Affitti la casa? Lo stato vuole metà della fetta di torta


Chi è proprietario di un’abitazione e decide di affittarla dovrà, con una generosità forzata, dividere l’affitto con lo Stato 

Articolo di Desirè Sara Serventi 

Chissà se le cose cambieranno realmente nel nostro Paese. Col nuovo Governo la speranza è tanta, e i nuovi volti sembrano essere dalla parte dei cittadini, sebbene questi siano ormai stanchi di tutte le disuguaglianze sociali a cui, loro malgrado, sono stati costretti a convivere. Oggi voglio parlare di un tema che mi ha fatto, nella sua drammaticità, un po’ sorridere. Dovete sapere che chi è proprietario di un’abitazione e decide di affittarla dovrà dividere l’affitto con lo Stato. Ipotizziamo che un comune cittadino, che chiameremo signor Rossi, trovandosi in una condizione economica sfavorevole a causa della disoccupazione, decida di affittare l’unica casa di cui è proprietario, casa che quindi risulterebbe come prima abitazione. Ciò gli è possibile per merito di Franco, un anziano parente che ospitandolo gli ha permesso di affittare la sua casa per percepire un piccolo guadagno mensile. Il signor Rossi essendo un cittadino onesto affitta la casa con un contratto di locazione cedolare secca per 400 euro al mese, arrivando così a percepire una cifra annuale pari a euro 4.800. Prima di iniziare ad organizzarsi sull’utilizzo di questo denaro il signor Rossi deve ricordarsi che lo Stato pretende la sua fetta di torta da chi regolarizza le abitazioni affittate. Gli viene quindi chiesto di pagare l’IMU sulla casa, e a questo punto qualcuno si potrà chiedere: ma se il signor Rossi è titolare di un’unica abitazione perché deve pagare l’IMU? Risposta molto semplice: essendo lui ospite dell’anziano parente, la sua unica proprietà affittata risulterà come seconda casa. Ma non è tutto. Essendosi preso la briga di regolarizzare il contratto, lo Stato vuole premiare il signor Rossi: d’altronde in un Paese che si è basato per tanto tempo sulle ingiustizie sociali, perché non premiare chi vuole essere onesto? Quindi come premio vengono applicate aliquote e aliquotine che porteranno il signor Rossi a versare con i dovuti calcoli un’ulteriore importo pari al 26% di quei 4800 euro iniziali. Alla fine dei conti Rossi dovrà dare allo Stato per la sua abitazione 990 euro di IMU più 1.259 euro calcolati in base all’importo del canone di locazione, a cui è stata anche applicata l’aliquota cedolare secca, con una tassazione pari al 47%, lasciando al povero signor Rossi solo 2.551 euro, ovvero 212 euro al mese, cifra che non gli garantisce affatto di vivere serenamente. Morale della storia: il signor Rossi, come tanti altri, è stato per l’ennesima volta fregato!

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