Intervista a Giovanni Nuti sul Premio Prato di poesia 1


“La poesia non è televisiva, cinematografica, magari può essere teatrale, ma di un teatro di non facile fruizione”

Intervista di Desirè Sara Serventi

E’ il vicepresidente del comitato per il Premio Prato di Poesia, Giovanni Nuti, noto medico, musicista e poeta che ha parlato ai nostri microfoni di questo importante concorso, e di come esso sia interamente dedicato alla poesia edita. A valutare le opere degli autori oltre che lo stimato dottor Giovanni Nuti, ci saranno lo scrittore Simone Lisi, l’insegnante di lettere Serena Magnini, lo psicologo e psicoterapeuta Lamberto Scali e Giulia Vinditti Fini promotrice del premio.

Lei è il vicepresidente del comitato per il Premio Prato di Poesia. Come nasce questo premio?
Nasce dalla volontà e dal sentimento di Giulia Vinditti Fini, emerita insegnante di lettere al Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale Cicognini di Prato. Suo figlio Nicola Fini, medico, scomparso prematuramente, aveva la poesia come amore segreto e inconfessato. Dopo la sua morte la madre ha scoperto le sue carte e ha voluto onorare il ricordo del figlio e il suo amore per la letteratura con questo premio.

Vuol parlare nello specifico di questo premio?
È dedicato alla poesia edita, cioè alla forma di editoria più difficile e nascosta della nostra cultura. Difficile, perché riguarda l’intimità e la sincerità dell’essere, e sappiamo quanta fatica facciamo ad accostarci alla verità della vita e del mondo; quanta fatica facciamo per trovare parole che non tradiscano questa verità radicale. Nascosta, perché in fondo la poesia non ha un mercato, mette a dura prova un editore, è “roba per gente sfigata” come dice sempre un mio amico poeta. La poesia non è televisiva, cinematografica, magari può essere teatrale, ma di un teatro di non facile fruizione. La poesia non è un selfie.

A chi è rivolto il concorso?
E’ rivolto a tutti gli autori che hanno pubblicato, negli ultimi dieci anni, una silloge poetica o un poema in lingua italiana.

Qual è lo scopo di quest’evento?
Forse pochi sanno che, fino al 1991, Prato ha avuto un premio letterario molto importante, non meno importante del Premio Strega. Un premio letterario che dal 1948 al 1991 ha visto, sia in giuria che come partecipanti, i più grandi scrittori italiani: Alberto Moravia, Eugenio Montale, Italo Calvino, Gianni Rodari, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini, Alberto Bevilacqua, Giorgio Bocca, Norberto Bobbio, Primo Levi. Quindi, da una parte c’è in noi il desiderio di onorare queste radici culturali, nella speranza che il Premio Prato di Poesia dia nuova linfa alla vita letteraria della nostra città, insieme ad altre realtà culturali già operanti; dall’altra c’è la volontà di sostenere quegli autori e editori che hanno il coraggio di dedicarsi anima e corpo alla poesia.

Chi valuterà le opere degli autori?
La giuria è composta da figure che attraversano ambiti apparentemente differenziati della nostra cultura: Simone Lisi, scrittore; Serena Magnini, insegnante di lettere e poetessa; io Giovanni Nuti, medico, musicista e poeta; Lamberto Scali, psicologo e psicoterapeuta; Giulia Vinditti Fini, emerita insegnante di lettere e promotrice del premio.

A suo avviso la poesia che posto occupa nel nostro Paese?
Nonostante l’avvento di internet abbia determinato un aumento di produzione e consumo del linguaggio poetico, la poesia, rappresenta un ambito sommerso della cultura, soprattutto italiana. Si crede sempre di più che le discipline umanistiche siano un passatempo, una decorazione o al peggio un ostacolo alla modernità. Eppure io credo che queste discipline siano essenziali anche per un vero progresso scientifico, “vero” perché non dimentica la questione centrale dell’Uomo, come ha indicato la sintesi operata da uno fisico come Erwin Schrödinger nel suo “Scienza e Umanesimo”.

Quando si terrà la premiazione?
Nella Primavera del 2018. La sede e la data definitive devono essere ancora concordate tra l’Amministrazione del Comune di Prato e il Comitato promotore del premio.

Le domande di partecipazione quando devono essere inviate?
Entro il 31 Dicembre 2017, farà fede il timbro postale, ovviamente.

Qual è la prassi da seguire per partecipare al concorso?
I partecipanti dovranno inviare, liberi da alcuna tassa d’iscrizione, 5 copie dell’opera pubblicata, in busta chiusa, al seguente indirizzo di casella postale: Comitato per il Premio Prato di Poesia – Nicola Fini, casella postale 5, ufficio postale Prato 12, 59100 Prato, insieme ai dati personali dell’autore. Per maggiori informazioni sul bando si può vistare il sito del premio www.premiopratopoesia.org.

Che cosa vi aspettate da questo evento?
Speriamo che le persone leggano senza fretta, con maggiore profondità, che la poesia diventi un luogo dell’anima dove abitare, ma soprattutto che ci si apra sempre di più alla bellezza della vita e del mondo, proprio oggi che tutto sembra cosi difficile, crudo e mercificato. Sì! Nonostante tutto.

Vuol dire qualcosa ai giovani che vorrebbero partecipare al concorso?
Vorrei dire che la poesia è sempre giovane, che la poesia è la voce della speranza anche quando nasce dal dolore più profondo.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Giovanni Nuti, e ad maiora!


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Un commento su “Intervista a Giovanni Nuti sul Premio Prato di poesia

  • Elisabetta Vannini

    Tanti auguri per il Premio Prato e in questa occasione ricordati che tutti codesti personaggi che hai citato hanno una bella conversazione epistolare con mio.padre reperibile alla biblioteca Lazzerini.Ed anche se non siamo più amici ricordati.che questa per me è una notizia entusiaante.Auguri di muovo a tutta l’Equipe e un grosso in bocca al.lupo,mio padre sarà con te Giovanni.