Legge Antifumo: intervista all’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia


“La Legge prevede il divieto di fumare in tutti i luoghi aperti al pubblico e in tutti i luoghi di lavoro” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Fu il prof. Girolamo Sirchia, ex Ministro della Salute, che con la Legge antifumo introdusse in Italia il divieto di fumo in tutti i luoghi aperti al pubblico e in tutti i luoghi di lavoro, per salvaguardare così i diritti dei non fumatori che loro malgrado sono stati costretti per troppo tempo ad inalare il fumo del tabacco, causando così dei danni alla salute. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto il prof. Sirchia che ha parlato della Legge antifumo, e non solo.

E’ con l’entrata in vigore della sua Legge antifumo che si è tutelata la salute dei non fumatori. Che cosa prevede?
La Legge 16 gennaio 2003, n. 3, art. 51 (Tutela della salute dei non fumatori) prevede il divieto di fumare in tutti i luoghi aperti al pubblico e in tutti luoghi di lavoro. Essa intende così salvaguardare i diritti dei non fumatori a non essere intossicati dal fumo di tabacco. Chi vuole fumare può fumare solo se non danneggia gli altri. Non vi è quindi alcun proibizionismo. Ma solo parità di diritti tra non fumatori e fumatori. E’ cambiato così il diritto dei non fumatori a non subire danni dal fumo passivo.

Quali sono gli effetti del tabagismo sulla salute delle persone?
Sappiamo che i principali danni sono a carico del sistema cardiovascolare e dell’apparato respiratorio, ma in realtà tutti i tessuti dell’organismo sono danneggiati dalle sostanze tossiche presenti nel sangue circolante del fumatore. Anche la frequenza dei tumori è più elevata in chi fuma rispetto a chi non fuma.

Quali sono le sostanze chimiche presenti nel tabacco e che vengono quindi inalate dal fumatore?
Il tabacco combusto produce circa 4 mila sostanze tossiche, molte delle quali cancerogene di alto pericolo. Alcune di queste sostanze sono volatili, altre non lo sono e si depositano sugli oggetti che vengono a contatto con il fumo. Questo spiega perché il pericolo di intossicazione da fumo persista nel tempo e continui a produrre danni (la cosiddetta contaminazione di terza mano, dopo la prima costituita dal fumo inalato direttamente dal fumatore e dalla seconda derivante da quello inalato passivamente dai presenti). I danni del fumo passivo sono gli stessi del fumo attivo, ancorché meno intensi.

Che cosa si è osservato dopo l’introduzione della Legge?
Dopo l’introduzione della Legge, sia in Italia che all’estero, si è osservato un calo dei ricoveri per infarto miocardico del 10 – 20% e altrettanto dicasi delle malattie respiratorie. Molte persone possono oggi frequentare ambienti che un tempo erano loro interdetti per la presenza di fumo. Va tuttavia ancora sottolineato che i veleni circolanti nel sangue del fumatore attivo o passivo danneggiano tutte le cellule dell’organismo, portandovi tossine e riducendo l’apporto di ossigeno. Ciò spiega come il fumo di tabacco sia responsabile dell’11,3% di tutte le morti registrate ogni anno nel mondo, come evidenziato dal Global Burden of Disease Study nel 2015.

I danni per la salute sono gli unici provocati dal tabacco?
I danni per la salute non sono tuttavia gli unici provocati dal tabacco. Anche i danni ambientali sono notevoli giacché le coltivazioni del tabacco esigono l’uso di molti pesticidi e fertilizzanti, prodotti che inquinano i terreni e le falde acquifere; sono inoltre responsabili di molti disboscamenti per acquisire terre vergini per la coltivazione.

Esiste una soglia minima di sigarette giornaliere che la persona può fumare senza subire danni per la salute?
Non esiste una soglia di sicurezza minima di sigarette: vi è, ovviamente, un rapporto di dose/effetto, ma anche poche sigarette danneggiano la salute. E smettere di fumare è comunque salutare ad ogni età: già dopo poche settimane, infatti, i rischi dal fumo diminuiscono, ma perché si avvicinino a zero esigono molti anni. A mio giudizio è incomprensibile come oggi le persone, pur sapendo i rischi che affrontano, possano continuare a fumare e non basta, purtroppo, la conoscenza per indurli a smettere.

La nicotina causa assuefazione?
La nicotina causa un’assuefazione, alla stregua di altre droghe, ed è quindi necessario che lo Stato metta in atto misure di contrasto sempre più forti (allargamento del divieto di fumo, aumento del prezzo delle sigarette, prevenzione dell’iniziazione al fumo nei ragazzi, contrasto alla pubblicità occulta del tabacco), mentre il fumatore per smettere deve affidarsi ai Centri antifumo che esistono numerosi nel nostro Paese.

Sledet.com ringrazia per l’intervista il prof. Girolamo Sirchia.

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