in cui lo spettatore si riconosce, si identifica e come in un’osmosi sviluppa un legame simbiotico con i personaggi. Un legame che accomuna, coinvolge, emoziona.

Che cosa ha significato per lei questo riconoscimento?
Un riconoscimento che ha un duplice significato: di privilegio rispetto al fatto di poter continuare questo meraviglioso mestiere nonostante tutto… e di gratitudine verso chi ha ritenuto di assegnarlo confermando l’importanza che l’onestà intellettuale con cui svolgo questo mestiere sia fondamentale per arrivare al pubblico.

La tournée teatrale “Il Bacio” ha ottenuto un così grande successo che, questo non è l’unico premio che vi è stato riconosciuto. E’ corretto?
Abbiamo ricevuto molti altri premi oltre al Premio Anna Magnani, tra cui il prestigioso Premio Penisola Sorrentina e il Premio internazionale Magna Grecia. Questi riconoscimenti mi riempiono di orgoglio, ma soprattutto mi fanno pensare che in qualche modo nei miei spettacoli riesco a parlare al pubblico e regalargli un’emozione in questo momento di resilienza.

Ricevere questi riconoscimenti per lei è un doppio successo?
Si, è un progetto in cui rivesto un duplice ruolo, come in altri spettacoli. E’ sicuramente molto gratificante ma è sicuramente stato importante avere avuto a fianco un’attrice straordinaria come Barbara De Rossi le cui corde emotive sono capaci di vibrare nell’estrinsecare le emozioni di ogni personaggio che riesce a far suo.

Cosa c’è dietro “Il Bacio”?
Dietro Il Bacio c’è un grosso lavoro di ricerca introspettiva. Mesi di prove che hanno permesso di scandagliare l’animo dei personaggi anche attraverso la conoscenza di noi interpreti. C’è un po’ di noi, e un po’ di tutti nei due personaggi.

Attualmente in cosa è impegnato?
Debutteremo martedì 24 Luglio, in Prima nazionale, con Barbara De Rossi ne: “Il diario di Adamo ed Eva” , da Mark Twain, traduzione ed elaborazione di Maura Pettorruso. E’ un allestimento che vedrà in scena, accanto a noi, anche due mimi straordinari, Umberto Bianchi e Raffaella Zappalà.

Progetti?
A Borgio Verezzi sarò presente anche con “Debora’s Love”, uno spettacolo che in realtà ha debuttato nel 2015, e che stiamo portando in giro per l’Italia da tre anni con grandissimo successo. In Autunno, curerò la regia di uno spettacolo che si chiama “Una settimana non di più” con Milena Miconi, a seguire avrò un’altra regia con uno spettacolo sul mondo del Burlesque a cui tengo molto e che saprà suscitare molta curiosità con Giulia di Quilio, e poi molti spettacoli che continueranno la tournée tra cui: “Il viaggio di Ecuba” con Isabella Giannone, in giro per l’Italia.”

Vuole aggiungere altro?
Spero che il teatro ricominci ad essere luogo di conoscenza, fucina di cultura, ma soprattutto serbatoio di emozioni. Gli spettacoli dovrebbero essere un atto di amore per il pubblico, non solo svago, ma nutrimento emotivo, balsamo per l’anima.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Francesco Branchetti, e ad maiora!

Foto di Marinetta Saglio

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