Intervista a Isabella Delle Monache, che ha parlato del film Cuori Puri


“L’esperienza di Cannes è stata un regalo grande e inaspettato. Essere lì, in un contesto cinematografico internazionale, è un valore aggiunto al mio esordio cinematografico”

Intervista di Desirè Sara Serventi

E’ tenace e determinata la giovane attrice Isabella Delle Monache, che ha debuttato nel mondo del cinema nel migliore dei modi. E’ infatti reduce dal successo conseguito al Festival di Cannes, dove è stato presentato il film “Cuori Puri” di Roberto De Paolis che vede sul set attori del calibro di Stefano Fresi ed Edoardo Pesce, giusto per citarne alcuni. Isabella tiene molto alla sua formazione artistica, ha infatti frequentato la scuola professionale di recitazione “Teatro Azione”, e ha inoltre seguito, e segue tutt’ora, numerosi seminari per ampliare il suo bagaglio formativo. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Isabella Delle Monache che si è raccontata. 

Se le chiedessi di raccontarsi cosa risponderebbe?
Sono una giovane che arde di passione e di entusiasmo per la vita prima e per il teatro e la recitazione poi. Mi piace provare tutto ciò che mi incuriosisce e mi fa vibrare l’anima. Sono tenace e non mollo finché non raggiungo i miei obiettivi e non realizzo i miei sogni.

Quando è nata la sua passione per la recitazione?
E’ nata da bambina. Per tanti anni l’ho sopita, evitata, ma c’è sempre stata dentro di me: recentemente ho ritrovato un diario della seconda elementare dove c’era scritto che da grande avrei voluto fare l’attrice! Poi, a 18 anni, non ho più potuto fare a meno di chiedere ai miei di frequentare un corso di teatro a Latina (condotto dall’attore di Latina Clemente Pernarella), e da allora non ho più smesso.

Dove si è formata artisticamente?
Ho frequentato per due anni a Roma la scuola professionale di recitazione “Teatro Azione”, dove mi sono diplomata lo scorso anno. Nel frattempo ho seguito numerosi seminari e continuo a farlo, con attori come Filippo Gili, Valentino Villa, Mauro Avogadro, Eljana Popova, Sergio Rubini, Joe Gallagher.

Qual è stato il suo percorso lavorativo?
Ho iniziato preparando alcuni spettacoli teatrali a Latina, poi a Roma all’interno di “Teatro Azione”. Nel frattempo ho avuto piccolissimi ruoli in fiction Tv, per approdare recentemente al grande schermo con il ruolo di “Beatrice” nell’opera prima di Roberto De Paolis “Cuori Puri”.

Cinema, teatro o televisione: dove preferisce recitare?
Fra la televisione e il cinema, preferisco recitare al cinema perché credo ci sia, per una semplice ragione di tempo, una possibilità maggiore di lavorare su un personaggio. Ovviamente parlo solo in base alla mia esperienza ancora piuttosto limitata e non escludo che si possano fare lavori interessanti anche in ruoli destinati alla tv. Fra cinema e teatro, la scelta è ardua. Regalano emozioni così diverse che per me uno non può sostituire l’altro. Spero di avere sempre la possibilità di lavorare su entrambi i fronti.

 

Qual è la principale difficoltà in questo settore?
Credo che la principale difficoltà di questo settore sia saper prendere tanti “no” senza scoraggiarsi mai. E’ difficile non avere mai un momento di debolezza. A tal proposito è particolarmente calzante una citazione dell’artista americano David Ackert: “Attori, cantanti, musicisti, artisti vari sono fra le persone più coraggiose sulla faccia della terra. In un solo anno affrontano il rifiuto quotidiano da parte delle persone in misura maggiore di quello che gli altri vivono in un’intera vita”.

A suo parere le produzioni indipendenti aiutano i giovani che vogliono emergere?
A mio parere le produzioni indipendenti aiutano molto i giovani che vogliono emergere, dagli attori, ai registi, alla numerosa schiera di tecnici. Le produzioni indipendenti, non piegandosi alle logiche di mercato, si avvalgono spesso di attori non noti e hanno il privilegio di lasciare al regista una totale libertà di espressione; credo che all’inizio della carriera sia proprio questo che si cerca, la possibilità di esprimersi in libertà e mostrare al mondo quello che più ci preme mostrare.

Cosa può dire riguardo i casting?
In linea di massima è abbastanza difficile accedere ai casting se non si ha un buon agente, anche se per quanto riguarda “Cuori Puri”, ad esempio, i casting si sono svolti anche all’interno della mia scuola di recitazione, dunque pur non avendo all’epoca un agente, ho avuto la possibilità di parteciparvi. Per quanto riguarda invece le modalità dei casting, finora sono stata piuttosto fortunata perché ho sempre incontrato casting director molto disponibili e al servizio dell’attore che hanno di fronte.

Lei è appena rientrata da Cannes dove è stato presentato il film “Cuori Puri”. Cosa ha significato per lei questa esperienza in un contesto così importante?
L’esperienza di Cannes è stata un regalo grande e inaspettato, fino a meno di un mese prima non sapevamo neanche quando sarebbe uscito il film. Essere lì, in un contesto cinematografico internazionale, al pari di grandi attori affermati, è un grande valore aggiunto al mio esordio cinematografico. Non dimenticherò mai gli scrosci di applausi che hanno chiuso la proiezione mentre noi attori li accoglievamo commossi sotto un faro accecante puntato su di noi. Sicuramente è stato per me un ottimo trampolino di lancio.

Che cosa racconta “Cuori Puri”?
“Cuori Puri” racconta una realtà odierna nel modo più reale possibile. È la storia di due mondi opposti che si incontrano tramite l’amore che nasce tra Agnese, diciassettenne che vive sola con una madre severa e devota e Stefano, custode di un parcheggio confinante con un campo Rom. Da questo incontro entrambi si troveranno costretti a mettere in discussione i propri valori e a compiere scelte difficili.

Lei in Cuori Puri interpreta Beatrice, può dirci qualcosa sul suo personaggio?
Ho amato il personaggio di Beatrice fin dall’inizio, perché mi ricordava me a diciassette anni. Figlia modello, sempre buona e gentile con tutti, rassicurante con le amiche. E’ una che vuole avere sempre tutto sotto controllo (quando parla con Agnese del suo fidanzatino ad esempio dice “ci ho messo un anno per educarlo. L’ho istruito per benino”) e nello stesso tempo rimette tutto al controllo e alla volontà di quel Dio a cui si affida ciecamente (quando Agnese le chiede “come sai quando ti devi fermare” risponde sicura che “lo sa Dio quando mi devo fermare”). Ecco io non sono forse così risolta dal punto di vista della mia fede, ma di Beatrice ho apprezzato tantissimo questa capacità totale di rimettersi nelle mani di Dio.

Che tecniche utilizza per calarsi nel personaggio da interpretare?
A scuola studiamo tante tecniche, più o meno strutturate e consolidate in veri e propri sistemi (come quello Stanislavskij). Dopo questa full immersion in tante tecniche diverse, è compito dell’attore saper prendere da ognuna ciò che più lo aiuta. In ogni caso, non per affrontare tutti i personaggi si usa lo stesso tipo di tecnica, tanto dipende anche dal tipo di lavoro fatto dal regista.

Nel caso specifico di Cuori Puri?
In questo film, il regista voleva che tutto fosse il più reale e naturale possibile, e per fare questo c’era bisogno che facessimo cose vere e creassimo relazioni vere. Dunque il regista ha fatto frequentare me e Selene da ben prima che iniziassero le riprese, in modo da creare un rapporto più autentico, che potesse quantomeno avvicinarsi all’intimità di due ragazzine cresciute insieme. Lo stesso vale per il lavoro che abbiamo fatto sulla comunità religiosa. Abbiamo frequentato per alcuni mesi una vera comunità religiosa di giovani di Tor Sapienza, per sperimentare cosa significasse farne parte; tra l’altro alcuni ragazzi della comunità sono stati inseriti anche nel gruppo della comunità del film. Sicuramente questo tipo di lavoro sul personaggio richiede molto tempo e mi rendo conto che non è sempre possibile affrontarlo, ma per me è il tipo di lavoro più interessante che possa fare per calarmi nel personaggio da interpretare.

Vuol raccontare un aneddoto divertente capitato durante le riprese?
Ricordo che di aneddoti divertenti sul set ce ne erano stati tanti, specialmente nelle scene con Stefano Fresi. Girare con lui è uno spasso perché ha un grande senso di autoironia e sa sfornare continuamente battute senza mai perdere la concentrazione sul set. Adesso mi sfuggono quelle che faceva sul set ma me ne viene in mente una dei giorni scorsi a Cannes. Eravamo tutti in un ascensore diretti alla proiezione di “Cuori Puri”. Dopo aver schiacciato il pulsante, l’ascensore sembrava non partire immediatamente, allora Stefano ci ha guardato con aria indifferente dicendo: “Beh, è inutile che guardate tutti me, scendete due di voi”.

 

A suo avviso, qual è il messaggio che vuole trasmettere “Cuori Puri”?
“Cuori Puri” non dà un giudizio su cosa sia giusto o sbagliato fare, è impossibile individuare personaggi buoni o cattivi in questo film. Quando si rappresenta bene una realtà, in modo così crudo e disarmante, non è affatto semplice scindere aspetti positivi e negativi, perché convivono sempre, in noi e in ogni personaggio. “Cuori Puri” fotografa due realtà molto diverse fra loro, con particolare attenzione non solo alle relazioni tra i personaggi ma anche al contesto sociale che fa loro da sfondo. A mio avviso, il messaggio potrebbe essere quello che bisogna sempre avere il coraggio di conoscere e di affrontare qualcosa di diverso da noi e dal mondo in cui siamo cresciuti, magari per discostarcene o magari per tornarvi arricchiti del diverso. Sull’esito di questo incontro “Cuori Puri” lascia un grande punto interrogativo, ma l’importante è che questo contatto sia avvenuto.

Cosa ha significato per lei lavorare in questo film, dove tra l’altro sono presenti attori quali Stefano Fresi e Edoardo Pesce, per citarne alcuni?
In questo film ho lasciato davvero il cuore. Mi rivedo ancora oggi seduta sul tram con una lacrimuccia che scendeva dopo aver saputo di aver ottenuto questo ruolo, e che di nuovo è scesa alla fine della proiezione a Cannes. Il mio debutto al cinema non poteva essere migliore. Rappresentando il mondo di Agnese, sul set ho lavorato con Stefano Fresi, Barbara Bobulova e Selene Caramazza, senza entrare mai in contatto con quello di Stefano (nel quale ritroviamo gli attori Simone Liberati, Edoardo Pesce, Antonella Attili e Federico Pacifici); i due mondi si incontrano infatti esclusivamente attraverso i personaggi di Agnese e Stefano. Da Stefano Fresi ho imparato tanto, la migliore palestra per un attore è un vero e proprio set e in questo film sono stata davvero fortunata. I nostri primi piani rapiti mentre ascoltiamo i suoi appassionanti monologhi su Gesù, sul matrimonio, sulla castità, sulla fede, dimostrano quanto forte fosse la sua attrazione magnetica. Questo film non ha significato solo il mio debutto, ma ha significato per me la grande conferma che questo è esattamente ciò che più mi piace fare.

Attualmente in cosa è impegnata?
Attualmente sto facendo alcuni provini per il cinema, che spero vadano bene, e a breve inizierò a preparare uno spettacolo per il teatro.

Progetti?
Oltre a recitare, mi piace anche scrivere. Scrivo poesie, brevi racconti, soggetti per il cinema. In particolare in questo periodo c’è una storia che mi piacerebbe raccontare, è già da un po’ che mi frulla per la testa. Ho iniziato a scrivere soggetto e sceneggiatura e spero che si possa concretizzare presto in un interessante progetto per il cinema o la tv.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Isabella Delle Monache, e ad maiora!

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