Eroina: intervista al dr. Salvatore Giancane 4


“La nostra cultura dice che uno è guarito se non prende più metadone e non fa più alcuna terapia. Questo è impossibile” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Agisce sia a livello fisico che psichico l’eroina danneggiando l’organismo senza alcuna pietà, e questo lo sa bene il dr. Salvatore Giancane, noto e stimato medico del Ser che da tanti anni si occupa di assistenza e cura delle persone con problemi di dipendenza ed in particolare da droghe illegali, da alcol e da gioco d’azzardo. Con competenza e in modo semplice e chiaro il dr. Giancane ha spiegato la dipendenza e i danni causati dall’eroina, quando si va in overdose, e inoltre ha chiarito l’importanza del trattamento farmacologico per le persone che si stanno disintossicando. 

Cos’è l’eroina?
E’ un grande anestetico, non solo del corpo, ma anche dell’anima, in quanto crea un’indifferenza emotiva. Quello che c’è intorno, bello o brutto che sia, lascia indifferenti e non ha più alcuna importanza.

Dove agisce?
L’eroina agisce ovunque, sia a livello psichico che fisico: i recettori per gli oppioidi si ritrovano in quasi tutti gli organi ed i tessuti.

Qual è la via d’assunzione?
Gli oppioidi possono essere assunti in tutti i modi, infatti possono essere: ingeriti, iniettati, inalati, oppure passare per via intranasale o rettale tramite un clistere.

Ha detto tramite clistere?
Sì. Il clistere ha un effetto abbastanza rapido, non come quello per via endovenosa, ma quasi. Il retto assorbe molto velocemente.

Vi è un farmaco salvavita che è in grado di annullare tempestivamente l’effetto dell’eroina?
Esiste, e si chiama naloxone.

Quando va somministrato?
Va somministrato ad una persona incosciente per effetto di una dose eccessiva di eroina. Dalla perdita di coscienza alla morte passano circa due-tre ore. C’è quindi il tempo di intervenire.

Lei dice che c’è il tempo di intervenire, ma i fatti di cronaca ci dimostrano che non sempre questo salva la persona. Come è possibile?
Perché la persona si è iniettata eroina mentre era da sola oppure, peggio ancora, perché la chiamata non c’è.

Perché non vi è la chiamata?
Perché in Italia c’è un sistema perverso.

Che cosa intende dire?
Negli Stati Uniti (e non solo in quel Paese) esiste un principio, ovvero che la priorità è salvare la vita umana, per cui esistono delle leggi diverse da Stato a Stato, ma che dicono tutte la stessa cosa, per quello uso il plurale e non il singolare, e si chiamano “leggi del buon samaritano” e che dicono in modo esplicito che: è vietato alla polizia indagare per problemi di droga le persone che hanno chiesto aiuto per un’overdose, quindi sia le vittime che i presenti.

Sta forse dicendo che non vi è alcuna indagine?
In America c’è l’indagine legata per la violazione alla legge sugli stupefacenti che origini da un episodio di overdose se in questa sono stati allertati prontamente i soccorsi.

Invece in Italia?
In Italia invece la prima cosa che fanno è quella di chiedere chi ha venduto la dose. I giornali li leggono tutti, anche i tossicodipendenti, che imparano che se c’è un overdose può essere un problema chiamare, e quindi non chiamano. In Italia se non chiami c’è omissione di soccorso, se chiami vieni indagato. Sei comunque un colpevole e non una vittima. La priorità è trovare chi ha ceduto la dose, ovvero una delle centinaia di migliaia di dosi vendute ogni giorno.

Qual è la quantità di eroina che determina l’effetto?
Questo esiste per le sostanze che non danno tolleranza, per l’eroina dipende dalla tolleranza e quindi dalla storia che la persona ha con l’eroina.

Parlando di eroina cos’è la tolleranza?
Le persone che si fanno quotidianamente il loro mezzo grammo o un grammo di eroina, hanno un rischio di overdose molto basso, perché hanno un fenomeno che si chiama tolleranza, che viene definita impropriamente da qualcuno dipendenza fisica. La tolleranza è la risposta ridotta dell’organismo agli effetti di un farmaco a seguito di ripetute somministrazioni della stessa. La dipendenza fisica è una conseguenza della tolleranza, per cui si parla di tolleranza.

E’ per questo motivo che un tossicodipendente più passa il tempo più deve aumentare la dose per avere lo stesso effetto?
Esatto. Perché man mano che utilizza l’eroina, il suo corpo diventa più sordo, e deve aumentare la dose, ed è chiaro che una persona così ha un rischio basso, perché ha una buona tolleranza. Il nome stesso spiega il concetto.

Cosa accade invece se una persona si disintossica?
Una persona che si disintossica non ha più la tolleranza.

E chi sospende l’uso di eroina ed è in trattamento farmacologico?
Le persone che sono in trattamento farmacologico con farmaci oppioidi hanno una tolleranza indotta, che noi manteniamo volutamente, come fattore di protezione.

Quindi non vi sono rischi per chi è in trattamento farmacologico?
Le persone che sono in trattamento farmacologico non muoiono. Il trattamento farmacologico riduce il rischio di morte di almeno il 95%. Sarebbe sufficiente questo dato per dire che bisognerebbe trattare tutti.

Quali sono invece le persone a rischio?
Le persone con una lunga storia di eroina che si sono disintossicate più volte. Queste sono le persone a maggior rischio.

Per quale motivo?
Perché non hanno più tolleranza e non sono protetti neanche da quella indotta dal farmaco. A queste persone è stato insegnato che anche i farmaci sono droghe e che loro erano totalmente guariti se smettevano di prendere sostanze e anche di fare qualsiasi terapia. Il fatto però è che non sono guariti, ricadono in assenza di tolleranza e quindi muoiono. Il trattamento è importante, i farmaci oppioidi sono importanti.

Questo chi lo dice?
Tutta la letteratura scientifica. E lo dice anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che afferma che il trattamento farmacologico è l’unica terapia efficace dalla dipendenza da eroina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti sfilato una lista di farmaci essenziali, che sono quelli che non possono mancare in nessun presidio ospedaliero e territoriale.

Tra queste sostanze vi è anche il metadone?
Sì. Tra queste sostanze c’è anche il metadone.

Il trattamento farmacologico consente all’individuo di svolgere le normali attività?
Il trattamento farmacologico permette una vita completamente normale. Se uno assume la terapia e non usa altre droghe può studiare, guidare la macchina, fare dei figli, stipulare un mutuo, lavorare, pagare le tesse e pagare la sua terapia.

Quanto deve durare il trattamento farmacologico?
Nei paesi civili il trattamento farmacologico a bassi dosaggi viene mantenuto per tutta la vita.

In Italia quanto dura?
La nostra cultura dice che uno è guarito se non prende più metadone e non fa più alcuna terapia. Questo è impossibile. Il vero obiettivo e che uno si curi e torni a fare una vita normale e produttiva e lontano dall’eroina.

Quando si diventa dipendenti da eroina?
La dipendenza da eroina ha delle caratteristiche che sono comuni a tutte le dipendenze. Vi è anche però una gravissima alterazione del sistema neuroendocrino, che è delicatissimo, che si somma ai meccanismi comuni della dipendenza. Per cui uno che è portatore di una dipendenza da eroina ha una complicazione di tipo fisico, che lo costringe in ogni caso ad almeno due, tre assunzioni al giorno, altrimenti gli si scatena una grave sindrome di astinenza. La sindrome da astinenza non è mortale, ma è una delle più gravi forme di sofferenza cui può andare incontro una persona, perché sta male dappertutto: vomito, diarrea, dolori muscolari, tanto per citarne alcune. Quelli che muoiono sono quelli che si chiudono in casa cercando di guarire da soli, poi non riuscendoci escono in strada e si fanno una dose, ma ormai la tolleranza l’hanno persa e muoiono. Stesso discorso per quelli che escono da una comunità e ci ricascano.

Come è possibile disintossicarsi?
La tolleranza è un fattore di protezione. Il trattamento farmacologico mi consente di mantenere la stessa tolleranza senza tutti gli altri effetti dell’eroina. Quindi la persona non ha più bisogno di assumere l’eroina e recupera completamente e totalmente la capacità lavorativa, di guidare la macchina, di studiare e altro ancora. I pazienti stabilizzati con il metadone non si riconoscono da quelli che hanno precedenti da tossicodipendenti.

Invece come si riconosce chi fa uso di eroina?
Un occhio esperto lo vede subito, perché una persona che fa uso di eroina e non è in trattamento o è fatta o è in astinenza. Se è fatta si riconosce perché ha le pupille a spillo, ha problemi di equilibrio e tende a ciondolare in avanti. Se fa uso per via endovenosa vediamo i segni di venopuntura.

Se la persona è in astinenza, quali sono i sintomi?
Se è in astinenza ha le pupille dilatate, ha una rinorrea, cioè scolo dal naso come quando viene un’influenza, o può avere la pelle d’oca, o se gli tocchi gli fai male, anche se gli dai una carezza gli fai male.

Per quale motivo?
Perché non sentono l’effetto delle endorfine.

L’eroina quindi interferisce con il sistema endorfinico?
Sì, l’eroina interferisce con il sistema endorfinico, che tra le altre cose determina la soglia del dolore. A decidere se una certa sensazione è gradevole o crea dolore sono le endorfine. Se mancano le endorfine il risultato è un ipersensibilità al dolore, perché la soglia si sposta in basso.

L’eroina negli anni è sparita?
Mai, glielo posso assicurare. Curo eroinomani da 30 anni ed il lavoro non mi è mai mancato. Ha solo cambiato faccia e se la cerchi con la faccia di prima non la trovi.

Chi sono i tossicodipendenti di oggi?
Ci sono vari trend. I gruppi di tossicodipendenti sono molto diversificati e non sono in contatto tra loro. Prima tutti erano “i tossici”, adesso abbiamo quelli che la usano per lavorare, i ragazzini che la fumano, quelli che sono in piazza vecchia maniera. Noi continuavamo a cercare i tossici per strada ma quelli sono diminuiti perché ci sono altri tipi di consumatori adesso, che sfuggono a qualsiasi forma di rilevamento.

E’ in aumento tra i giovani?
Fra i giovani è in aumento. L’aspetto più preoccupante è che in qualche modo ai giovani dell’eroina non è stato spiegato nulla. La mia generazione sa molto bene cos’è l’eroina.

Le droghe sono tutte uguali?
Le droghe non sono tutte uguali e non fanno tutte male allo stesso modo. La droga (al singolare) è solo una categoria morale e come tale non esiste. Esistono invece le droghe e sono tutte diverse per effetti, natura chimica, modalità di consumo, danni, prognosi e terapia. L’eroina è la peggiore e non va banalizzata, degradandola allo stesso livello delle canne. Questo è stato il messaggio che irresponsabilmente è stato diffuso negli ultimi anni: si voleva alzare il livello di attenzione sulla cannabis, ma l’unico effetto sortito è stata la banalizzazione dell’eroina.

Quali sono le conseguenze per chi fa uso di eroina?
Tante, ma dobbiamo fare una grossa distinzione, fra gli effetti dell’eroina in quanto tale, gli effetti delle sostanze da taglio e le patologie correlate dall’uso dell’eroina, che sono tre cose diverse.

Quindi?
Tante. Quelli dell’eroina come tale sono soprattutto la grave dipendenza ed il rischio di morte. Poi ci sono le conseguenze delle cosiddette patologie correlate: HIV, epatite etc. Senza trascurare le conseguenze delle ripetute overdose, perché ogni volta che una persona va in overdose la quantità di ossigeno al cervello diminuisce e si perde un po’ di cervello: le demenze precoci sono sempre più comuni nei vecchi eroinomani. Inoltre, continuando ad usare eroina l’individuo è sempre meno abituato a soffrire e tollera sempre meno la sofferenza. Queste sono solo alcune, potremmo continuare per ore.

L’eroina è una malattia pervasiva?
Esatto, l’eroina è l’unica malattia che non risparmia nessuna sfera di cui è fatto l’individuo, quindi: fisica, psicologica, familiare, sociale, economica, relazionale, legale, per questo viene definita una malattia pervasiva. Metterla insieme agli altri usi di sostanze o alle altre dipendenze è un pensiero criminale, poco scientifico e moralista. E la morale alla cura non serve a nulla.

Che cosa vuol dire alle persone che leggeranno l’intervista?
Di non usare mai la parola droga, ma droghe. Poi devono rifiutare il concetto che le droghe sono tutte uguali. Bisogna tener ben presente che ci sono droghe mortali, e che l’eroina fra queste è la prima. Le droghe andrebbero inserite come materia d’insegnamento nella scuola dell’obbligo, anzi a scuola dovrebbero insegnare tutte le sostanze potenzialmente abusabili. Per un motivo semplice, perché l’informazione è la migliore difesa, protegge sempre, qualunque sia la scelta che uno decide di fare.

Come si può attuare un piano di prevenzione?
Soprattutto tramite informazione. Un’informazione obbiettiva, scientifica e non terroristica, che tiene contente le mamme ma è priva di qualsiasi efficacia. Una persona informata può fare due scelte: o giudicherà le informazioni che ha ricevuto sufficienti a farla desistere per sempre dall’assumere droghe, oppure se deciderà di usarle avrà gli strumenti per farsi meno male possibile, per non morire e saprà cosa fare se decide di smettere. La cultura difende. Sempre. Le informazioni esagerate o a sfondo morale, invece, aumentano i danni da droghe.

Sledet.com ringrazia per l’intervista il dr. Salvatore Giancane.


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4 commenti su “Eroina: intervista al dr. Salvatore Giancane

  • Gaia Veronesi

    Io ho avuto una storia di abuso di sostanze, benchè non eroina, 25 anni fa. Ovviamente strasuperata, con dolore e tenacia (e terapie). Questa intervista è VANGELO. Soprattutto, l’unica vera prevenzione è l’informazione. Ti aiuta a evitare, e se non eviti magari ti fai meno male.

  • Guglielmo Puzzo

    Dalla droga di strada alla droga di Stato. Quindi al ragazzo tossico lo condanniamo a vita a prendere metadone. Volete scherzare ? Conosco centinaia di ragazzi, che dopo un percorso comunitario, ora svolgono un vita normale: lavorano, si occupano responsabilmente dei loro affetti e delle persone con cui si relazionano. Hanno riscoperto la propria dimensione vitale. Il metadone li avrebbe trasformati in zombi ! Mi spiace dott. Giancane contraddirla, le sue considerazioni non sono né verità assolute, ne’ scientifiche, la mia esperienza trentennale di professionista dell’aiuto mi porta a pensarla diversamente da lei. Buona giornata