Intervista all’attrice Queralt Badalamenti


“Ho sempre amato scrivere, dipingere e cantare, ma nessuna arte è mai riuscita a soddisfarmi come la recitazione” 

Intervista di Desirè Sara Serventi

Quando si parla di spot pubblicitari le luci dei riflettori sono puntati su Queralt Badalamenti, nota e stimata attrice pubblicitaria. E’ testimonial di importanti campagne pubblicitarie, nelle quali riesce sempre ad attirare l’attenzione non solo sul prodotto pubblicizzato ma anche sulle sue evidenti doti artistiche. L’attrice sta riscuotendo un grande successo, infatti quando si trova sul set ciò che emerge, oltre al suo evidente talento nella recitazione, è sicuramente l’armonia con la quale riesce a combinare le sue abilità dialogiche con quelle mimiche, elemento questo indispensabile nel settore. Il suo talento nella recitazione non è passato certamente inosservato, ed è infatti per questo che con naturalezza è riuscita a fare il grande salto nel mondo del cinema con il film “La sindrome di Antonio” di Claudio Rossi Massimi. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Queralt Badalamenti che si è raccontata.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
Che mi chiamo Queralt Badalamenti (il nome si pronuncia Karàl), vivo a Milano, città in cui sono nata. Faccio l’attrice, un lavoro che amo e sono grata ogni giorno di poter vivere facendo ciò che amo.

Quando è nata la passione per la recitazione?
Non tanto tempo fa, diciamo 3/4 anni fa. Ho sempre amato scrivere, dipingere, cantare ma nessuna arte è mai riuscita a soddisfarmi come la recitazione.

Quando ha iniziato con gli spot?
Ci tengo a precisare che sento che il mio percorso sia appena iniziato. Ho molto da imparare e non vedo l’ora di fare nuove esperienze lavorative. Amo mettermi in gioco. Ho iniziato con gli spot nel 2013/2014, (cosa che continuo a fare perché mi diverto da morire) poi ho fatto la protagonista della serie “Sguinzagliate” e lo scorso novembre è uscito al cinema “La sindrome di Antonio” con la regia di C.R.Massimi prodotto da Imago e Draka.

Quale reputa l’esperienza più significativa per la sua carriera?
Sicuramente girare “La sindrome di Antonio” mi ha insegnato moltissimo. Però devo dire che cerco di trarre insegnamento da ogni singola esperienza lavorativa, anche dalla più piccola.

Lei è uno dei volti più noti, quando si parla di pubblicità. Qual è la principale difficoltà in questo campo?
Mi sento veramente grata per tutto l’affetto che le persone hanno per me. E non smetterò mai di ringraziarle abbastanza per il loro supporto. Nel mio campo la difficoltà è soprattutto emotiva al momento del casting.

Che cosa intende dire?
Spesso per noi ragazze i casting sono più delle “prove di bellezza” che delle “prove di abilità”. Spesso è svilente dover essere paragonata ad altre 100 ragazze ed essere trattata come un numero. Devo ammettere che ancora dopo anni di provini non è semplice.

Come vanno affrontati i casting?
Con leggerezza: se vanno bene… va bene, se vanno male… pazienza! Ci riproviamo la prossima volta!

Cosa c’è dietro uno spot?
Un mondo! Dietro 15 o 30 secondi ci sono settimane di duro lavoro in cui io sono solo uno dei mille anelli che compongono la catena del mondo pubblicitario. Ci sono i clienti, l’agenzia creativa, il regista che partecipa ad una gara, la casa di produzione, le riunioni, i casting Director, i casting, la fotografia, lo staff, la scelta della location, degli attori, degli outfit, del trucco e altro ancora.

Lei è approdata nel mondo del cinema con il film “La sindrome di Antonio”. Come è avvenuto il passaggio dalla pubblicità al cinema?
Non smetterò mai di ringraziare C.r. Massimi e Lucia Macale per avermi scelta. So che mi hanno vista in qualche pubblicità e si sono incuriositi. Mi hanno contattata e dopo vari provini ho ottenuto la parte della protagonista.

Vuol parlarci del film?
È un film nostalgico e romantico. È la storia di un’estate speciale vissuta da un ragazzo romano in Grecia dove conosce se stesso. Questo film merita di essere visto e vissuto.

Sul set lei interpreta il ruolo di Maria. Cosa può dire riguardo al suo personaggio?
Maria è il personaggio femminile che ho sempre voluto interpretare. È una ragazza cresciuta prima del dovuto, che si trova ad affrontare una realtà molto difficile (la dittatura dei colonnelli) ma non riesce a celare un lato dolce e romantico proprio della sua giovane età.

Che tecniche ha utilizzato per calarsi nel personaggio da interpretare?
Mi sono lasciata guidare dal regista. Mi sono fidata di lui e lui di me ed insieme siamo riusciti (spero) a ricreare questo personaggio ricco di sfumature.

Vuol raccontare un aneddoto che le è capitato sul set del film?
Le riprese sono durate molto in quanto cambiavamo spesso location e dovevamo viaggiare molto. Gli aneddoti sono molti perché si era creato un rapporto di amicizia tra tutto lo staff. Sembrava quasi di essere in gita, tutti negli stessi alberghi, tutti in pullman insieme. I luoghi che abbiamo visitato sono tra i più belli mai visti in vita mia e ricordo con molto affetto i cenoni fatti all’aperto in qualche località sul mare.

Che cosa ha rappresentato per lei questa esperienza lavorativa?
Una svolta. Un passo in avanti.

Qual è la principale differenza che ha incontrato nel recitare per la pubblicità e recitare invece per il cinema?
Sono due cose totalmente diverse. Per la pubblicità i movimenti e le parole devono essere precisi, perché nel 15-30 secondi di set le azioni devono essere calcolate al massimo. Per il film ho potuto calarmi nel personaggio, dare la mia interpretazione, prendermi il tempo di vivere le emozioni ed è stato bellissimo.

Chi è Queralt quando sta lontano dal set?
Una vecchia dentro! Scherzo, amo la tranquillità della mia casa. Adoro uscire a cena con gli amici o cucinare insieme a loro. Sono una malata di serie tv ed ho un cane ed un gatto simpaticissimi che mi occupano le giornate. Appena posso viaggio in località esotiche. Adoro l’Oriente.

Che consiglio vuol dare alle ragazze che vorrebbero intraprendere la sua professione?
Di trovarsi un piano b per mantenersi almeno all’inizio. Purtroppo questa carriera non è remunerata abbastanza. Molte volte ci sono progetti interessanti con poco budget e per prendervi parte bisogna trovare autonomia facendo altro, magari un lavoretto serale.

Attualmente in cosa è impegnata?
Sto scrivendo un diario nel blog di una mia amica blogger, (le funky mamas). Continuo a girare pubblicità e da settembre partiranno due progetti molto belli di cui vorrei tanto parlare ma è ancora troppo presto.

Vuole aggiungere altro?
Vorrei ringraziare chi ha creduto in me e chi continua a supportarmi.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Queralt Badalamenti, e ad maiora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *