Intervista alla web star Emilia Clementi


“Il nostro è un paese pieno di risorse, il problema è che è gestito da una classe dirigente che ha pensato soltanto ad arricchire le proprie tasche, trascurando gli interessi della gente comune” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Combattiva e determinata nel portare avanti la battaglia contro qualsiasi forma di disuguaglianza che è presente tra chi sta al governo e il popolo, è lei Emilia Clementi la nota web star che, munita di grinta e megafono documenta con i video la sua campagna di protesta contro qualsiasi forma di disparità sociale, creata da coloro che governano il Paese. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Emilia Clementi, che ha parlato delle sue proteste, dei suoi video divenuti virali, e del suo blog che sta riscuotendo un grande successo.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe? 
Che sono una donna piccola, ma combattiva, una persona che ha sofferto ma che ha saputo rialzarsi imparando dalle sue stesse cadute. La mia vita è stata un alternarsi di momenti in discesa e in salita. Ma per fortuna ho la capacità di ritornare sempre a galla.

Lei è un personaggio diventata popolare nel mondo del web per i suoi video di protesta. Come è nato il tutto?
E’ iniziato alcuni anni fa, quando postai su facebook un video in cui mi scagliavo contro quel gruppo di vandali olandesi che dopo la partita di Europa League, ridussero la Barcaccia di Piazza di Spagna in una vera discarica. Il video ha ottenuto migliaia di visualizzazioni, avviando la mia strada come web star.

Cosa può dire riguardo all’attuale situazione italiana? 
Il nostro è un paese pieno di risorse, che potrebbe vivere di solo turismo, fatto di eccellenze e di storia. Il problema però è che è gestito da una classe dirigente che negli anni ha pensato soltanto ad arricchire le proprie tasche, trascurando gli interessi della gente e aumentando sempre più il divario tra politici e gente comune.

Quali sono a suo avviso i principali problemi dell’Italia?  
Sicuramente il governo. È un paese che da oltre un ventennio viene governato da persone che hanno fallito più volte e che puntualmente continuano a godere di privilegi, oltre che della propria poltrona. Andrebbero invece sostituiti con giovani determinati, istruiti, che hanno voglia davvero di cambiare il paese perché sanno farlo, significherebbe spianarsi la strada per un futuro roseo.

Vitalizi ai parlamentari. La sua protesta sul tema è diventata virale. Cosa può dire a riguardo?
La nostra è una classe dirigente che pensa soltanto ai propri interessi e a salvaguardare i propri privilegi, nonché di aumentarli. Soltanto una rivolta popolare potrebbe davvero risollevare la situazione. Ma gli italiani sono o forse dovrei dire siamo, anche se io mi sento diversa visto quello che ho fatto e che continuo a fare, hanno paura di esporsi, sono omertosi. Non dimentichiamo che in Francia, alla fine del 1700, soltanto con i moti rivoluzionari si sono ottenuti dei cambiamenti reali, abbattendo definitivamente l’assolutismo e portando alla nascita di uno Stato liberale e democratico, dunque ottenere finalmente il riconoscimento di una dignità individuale.

Parliamo di privilegi parlamentari. Quali sono a suo avviso quelli che rappresentano uno schiaffo per il popolo? 
Uno dei più vergognosi è quello per il quale ho protestato lo scorso 15 settembre a Montecitorio con il quale ho ottenuto oltre 7 milioni di visualizzazioni: mi riferisco all’assegno mensile di 1000 euro in più di cui 608 parlamentari potranno godere a 65 anni, nel caso in cui non vengano rieletti o addirittura, in caso di rielezione, già a 60 anni. È uno schiaffo per le persone che oggi sono costrette a vivere con la pensione sociale, ai padri che non hanno un posto di lavoro perché sono stati licenziati. Dovrebbero vergognarsi davvero.

Come definisce i parlamentari italiani? 
Fitusi, mi sembra ovvio!

A suo avviso la Sanità è accessibile al popolo, o si ha difficoltà ad usufruire del servizio sanitario pubblico? 
La sanità è accessibile al popolo, nel senso che a differenza di altre realtà come quella americana, è pubblica, dunque riconosce assistenza gratuitamente. Peccato però che le liste di attesa sono infinite e molto spesso le donne che vogliono fare prevenzione siano costrette a prenotare visite a pagamento per accorciare i tempi. Chissà com’è che lo stesso medico che con la mutua non ha disponibilità entro i sei mesi successivi, la garantisce già per il giorno dopo se si tratta di visita privata.

Qual è la causa che ha fatto più sua? 
Non ho mai privilegiato questa o quella causa, mi sono sempre schierata in favore delle cause che ho ritenuto di volta in volta più opportune, sia che si trattasse di studenti, sia che si trattasse di disoccupazione o di carcerati.

Le sono arrivate mai delle denunce per qualche sua protesta?
Ricevo quotidianamente intimidazioni, vengo spesso “bannata” sui miei profili per quello che faccio o che dico; ormai, ci sono abituata. Ma non mi arrendo, in fondo devo aspettarmi questo tipo di reazioni. Fare rumore oggi giorno e scuotere le coscienze comuni dà fastidio perché mette in pericolo la sicurezza dei poteri forti.

Il governo a suo avviso sta togliendo la dignità agli italiani? 
Eccome: sfrattare una donna disabile e in fase terminale dalla propria abitazione, secondo voi, è dignitoso? Per me è soltanto la dimostrazione del fallimento che il nostro paese sta vivendo.

Che cosa rappresentano i video da lei girati? 
Un modo per far capire a chi ci governa che la situazione sta cambiando, che ormai l’insoddisfazione sta superando ogni limite e che presto insieme a me scenderà in piazza tutta l’Italia. A quel punto, l’unica soluzione, sarà per loro darsela a gambe!

Fitusi. Questa è una parola che lei usa sempre nelle sue proteste. Vorrebbe spiegarne il significato?
Significa “persona poco pulita” ed è diventata in questi anni il mio motto, tanto che ha circolato sui social rientrando più volte tra i trend topic.

Lei è la titolare di un centro benessere. Cosa vuol dire avere un’attività commerciale oggi in Italia?
Vuole dire lottare ogni giorno a denti stretti per cercare di rientrare nelle spese. Non si può lavorare per lo Stato, soltanto per pagare fitti e bollette. Ad ognuno di noi dovrebbe essere riconosciuto quel diritto alla felicità tanto caro alla costituzione americana.

Chi è Emilia quando non scende in piazza a protestare? 
Una donna sicura, ma anche vulnerabile, che ha affrontato tanti dolori e tante sofferenze, a cui piace stare a contatto con la gente, viaggiare, passare serate con gli amici. E poi prendermi cura del mio corpo. In fondo, è questo il mio lavoro!

Attualmente in cosa è impegnata? 
Sono partita con un blog tutto mio da un mese circa www.emiliaclementi.org in cui mi occupo di tutto: dall’attualità, alla politica, alla cultura. E poi continuo a protestare attraverso i miei canali social.

Progetti? 
Tanti e svariati, ma non mi va di anticiparli per scaramanzia e per evitare di alimentare polemiche. Sono un personaggio pubblico, devo pesare ogni parola ed ogni azione che faccio, altrimenti rischio di essere presa come bersaglio di commenti sgradevoli.

Vuole aggiungere altro? 
Che invito tutti gli italiani ad avere più coraggio: non parlate soltanto, scendete in piazza come me!

Sledet.com ringrazia per l’intervista Emilia Clementi, e ad maiora!

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