The stranger: intervista a Salvatore Ruocco


“The stranger è un cazzotto contro il razzismo, contro ogni forma di discriminazione” 

Intervista di Desirè Sara Serventi

Nuova esperienza lavorativa per l’attore Salvatore Ruocco che, dopo aver dimostrato con successo il suo talento in campo recitativo, e aver lavorato per importanti registi ed aver partecipato ad importanti Festival internazionali, ha deciso di ampliare i suoi orizzonti professionali su un nuovo progetto che racconta un problema sociale, ovvero, quello del razzismo. Ed è per questo che munito semplicemente di un iPhone, ha realizzato un documentario dal titolo “The stranger”, in cui viene raccontata la storia vera di un uomo, vittima di pregiudizi e di razzismo. Un documentario “The stranger”, che non vuole meravigliare il pubblico per via degli effetti speciali o delle scenografie studiate a tavolino, ma punta a raccontare in maniera semplice e chiara una storia, così come è, e come deve essere raccontata, senza dilungarsi troppo in parole, o in scene che possano in qualche modo rubare la scena alla vicenda raccontata. Un urlo contro il razzismo, è questo quello che ha voluto gridare a gran voce Ruocco in questo suo documentario, e che mette sicuramente le basi per dar lui la possibilità di crearne dei nuovi e interessanti progetti. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Salatore Ruocco, che ha parlato di The stranger.

Lei ha recentemente realizzato un documentario dal titolo “The stranger”. Come è nata l’idea?
Conosco tanti ragazzi di colore che hanno subito atti di razzismo. Un giorno un ragazzo, che poi diventerà il protagonista di The stranger, mi raccontò quello che gli era capitato. Così ho voluto regalargli con i miei mezzi (il cinema) un urlo contro il razzismo.

Su cosa ha voluto puntare principalmente il suo progetto?
Credo che il razzismo si alimenti della prepotenza di questo mondo, oggi più che mai. Anche se in questo momento storico non lo definirei più razzismo, bensì ignoranza, che è ancora più pericoloso. Siamo nel 2018 e c’è ancora chi guarda al colore della pelle. Assurdo!

The stranger è stato girato con un iPhone. Scelta voluto o subita per mancanza di fondi?
E’ stata pienamente voluta la scelta di girare con l’Iphone. Volendo potevo mettere su una troupe senza problemi. Filmare con un iPhone non è affatto semplice. Ma come dico sempre: per fare un film non ci vuole una grande troupe, ma un grande cuore.

Cosa ha significato per lei la realizzazione di The stranger?
Una grossa soddisfazione. Per me The stranger è un “cazzotto” contro il razzismo, contro ogni forma di discriminazione e odio. Non è che il mio progetto riuscirà ad arginare il problema, ma più se ne parla, meglio è.

Che cosa ha di diverso il suo documentario rispetto ad altri dello stesso genere?
Il tempo! In soli nove minuti affronto un tema che dilaga da anni nel mondo, e tutto con una ventata di emozione pura. Ho scelto una delle tante storie, una sola. Insomma è un progetto che fa riflettere al riguardo.

Questa è stata per lei la prima esperienza dietro la camera, cosa può dire a riguardo?
Mi piace tantissmo dirigere, ma prima di tutto sono un attore, un attore, che ha lavorato con grandi registi cui film hanno partecipato ad importanti Festival a livello mondiale. Punto su Salvatore Ruocco attore, ma da oggi anche regista. Non mi fermerò mai.

Attualmente in cosa è impegnato?
A breve parto con due progetti. Ma non dico altro.

Progetti?
Per la mia prossima regia, voglio dirigermi.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Salvatore Ruocco, e ad maiora!

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