Da Miss Italia ad attrice: intervista ad Alice Sabatini


“Miss Italia è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere come donna” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Luci dei riflettori puntati su Alice Sabatini, l’ex Miss Italia che, dopo il suo debutto nello spettacolo teatrale “Un letto per quattro” del noto regista Sebastiano Rizzo, si sta facendo notare per il suo talento verso la recitazione. Alice si sta caratterizzando per la sua versatilità artistica, riesce infatti ad interpretare con grinta e nel migliore dei modi qualsiasi ruolo le venga affidato, attirando positivamente l’attenzione del pubblico. Recentemente ha girato con il regista Sebastiano Rizzo il cortometraggio dal titolo “Il tesoro della principessa”, che la vede sul set affianco a Fabio Fulco e Massimo Bonetti, dove sarà proprio Alice a vestire i panni della principessa. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Alice Sabatini che si è raccontata.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
Sono una ragazza sempre molto gioiosa, decisa, determinata, espansiva ed impulsiva. Sono una donna forte e coraggiosa e adoro le cose semplici.

Sin da piccola ha sempre puntato allo sport?
Esatto, ho iniziato a giocare a basket che ero solo una bambina. Inizialmente giocavo a basket nei campi estivi finché poi, non venni notata dalla squadra del Santa Marinella, e furono loro che mi proposero di iniziare un percorso.

Accettò?
Accettai di giocare nella loro squadra. Col Santa Marinella feci prima le giovanili per poi giocare in prima squadra. Con la prima squadra vincemmo il campionato che ci permise di passare in A2. Con questa squadra raggiungemmo sempre dei grandi risultati.

Quando vinse la fascia di Miss Italia dovette abbandonare il basket?
Pur essendo il basket una mia grande passione, durante l’anno di Miss Italia fui costretta ad abbandonarlo, per il semplice fatto che essendo sempre in viaggio per lavoro non avevo la possibilità di allenarmi. Finito l’anno di Miss Italia ripresi subito con il basket.

Prima di approdare al concorso di Miss Italia, aveva alle spalle tanti anni in passerella. E’ corretto?
Sì. Iniziai da piccolissima a lavorare nel campo della moda in veste di modella e fotomodella, e devo dire che mi divertivo tantissimo, anche se poi decisi di lasciare la moda per buttarmi nello sport.

Dal basket a Jesolo per partecipare al concorso di Miss Italia. Come è avvenuto questo passaggio?
Mi mancava stare lontano dalle passerelle, quindi pensai che Miss Italia fosse un buon trampolino di lancio, ero molto curiosa di riscoprire quel mondo. Diciamo che partecipai non con l’idea di arrivare in finale e vincere, ma solamente divertendomi. Intrapresi quel percorso proprio come un gioco.

Che ricordo ha di quella esperienza?
Il periodo a Jesolo devo ammettere che è stato all’insegna del divertimento, ho conosciuto molte ragazze, ragazze che sento tutt’ora e che sono diventate delle amiche. Poi che dire, è arrivata la vittoria, inaspettata. Per un anno ho girato tantissimo e ho fatto viaggi all’estero, sono andata in Cina, Canada, Madagascar, per citarne alcuni, ho viaggiato tantissimo.

Come definirebbe l’esperienza in veste di Miss Italia?
È stata sicuramente un’esperienza che mi ha fatto crescere come donna, ho conosciuto molte persone e ho avuto modo di visitare moltissimi posti. Non è stato certo un anno facile, perché ogni giorno ero in qualche città diversa dell’Italia. Moltissime volte quando passavo per Roma, mi incontravo con mamma per cambiare ‘’al volo’’ la valigia. Tutto sommato ho comunque ricordi positivi di quell’anno e credo che sia un’esperienza unica.

Miss Italia da sicuramente tanta visibilità, ma poi bisogna dimostrare di cosa si è capaci. E’ corretto?
Sì diciamo che è un’esperienza che da l’opportunità della visibilità, però finito l’anno di Miss Italia è importante sfruttare la scia della notorietà o meglio, dimostrare di saper fare qualcosa. Bisogna tenere sempre presente che Miss Italia è una porta che si apre, ma soprattutto si chiude dopo un anno, per questo è fondamentale ricordare che se si intende proseguire in questo settore bisogna mettersi a studiare.

Questo è quello che ha fatto lei, dopo Miss Italia ha iniziato a studiare recitazione. Dove si sta formando artisticamente?
Ho iniziato i miei studi di recitazione presso l’Accademia Beatrice Bracco e da quest’anno invece, sto studiando nel Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno. In Accademia ho la possibilità di stare a contatto con tantissimi professori, registi e attori.

Qual è la prima cosa che le hanno insegnato in Accademia riguardo il lavoro di attrice?
Bisogna saper prendere spunto dalle azioni che uno fa nella vita quotidiana. Una grande attrice deve essere anche una grande osservatrice e scrittrice.

Recentemente ha debuttato anche in teatro con lo spettacolo “Un letto per quattro”. Quali le differenze che ha riscontrato tra lo stare sul palco e stare invece su un set?
Il set a differenza del palco permette se sbagli la battuta di poterla rifare. A teatro si ha un contatto diretto col pubblico, un contatto che si sente, si percepisce. A teatro bisogna dire che lo spettacolo non è mai uguale al precedente.

Da quanto ha detto si evince che un attore deve essere bravo ad improvvisare sul palco. A lei è già capitato?
Devo essere sincera, alla prova generale di “Un letto per quattro” di Sebastiano Rizzo, sono salita sul palco che avevo tantissima ansia, anche perché la prova generala era a porte aperte, c’era il pubblico, e quindi non ho seguito nemmeno una battuta del testo, ovvero, ho detto quello che richiedeva il testo, ma l’ho detto in maniera differente. Una volta che si ha in mente il discorso è facile improvvisare sul palco, anche se non si ricordano bene le battute.

Cosa può dire sul personaggio da lei interpretato?
Interpreto un personaggio stravagante, sono un’insegnante di balli latino americani, vicina di casa del protagonista, Raimondo Todaro, che si innamora proprio di quest’ultimo, ma il finale nasconde una sorpresa.

Con il regista Sebastiano Rizzo lei ha girato un cortometraggio?
Sì durante l’anno ho avuto la possibilità di lavorare con Sebastiano Rizzo in un cortometraggio che verrà presentato al Giffoni Film Festival.

Può svelarci qualcosa sulla trama del corto?
Non posso dire ancora molto, perché non è stato ancora presentato ai Festival, posso però dire che parla di un tombarolo che un giorno si innamora di una principessa.

Il suo ruolo?
Interpreto la principessa.

Chi fa parte del cast?
Fabio Fulco, Massimo Bonetti e Giulietta, una bambina davvero molto brava.

Cosa può dire sul regista Sebastiano Rizzo con cui ha lavorato sia in teatro che sul set?
Posso dire che non è solo un bravo regista ma è anche una persona molto disponibile. Mi è stato molto dietro come regista e mi ha dato la possibilità di imparare da lui, anche perché Sebastiano prima di essere un regista è un bravissimo attore.

Qual è il messaggio che volete trasmette con questo corto?
Che scavare e deturpare il nostro territorio è sbagliato.

Qual è stata la principale difficoltà che ha incontrato nel mondo della recitazione?
La maggior difficoltà è stata quella di lasciarmi andare.

Per quale motivo?
Perché vedere gli occhi addosso del pubblico, dopo l’esperienza con Miss Italia in cui ho avuto tantissime critiche, sicuramente mi ha un po’ bloccata a livello psicologico. Questo mi succedeva in Accademia ovvero, quando portavo i pezzi era difficile lasciarmi andare, perciò non controllavo la voce e spesso mi tremava o rimanevo bassissima di tono. Ovviamente sono migliorata parecchio, infatti non mi capita quando sto in scena.

Che tecniche utilizza per calarsi nel migliore dei modi nel personaggio che deve interpretare?
Quando interpreto un personaggio mi sento quella persona. Non riesco a dividere Alice dal personaggio, quando sto in scena le due figure si uniscono.

A breve sarà nuovamente in scena con un nuovo spettacolo?
Si con l’Accademia di Massimiliano Bruno stiamo portando a Roma una commedia, dove interpreterò una manager.

Chi è Alice quando non sta sotto le luci dei riflettori?
Una ragazza che ama stare a casa con la propria famiglia e con i propri animali.

Che consiglio può dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la sua professione?
È un mondo molto difficile, dove le soddisfazioni non arrivano subito, ma ci vuole tempo e dedizione. Non bisogna mai demordere.

Attualmente in cosa è impegnata?
Con le prove dello spettacolo con l’accademia.

Progetti?
Sono iscritta all’Università di Design e Discipline della Moda, ho anche depositato un marchio di abbigliamento, quindi vorrei creare una linea di abbigliamento insieme al mio fidanzato.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Alice Sabatini, e ad maiora!

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