Intervista al regista Sebastiano Rizzo


Il suo film Gramigna è nella cinquina dei film selezionati per il David di Donatello 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

I progetti portati avanti e diretti dall’affermato regista Sebastiano Rizzo, portano con sé professionalità, passione e cura dei dettagli e dei particolari, caratteristiche che permettono di portare nelle sale cinematografiche, e non solo, un lavoro di qualità. Per questo infatti, i riconoscimenti per il lavoro che svolge in maniera esemplare, non si sono fatti certamente attendere. Il suo film Gramigna è nella cinquina dei film selezionati per il David di Donatello, a dimostrazione del fatto che, il buon lavoro non passa inosservato agli addetti ai lavori. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Sebastiano Rizzo che si è raccontato.

Se le chiedessi di raccontarsi cosa risponderebbe?
Gran lavoratore, amante dell’arte e umile operaio a servizio del cinema e del teatro.

Quando nasce la sua passione per il mondo della recitazione?
La mia passione nasce quando avevo circa diciotto anni ed ho cominciato a fare alcune sfilate di moda… da lì è cominciata una passione che era come una “fame continua” di stare su un palco.

Dove si è formato artisticamente?
Inizialmente con la scuola della strada, buttandomi su palchi e progetti di piccolo spessore al fine di fare esperienze e capire meglio quale direzione prendere: canto, recitazione, moda. Ho fatto molte serate di piano bar e conduzioni di eventi. Poi arrivato a Roma ho frequentato alcuni corsi di piccole scuole collocate in zona Cinecittà. Ho cercato di assorbire il più possibile. A seguire, ho frequentato alcuni master con Francesca Viscardi e Bernnrd Hiller.

La sua carriera inizia come attore di teatro. Che ricordo ha di quel periodo?
Tanto lavoro tanta fatica per fare spettacoli in teatrini off e cercare di migliorarsi e farsi notare dagli addetti ai lavori. Il teatro è come il primo amore… non si scorda mai. Amo il teatro e continuo a farlo appena mi riesce.

Quale è stato il lavoro che le ha dato più soddisfazioni?
La regia di uno spettacolo al Brancaccio, e va dato merito a Maurizio Costanzo, dedicato anche alle persone non udenti

Vuol parlare dei suoi lavori in veste di attore?
Fare l’attore nelle diverse fiction in cui sono stato presente, mi ha arricchito molto e lo fa ogni volta che mi coinvolgono in qualche progetto, perché conosci menti nuove, artisti nuovi con cui condividere ed assorbire energie nuove, registi con pensieri straordinari che ti chiedono di interpretare un mondo fantastico, che nella vita tutti dovrebbero provare secondo me.

Da attore decide poi di puntare gli occhi al mondo della regia. Come è avvenuto questo passaggio?
E’ stato un passaggio naturale.

Potrebbe essere più preciso?
Ad ogni lavoro che partecipavo l’istinto mi portava a dirigere tra me e me il lavoro che vedevo, pertanto appena ne ho avuto la possibilità mi sono buttato.

Il suo debutto nel mondo della regia è stato con un cortometraggio. E’ corretto?
Sì. Il debutto è stato con il cortometraggio “La Ricotta e il Caffè” e a seguire dei documentari video clip e due film.

Avere esperienze come attore le permette di vedere la regia in maniera più completa?
Assolutamente sì. Essere attore e poter dirigere un set, senza dubbio ti aiuta a migliorare il prodotto e soprattutto di aiutare maggiormente gli attori che vi partecipano.

Quale reputa l’esperienza più significativa per la sua carriera?
Ogni progetto è un arricchimento importante per la mia vita principalmente, e a seguire per la mia vita. Sono tanti tasselli che arricchiscono e ingrandiscono un bellissimo dipinto.

Su cosa punta principalmente la sua regia?
Cerco di raccontare più possibile storie vere, storie che possano rimanere un messaggio importante per chi lo vede… un messaggio che possa aiutare lo spettatore a migliorarsi.

Per lei è buona la prima o preferisce coprirsi le spalle con più riprese?
Dipende molto dagli attori, ma anche quando trovo il ciack perfetto, ne faccio un altro.

Per quale motivo?
Perché sono certo che si può sempre migliorare.

Cosa può dire riguardo l’industria cinematografica italiana?
Ci sarebbe molto da dire, ma potrei riassumere dicendo che l’Italia ha un potenziale altissimo per essere sulla vetta delle classifiche, invece no.

Il suo film Gramigna è nella cinquina dei film selezionati per il David di Donatello Giovani. Cosa significa questo per lei?
Significa abbinare un gran lavoro durato due anni ad una straordinaria soddisfazione. Si può dire che ne è valsa la pena. Sono molto onorato di essere nella cinquina dei David di Donatello.

Chi è Sebastiano quando non sta dietro la camera?
Una persona che gioca, ama lo sport, ama la vita e pensa al prossimo messaggio da dare.

Attualmente in cosa è impegnato?
Stiamo scrivendo alcuni progetti nuovi e sto ultimando il mio nuovo cortometraggio girato a novembre con Fabio Fulco, Alice Sabatini e Massimo Bonetti, che cercheremo di portare al Giffoni.

Vuole aggiungere altro?
Ringrazio Sledet.com per questa splendida intervista.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Sebastiano Rizzo, e ad maiora!

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