Una residenza per gli artisti: intervista all’artista Gaetano Russo 2


“Le opere realizzate in questo luogo dagli artisti andranno a creare un piccolo museo” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Un progetto innovativo e originale quello ideato e creato dal noto artista, Gaetano Russo che con le competenze in materia, ha messo su un’iniziativa artistica che punta al lavoro svolto di artisti di fama non solo nazionale ma anche internazionale. Residenza d’artista tenuta masseria Fontana dei Fieri a Pietrelcina, questa è la location scelta da Russo, per far interagire i vari artisti con la natura, in un ambiente diverso da quello che può essere il classico studio. L’artista alloggia nella tenuta della famiglia Boffa a titolo gratuito, e ha quindi la possibilità di potersi sbizzarrire nella realizzazione delle loro opere, con creatività, ma con la capacità però di interagire con l’ambiente che gli circonda. Le opere che di volta in volta verranno realizzate, verranno poi collocate in un museo. L’artista Gaetano Russo, sta riscuotendo per questa sua iniziativa un grande interesse, e non solo dagli addetti ai lavori.

Residenza d’artista tenuta masseria fontana dei fieri. Come nasce l’idea?
La Residenza d’artista non è altro che un sogno che si avvera, perché sono tanti anni che volevo realizzare insieme ai miei fratelli Michele, Riccardo e Lella, nella rocca di Torre Mare a Metaponto con il contributo di Francis Ford Coppola, nostro affezionato cugino, un luogo dove ogni artista “degno di questo nome”, potesse trovare un luogo che io definisco dell’anima. Nasce quindi così, da un mio approccio istintivo in un posto in cui mi sono ritrovato per caso durante uno spettacolo teatrale che realizzavamo in quel luogo. Da lì ho conosciuto questa splendida collina, tutto masseria che si chiama Fontana dei Fieri, sopra Pietrelcina e Benevento. E’ nata casualmente dall’incontro con la famiglia Boffa, i proprietari di questa residenza e la mia ospitalità in quel luogo che mi ha dato modo di scoprire tante piccole cose che mi hanno fatto pensare a questo.

Quindi?
A completamento di questa missione la famiglia Boffa, proprietari della struttura, mi hanno fatto vedere una stalla che era molto grande, e che poteva essere utilizzata per il mio progetto anche perché realizzata in paglia, creta e muratura per cui con una bella architettura, e che mi dava la possibilità di poter fare delle cose. Parlando quindi con loro è nata questa idea di portare figure di artisti nazionali e internazionali di prestigio, per un periodo che abbiamo stabilito di circa 15 giorni. Ogni artista all’interno della struttura alloggia senza spendere soldi, e ha la possibilità di creare le opere in un clima differente da quello in cui normalmente è abituato, infatti qui l’artista interagisce con il luogo e con le persone del posto.

Le opere realizzate dagli artisti dove vengono collocate?
Le opere realizzate in questo luogo dagli artisti andranno a creare un piccolo museo che condivideremo poi con la cittadina di Pietrelcina.

Qual è il suo ruolo all’interno della struttura?
Il mio è un ruolo di responsabilità dovendo scegliere appunto gli artisti che potranno alloggiare nella residenza, quindi io sono quello che seleziona gli artisti che arrivano.

Il suo è quindi un ruolo importante?
Un ruolo importante, anche se, senza il supporto pieno e galvanizzante della famiglia Boffa, non credo sarebbe stato possibile ideare tutto ciò. Tutto è permeato da profumi di una natura incontaminata, nei paesaggi, nei sapori di una enogastronomia avvolgente di silenzi palpitanti.

Su cosa si basa la sua selezione?
Ovviamente si basa sulle qualità dell’artista, ma anche sulla capacità di connettersi con questa realtà e poterla poi condividere con gli altri. Non tutti gli artisti hanno la capacità di condividere con gli altri, quindi c’è una seleziona anche sotto questo aspetto.

A chi guarda il progetto?
Il progetto, che guarda un po’ più alla commistione con la gente, gli artigiani e soprattutto i bambini o giovanissimi, un interazione continua, se pur monitorata con tutte le realtà di un luogo che pian piano va verso l’azione creativa e viceversa. D’altronde, come mi piace dire, nessun successo può definirsi tale, se non è condiviso.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Gaetano Russo, e ad maiora!

 


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