In Passioni senza fine 2.0 a rivestire il ruolo di direttore del doppiaggio è James La Motta


“Guido gli attori alla giusta interpretazione vocale o gli insegno come emettere il giusto suono” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

E’ una new entry del radiodramma “Passioni senza fine 2.0” l’attore e regista James La Motta, dove non è solo uno dei nuovi personaggi della soap, ma veste anche il ruolo di vocal coach o meglio dire, ricopre il ruolo di direttore del doppiaggio. Tanti gli impegni di La Motta, infatti sta preparando all’estero il suo spettacolo Myself, spettacolo da lui scritto, diretto e che racconta temi sociali. E’ infatti risaputo che La Motta è sempre impegnato sui temi sociali, quali femminicidio, bullismo e cyberbullismo, temi che riescono a sensibilizzare il pubblico per il modo in cui vengono raccontati e diretti. Quando si hanno le capacità di creare e dirigere lavori di certi livelli così come fa James La Motta, il risultato non può che essere apprezzato dal pubblico.

Lei è una delle new entry del noto radiodramma sul web “Passioni Senza fine 2.0”. Vuol parlarne?
Certamente. Tempo fa conobbi Giuseppe Cossentino e Nunzio Bellino per un mio progetto dal titolo Lo Specchio dell… altra. Ci siamo trovati bene e Giuseppe sapendo del mio lavoro anche nei doppiaggi mi propose questo radiodramma.

In questa nuova edizione lei è anche il vocal coach. Potrebbe descrivere la sua figura?
La mia figura è di regia tecnico vocale. Mi spiego, è di piena sinergia con il regista e lo sceneggiatore. In pratica studio il copione, mi confronto con il regista che in questo caso è anche lo stesso sceneggiatore, ed infine guido gli attori alla giusta interpretazione vocale o gli insegno come emettere il giusto suono. Nel mondo del doppiaggio più che vocal coach si parla di direttore del doppiaggio.

Questa è la sua prima esperienza lavorativa in un radiodramma?
Sì e mi sto divertendo perché sono gli stessi meccanismi della soap. Lo stesso linguaggio e la stessa dinamica, ma sto cercando di inserire un mood più incentrato sulla verità a livello di recitazione.

A suo avviso qual è la principale difficoltà per un attore nel recitare in un radiodramma? Conoscere le dinamiche del doppiaggio e saper usare lo strumento voce ed allinearlo allo strumento tecnico.

Cosa può dire lavorativamente parlando sul regista Giuseppe Cossentino?
Che è un ragazzo giovane e talentuoso ed un ottimo sceneggiatore con tanta strada d’avanti e gli auguro tanti successi. Il nostro rapporto lavorativo è basato sulla reciproca fiducia e stima artistica. Il confronto e il tanto parlare hanno portato anche ai risultati che stiamo ottenendo attraverso tutti i social.

Come potrebbe descrivere Passioni Senza fine 2.0 ai lettori?
Un radiodramma a tutti gli effetti ma portato avanti nel tempo e con un linguaggio più moderno, ma con i sapori, i suoni e le emozioni di un tempo.

Attualmente in cosa è impegnato?
Sono in giro per l’Italia e sto preparando all’estero il mio spettacolo dal titolo ‘Myself’, dove oltre ad essere il regista sono anche sceneggiatore e attore. Essendo un testo sociale contro il bullismo, il femminicidio e il cyberbullismo, giro per le scuole dove insegno teatro, sia ai bambini delle elementari che con l’alternanza scuola lavoro negli istituti superiori. Poi tanti convegni che mi vedono impegnato oltre che con lo spettacolo Myself, anche con il mio cortometraggio dal titolo Abused Child proiettato fuori concorso e privatamente alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Attraverso il corto e il testo teatrale do il mio impegno sociale esortando alla denuncia contro chi abusa.

Progetti?
Un docufilm.

Vuole aggiungere altro?
Sì voglio ringraziare sia Sledet.com che chi mi da la possibilità di esprimere la mia creatività.

Sledet.com ringrazia per l’intervista James La Motta, e ad maiora!

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