A tu per tu con Erika D’Ambrosio


“La prima grande esperienza è stata con lo spettacolo Così è se vi pare di Michele Placido e da lì poi con lui è nata una collaborazione”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Ogni personaggio interpretato dall’attrice Erika D’Ambrosio sembra le sia stato cucito addosso, infatti la sua interpretazione risulta essere incredibilmente realistica, qualità questa che fa di lei un personaggio che sta facendo parlare di sé per le sue qualità artistiche. La sua naturale predisposizione verso questa professione sicuramente è ben bilanciato dalla sua ottima e qualificata preparazione artistica appresa prima all’Accademia Nazionale di Danza, dove ha mosso i suoi primi passi, per poi proseguire i suoi studi nel campo della recitazione frequentando l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. La sua prima esperienza come attrice è stata nella serie televisiva I liceali, e subito si è potuto constatare il suo talento, talento confermato poi quando ha lavorato in teatro e nel cinema, affianco a Michele Placido, che lei scherzosamente definisce “il suo padrino di lavoro”, anche perché è proprio lui che l’ha scoperta artisticamente.

Quando nasce la sua passione per il mondo della recitazione?
Ho fatto tanti anni di danza classica, prima all’Accademia Nazionale di Danza e poi al Teatro dell’Opera di Roma e da lì già maturava in me l’idea di stare sul palcoscenico, diciamo che la danza era una forma di recitazione per me. Ho iniziato così, a studiare recitazione con un’insegnante privata per poi fare il provino per entrare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, e da lì poi è nato tutto.

Il suo esordio come attrice è stato nella serie televisiva “I liceali”?
La mia prima esperienza lavorativa come attrice è stata nella televisione con I liceali.

Poi è arrivato il primo spettacolo teatrale?
Esatto, la mia prima vera e grande esperienza è stata con lo spettacolo “Così è se vi pare” con Michele Placido, e da lì poi con lui è nata una collaborazione. Diciamo che Placido è un po’ il mio padrino di lavoro, sia teatrale che cinematografico, è lui che mi ha scoperto.

Che ricordo ha del suo inizio in teatro?
Quando ho iniziato a recitare in teatro con “Così è se vi pare” diciamo che ero terrorizzata anche perché recitavo con attori di un certo livello e io ero l’unica piccolina, ma devo dire che tutti mi hanno fatto sentire a mio agio.

Lei ha lavorato per il cinema, la televisione e il teatro. Quali le differenze che ha riscontrato?
Sicuramente le emozioni che dà il teatro non sono le stesse che dà il cinema e la televisione, almeno sul momento. A teatro, a differenza del cinema e della televisione, si ha un riscontro immediato col pubblico e questo è bellissimo. Il teatro per un attore è la base.

Con Michele Placido ha fatto “Un bacio sul cuore”?
Sì, con Placido ho fatto “Un bacio sul cuore” insieme a Isabella Ferrari ed è stata una bellissima esperienza teatrale. Abbiamo recitato alle Terme di Caracalla ed è stato molto bello.

Lei ha lavorato nel film dal titolo “7 minuti”. Che cosa le ha insegnato questa esperienza lavorativa?
Questo film mi ha insegnato davvero tanto.

Per quale motivo?
Perché mi sono rapportata e confrontata con attrici e con personaggi più grandi, sia a livello di età che a livello di esperienze: Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Violante Placido, per citarne alcune. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto cambiare il modo di affrontare il lavoro, ho imparato tanto. Ambra mi ha insegnato una cosa bellissima, dovevo fare una battuta lunga, un “monologhino”, e lei mi incoraggiava e mi diceva: vai che ce la fai! Sentirmi incoraggiata da una come Ambra, mi ha dato un grande coraggio in quel momento, e sono maturata e sono cresciuta per questo, perché lei mi ha dato dei consigli lavorativi e non solo.

Sul set eravate solo donne?
Sì sul set eravamo solo donne e non abbiamo mai discusso, infatti tutt’ora continuiamo a sentirci, abbiamo anche un gruppo su wp, è rimasto con loro un bel legame. Lavorativamente parlando sono state tutte carine e nessuno ha fatto la prima donna, nonostante fossero dei personaggi noti.

Nel film 7 minuti lei interpreta Alice. Cosa può dire sul suo personaggio?
Non mi è stato troppo difficile confrontarmi con questo ruolo in quanto il mio personaggio era ed è, sia vicino che lontano alla persona che sono. Un po’ Alice mi si avvicina perché io sono testarda, voglio fare la coraggiosa, anche se sono molto fragile, diciamo che è stato un bel ruolo. Interpreto questa ragazza che è un po’ romanaccia, e io amo essere romana e parlare il romano perché sono una che crede molto nei dialetti. Poi devo dire che il maestro Placido è stato molto bravo nel farmi capire come doveva essere il mio personaggio. Noi del cast facevamo tutte le sere delle letture dopo il set a tavolino, per le scene del giorno dopo, quindi arrivavamo sul set che eravamo già preparate. E’ una grande fortuna non arrivare impreparate al giorno del set.

Che tecniche ha utilizzato per calarsi nel migliore dei modi nel personaggio che doveva interpretare?
Solitamente non utilizzo delle tecniche, io lavoro molto d’improvvisazione.

Quindi?
Cerco di farmi trasportare dal testo. Se il testo è scritto bene sono dell’idea che le cose vengano fuori da sole.

Il testo non era semplice?
Il testo non era semplice, anche perché parla di un tema importante quale è il lavoro, ma era scritto talmente bene che il personaggio veniva fuori da sé, quello che diceva veniva talmente naturale dirlo nella maniera in cui era stato scritto, che sono andata a braccio.

Vuol raccontare un aneddoto capitato sul set?
Mi ricordo una cosa carina. Mentre stavamo recitando Placido si trovava nell’altra sala insieme ai macchinisti e a tutto il reparto, non pensando che noi potessimo sentirlo, ha iniziato a commentare le nostre interpretazioni, poi ad un certo punto gli abbiamo detto: Michele, guarda che ti sentiamo! Siamo scoppiati tutti a ridere. Lui è una persona alla mano e quello che ti deve dire lo dice senza vie di mezzo.

Cosa ne pensa dell’industria cinematografica italiana?
Penso che ci siano molte idee e molta voglia di fare. Il problema è che spesso non mettono in condizione di poter fare le cose, quindi si è costretti a girare all’estero.

Qual è il genere in cui preferisce recitare?
Io amo molto il genere più drammatico, perché forse mi ci sono scontrata di più. Oggi dico questo, poi magari domani cambio totalmente.

Che caratteristiche deve avere un film per accettare il ruolo che le viene proposto?
Diciamo che come caratteristiche sicuramente deve essere scritto bene, deve essere una cosa che possa poi arrivare alle persone e ovviamente poi mi deve piacere il personaggio.

Chi è Erika quando non sta sul set?
Una ragazza normalissima, che ama viaggiare, suonare il pianoforte, andare a cena fuori. Faccio quello che fanno tutte le ragazze della mia età.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Erika D’Ambrosio, e ad maiora!

 

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