Shopping compulsivo e saldi: un pessimo connubio


Poco interessati a quello che viene imbustato: la parola d’ordine per loro non è scegliere ma acquistare

Articolo di Desirè Sara Serventi

E’ tempo di saldi, via, all’impazzata folle corsa verso gli acquisti. Lunghe file, senza mai scoraggiarsi e lasciare il tanto ricercato oggetto. La moda dei saldi tanto attesa dalle persone, può però assumere un carattere maniacale per chi soffre della sindrome dello shopping compulsivo. Ansia, stress, continue ossessioni seguite da compulsioni, ecco quello che devono patire coloro che soffrono di tale disturbo se costantemente non fanno i loro acquisti. Poco interessati a quello che viene imbustato, visto che, la parola d’ordine per loro non è scegliere ma acquistare. Strisciano all’impazzata la carta magnetica, ed è proprio in quel momento che si sentono appagati. Purtroppo però questa felicità dura il tanto necessario per uscire dal negozio e intravedere con la coda dell’occhio un nuovo oggetto. La persona che soffre di tale disturbo riconosce che tutto ciò che sta facendo è sbagliato, ma non ha la forza e la voglia per ribellarsi. E allora bisogna stabilire un confine tra acquisto normale e acquisto patologico. Lo shopping compulsivo si evidenzia perché gli acquisti si ripetono continuamente e incessantemente e, la maggior parte di questi, sono oggetti inutili che verranno accantonati in un angolo senza essere utilizzati.

A soffrire maggiormente di questo disturbo è la popolazione femminile. Per le donne, lo shopping compulsivo rappresenta un forte disagio psicologico, visto che le ossessioni per gli acquisti risultano essere invalidanti per un equilibrio psicofisico. Spesso le stesse relazioni vengono messe in discussione, perché si ha troppo poco tempo e poca voglia di stare con gli altri, in quanto i loro pensieri sono focalizzati su un acquisto da fare velocemente o su un mancato acquisto che getta in un panico totale la persona. Purtroppo a pagare le conseguenze di questa dipendenza è proprio il bilancio familiare. I debiti iniziano ad accavallarsi, si chiedono prestiti, si paga con un mezzo virtuale con troppa facilità convinti che tanto ci sarà l’occasione per riequilibrare il conto che, pian piano invece inizia a toccare il fondo. Nonostante tutto, chi soffre di questa sindrome non pare proprio preoccuparsi del deficit finanziario che porterà loro in una condizione ingestibile, perché la loro preoccupazione è tutta indirizzata a ciò che si può mettere in una busta e portare a casa. Lo stesso lavoro è messo a dura prova perché le mansioni che dovrebbero svolgere, spesso vengono fatte frettolosamente e non con la giusta attenzione che, di fatto, meriterebbero. Ecco perché quando ci si rende conto che lo shopping sta prendendo il sopravvento sulle azioni, bisogna correre al riparo rivolgendosi a degli specialisti, che tramite una terapia cognitivo comportamentale, sapranno porre rimedio a una situazione ormai troppo invalidante e ingestibile senza il supporto corretto di validi professionisti. La dipendenza da shopping non va sottovalutata in quanto stress e ansia, potrebbero portare a una depressione.

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