Intervista a Davide Bendotti: campione italiano di slalom paralimpico


“Ho vinto due Campionati Italiani di slalom speciale, un podio in Coppa Europa e altri buoni piazzamenti sempre in questo circuito” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Ogni qual volta Davide Bendotti, attuale Campione Italiano di slalom paralimpico, sta sulle piste da sci l’interesse generale cresce vertiginosamente, in quanto il talento, lo stile e la preparazione atletica che può vantare sono tutti elementi e caratteristiche ben tangibili in ogni gara. La sua attività agonistica ha inizio in un modo drammatico: comincia in seguito ad un incidente motociclistico che gli ha causato la perdita di una gamba, ma Davide è uno che non si abbatte facilmente, infatti in seguito ad un pesantissimo e costante allenamento ha vinto due Campionati Italiani di slalom speciale e ha raggiunto il podio in Coppa Europa. La determinazione e la grinta sono fattori ben visibile in Bendotti, che riesce ad affascinare il pubblico ogni qual volta sta sulla pista. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto il campione Davide Bendotti, che si è raccontato.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
Sono un ragazzo a cui la vita ha tolto ma al tempo stesso dato tanto. Un incidente in moto ha cambiato la mia vita, ma io cerco di essere più forte di quello che mi è capitato!

Quando è nata la sua passione per il mondo dello sci?
Diciamo che nasce da piccolo. Abito in montagna a pochi metri dagli impianti e dalle piste da sci, quindi ci sono abbastanza abituato, anche se, prima dell’incidente non ho mai fatto gare, ma sciavo per divertirmi con gli amici.

Quando si è avvicinato allo sci alpino e nello specifico allo slalom?
Un giorno mia mamma era a sciare nel comprensorio di casa e ha visto un ragazzo monogamba sciare molto bene, allora l’ha fermato e gli ha spiegato la nostra situazione; così me l’ha presentato e da quel giorno abbiamo organizzato un’uscita insieme sulla neve. Lo slalom è la disciplina preferita da chi scia solo con una gamba come me, forse è quella che ci vien meglio e più facilmente!

Lei fa parte della Polisportiva Disabili Valcamonica. Qual è il primo insegnamento che le hanno dato?
Il rispetto reciproco tra atleta e società; e che lavorando bene insieme, con il massimo impegno si possono ottenere grandi cose.

Il suo esordio nello sci alpino paralimpico?
Nei Campionati Italiani nel Marzo 2014. L’esordio internazionale invece, l’ho fatto nel gennaio del 2015 a Rinn, in Austria, e da lì che è iniziato tutto, e siccome se io mi fisso su una cosa, voglio ottenerla, sto dando il massimo.

Infatti i risultati in pista per lei non si stanno facendo attendere?
Ho vinto due Campionati italiani di slalom speciale, un podio in Coppa Europa e altri buoni piazzamenti sempre in questo circuito. Si può e si deve fare di più!

Qual è la principale difficoltà in questo sport?
Forse è quella di trovare la neve, perché non è uno sport come gli altri, e se la neve è presente in inverno, in estate diventa un problema. Se continua con questo caldo, non so dove si andrà a finire. Poi è ovvio che uno sportivo ad alti livelli debba fare tanti sacrifici, anche perché l’allenamento da fare è tanto, come in qualsiasi altro sport.

La sua specialità è lo slalom speciale?
Lo slalom speciale è la disciplina più adatta per noi “monogamba”, ed è per questo che mi ritengo uno specialista.

Che cosa intende dire?
Diciamo che è la disciplina meno veloce rispetto alle altre, e lo sci corto molto sciancrato è più semplice da utilizzare.

Mi permetta, ma lei ha detto che è una disciplina più adatta per voi monogamba, per quale motivo?
Sì. Noi siamo più avvantaggiati perché con una gamba riusciamo a fare una linea più stretta, rispetto a una persona con due gambe, anche se poi ovviamente non è semplice. E’ sicuramente molto tecnica, perché ci sono i pali a destra e a sinistra messi a circa 10 mt di distanza, e in più ci sono diverse figure. La particolarità di questa disciplina poi, è che c’è l’abbattimento del palo, mentre nelle altre bisogna girarci attorno.

C’è una gara che ricorda più delle altre?
In questi anni sono molte le gare che mi hanno dato tanto, anche perché nella crescita di un atleta ogni gara, sia vada bene, sia vada male, permette di fare esperienza. Le gare aiutano a vincere alcune paure presenti prima di affrontarle.

Vuol parlare dei mondiali dello scorso anno?
I mondiali dell’anno scorso sono stati un bel traguardo. Essere presente per rappresentare la tua nazione, è sempre una cosa particolare. Emozionante.

Vuol descrivere una sua giornata di allenamento?
Inizio la mattina presto e vado o in piscina o in palestra o in bici, in base al tipo di lavoro che devo svolgere. La giornata è sempre piena, in particolare quando siamo in giro con la squadra.

Qual è il sacrificio più grande in questa professione?
Sto facendo una cosa che mi piace e vado dritto per la mia strada, non vedo alcun tipo di sacrificio.

Lei è l’attuale Campione Italiano di slalom paralimpico. Che cosa rappresenta per lei?
Due anni fa ho vinto il primo titolo italiano, e l’anno scorso mi sono ripetuto. Ripetersi per due anni consecutivi è sempre bello. Sicuramente rappresenta un piccolo premio per la mia crescita, e per tutto l’impegno che ci sto mettendo.

Le capita che qualcuno nutra dei dubbi riguardo le sue capacità, prima di vederlo in pista?
Mi capita spesso che, arrivando al bar prima di fare un allenamento, la gente mi guarda come per dire: “ma guarda questo poverino non ha una gamba, dove vorrà andare”. Poi invece quando mi vedono fare non solo l’allenamento, ma addirittura farlo meglio di loro, allora vengono a complimentarsi.

Chi è Davide?
Davide è uno che non si arrende mai, uno testardo che se si fissa su una cosa, la vuole ottenere a tutti i costi.

Che cosa rappresenta per lei lo sci?
In questo momento per me rappresenta tutto, è la mia vita. Mi ha cresciuto molto sia come persona sia come atleta. Mi ha permesso di conoscere un sacco di gente e vedere posti bellissimi.

Che consiglio vuol dare ai giovani che vorrebbero dedicarsi a questo sport?
Lo sci è uno sport faticoso, bisogna fare tanti sacrifici, la sveglia per gli allenamenti suona sempre molto presto, sia in estate che in inverno, e poi le condizioni meteo sono quelle che possono creare dei problemi. Diciamo che non è uno sport semplice da praticare. Comunque credo che per i ragazzi vedere certe cose li possa aiutare più di qualsiasi altra spiegazione.

Attualmente in cosa è impegnato?
L’obiettivo principale è quello di allenarsi al massimo per cercare di arrivare pronto alle prossime paralimpiadi.

Progetti?
Non mi piace progettare troppo a lungo termine, preferisco magari, crearmi dei piccoli obiettivi e mantenerli pian piano, poi una volta raggiunto, cambio l’obiettivo e lavoro per questo. La vita può cambiare da un momento all’altro, e l’ho già provato sulla mia pelle. Vedremo come andranno le cose.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Davide Bendotti, e ad maiora!

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