Che Cinema la Vita: intervista a Massimiliano Buzzanca


“Il libro è divertente, e anche se parla di guerra è un libro scritto con molta ironia, quindi le persone si divertiranno leggendolo” 

Intervista di Desirè Sara Serventi

Se i primi due capitoli del romanzo “Che Cinema la Vita”, Massimiliano Buzzanca li ha scritti di getto quando ha conosciuto la sua attuale compagnia, Raffaella de Rosa, gli altri si sono fatti un po’ attendere, ma il risultato lo si può definire un vero e proprio capolavoro. Sia come attore, che come regista e sceneggiatore, le sue naturali predisposizioni artistiche sono ben tangibili, e non si può certamente negare che non lo siano anche quelle da scrittore. Un romanzo “Che Cinema la Vita”, che coinvolge il lettore pagina dopo pagina in un successivo susseguirsi di eventi che rende la trama sempre più interessante, nella quale l’azione e l’ironia nel raccontare le vicende non è mai banale o tantomeno scontato. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Massimiliano Buzzanca, che ha parlato del suo romanzo.

Che Cinema la Vita è il titolo del suo primo romanzo. I primi capitoli è vero che gli ha scritti di getto?
I primi due capitoli li ho scritti di getto nel 2014 quando ho conosciuto la mia attuale compagna Raffaella de Rosa. In teoria voleva essere un omaggio a ciò che provavo e provo per quella splendida donna, poi mi sono reso conto che sarebbe stato banale e dopo aver scritto i due primi capitoli sono stato due anni fermo, perché non sapevo cosa raccontare e come raccontarlo.

È nel 2016 che ha ripreso la stesura del suo romanzo?
Esatto. Nel 2016 mentre Raffaella stava scrivendo il suo primo romanzo “Azzurro ma non troppo”, a me è venuto una sorta di illuminazione, e ho cominciato così a scrivere Che Cinema la Vita, sull’onda di quell’intuito.

Che cosa voleva raccontare?
Attraverso un racconto dove ho inserito avvenimenti successi sia a me che a delle persone che ho avuto la fortuna di conoscere, ho descritto, seppure in maniera allegorica, il cerchio che mi ha portato nella vita di Raffaella, anche se, qua e là sono emersi alcuni pensieri e concetti che esprimo in tutto il libro.

Chi è stata la prima persona a cui ha fatto leggere il suo romanzo?
Ovvio… Raffaella… Man mano che chiudevo un capitolo le chiedevo se secondo lei la storia funzionava e se era abbastanza interessante.

Il racconto raccoglie dei suoi pensieri, molti dei quali con un contorno ironico, è corretto?
Per me l’ironia è il sale della vita almeno quanto l’amore ed il sesso. Non mi considero né voglio essere considerato un intellettuale, ecco il motivo per cui non mi prendo molto sul serio né prendo sul serio i miei pensieri e li condisco con battute ed invenzioni atte a far sorridere il lettore… ma questo succede anche nella vita quando mi accordo di dire cose “serie”. Tendo sempre ad avere un retro pensiero che abbia il senso del gusto e amore nei confronti della vita e del saper vivere.

Che caratteristiche ha Simone che potrebbe dire essere simili alle sue?
Il senso dell’amicizia, del dovere, l’ironia, il forte desiderio di giustizia, la voglia di divertirsi, di amare, il senso dell’avventura, il darsi anima e corpo per ciò in cui crede, il cercare sempre di trovare le giuste soluzioni ai problemi, la voglia di fare battute anche quando forse non sarebbe il caso di farle. C’è parecchio di me in Simone… anche l’ottima mira con le armi…

Qualunque cosa faccia Simone è come se stesse in un film, è esatto?
Sì, è come se la sua vita fosse un film, e lo stesso Simone se ne accorge. Ci sono tante piccole cose che richiamano al cinema. Io sono sempre più convinto che ogni giorno della vita di ognuno di noi è un pezzo di film, e “Che Cinema la Vita” è proprio questo.

Nel suo romanzo si parla di eroismo, qual è il tipo di eroismo che ha voluto raccontare?
Ho cercato di evitare in tutti i modi il concetto di eroismo portato all’esaltazione. Racconto un eroismo umano, quello vero. Infatti sia Simone che gli amici che lavorano con lui, sono delle persone normali che hanno avuto un addestramento particolare. Anche loro quando fanno determinate cose hanno paura, però hanno un addestramento tale, per cui la paura in quel momento viene non dimenticata, ma messa a frutto per fare certe cose. In pratica, anche in quel caso, non si prendono mai sul serio… meglio, prendono sul serio ciò che stanno per affrontare, ma non loro stessi, perché sanno perfettamente che si stanno giocando la vita.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con “Che Cinema la Vita”?
L’unico messaggio che in qualche modo lancio è quello dell’obiettività. Spesso si dà un giudizio senza sapere, senza conoscere le ragioni dell’altro.

Quali sono a suo avviso le principali difficoltà a cui potrebbe andare incontro uno scrittore per la pubblicazione di un libro in Italia?
Poche case editrici pronte a scommettere su un esordiente, anche per colpa di una diseducazione a leggere che ha colpito la maggior parte degli italiani, anche se poi molte colpe vanno attribuite a chi dovrebbe pensare a migliorare la salute culturale di questo popolo invece di pensare a stupide lotte grammaticali come l’uso del femminile nei titoli professionali, senza considerare che molti termini al maschile sono in realtà neutri e quindi definibili sia per l’uomo che per la donna, oppure questa nuova perdita di tempo di spendere tempo e denaro per una nuova legge sull’apologia del fascismo… credo che ci siano lotte molto più importanti ed urgenti sulle quali soffermarsi…. Un popolo senz’anima e chi ci governa lo sa e sta facendo di tutto per appiattire i nostri cervelli.

Che cosa ha di diverso il suo romanzo rispetto ad altri dello stesso genere?
Credo che sia una storia nella quale, suspance, azione e ironia si amalgamano in maniera naturale. È un romanzo per tutti: uomo, donna, ragazzo.

Perché le persone dovrebbero leggere il suo romanzo?
Perché il libro è divertente, anche se parla di guerra e un libro scritto con molta ironia, quindi le persone si divertiranno leggendo il modo spassoso in cui viene raccontata la storia.

Come definirebbe Che Cinema la Vita?
Un bel romanzo d’avventura, scritto con passione e senza la pretesa di essere un libro per persone colte, ma con l’unico scopo di divertire e far divertire.

Lei come scrittore risponde ai suoi lettori su fb?
Sì, e infatti su fb parecchie persone inviano alle mie pagine dei messaggi e mi dicono che stanno leggendo il mio libro.

Attualmente in cosa sei impegnato?
Sto preparando una nuova fiction, scritta da me, dal titolo “L’albino”, e ovviamente giro per tutta l’Italia per la presentazione di Che Cinema la Vita.

Vuole aggiungere altro?
Leggete, leggete, leggete. In particolare leggete il mio libro!

Sledet.com ringrazia per l’intervista Massimiliano Buzzanca, e ad maiora!

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