Chiacchierando con Gabriele Di Vita, video editing della serie tv Passione artificiale per il canale Pesca Tv di Sky


“Non amo le riprese con movimenti di zoom, preferisco un campo largo avendo bene a fuoco quello che mi interessa”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Ha mosso i suoi primi passi nel mondo delle riprese, collaborando con uno studio televisivo nel campo delle auto e delle moto, Gabriele Di Vita, per poi diventare operativo sul campo, lavorando con una telecamera in spalla per girare documentari di pesca per il canale “Pesca Tv” di Sky. E’ un esperto nel settore del video e dell’editing Gabriele, infatti, ogni sua ripresa è curata nei minimi dettagli, così da trasmettere al pubblico le stesse emozioni che ha lui nell’istante in cui registra i video. Attualmente Gabriele Di Vita è impegnato nella realizzazione video ed editing della serie televisiva “Passione Artificiale” trasmessa sul canale Pesca Tv di Sky. 

Chi è Gabriele?
Gabriele è un ragazzo di quasi trent’anni pieno di voglia di fare e sperimentare nuove situazioni, lavorative e non. E’ un professionista nel suo lavoro (video ed editing) sempre orientato a cercare il meglio che si può avere per soddisfare se stesso, i suoi clienti e chiunque guardi il risultato finale. È un marito e padre della piccola Rebecca orgoglioso di quello che ha e sta facendo con la complicità di sua moglie Anita.

Quando nasce la passione per questo lavoro?
La mia passione nasce pian piano, sono sempre stato affascinato dal mondo del video e dell’editing, mi chiedevo come funzionasse la realizzazione di videoclip e film, ma finché non ci sei dentro non puoi scoprire bene come funzionano queste cose, trovo che ci sia della magia, dell’arte in tutto quello che facciamo.

Che cosa cerca di trasmettere nei suoi video?
In ogni video che faccio cerco di trasmettere le emozioni che ho vissuto io in quell’esatto istante in cui ho schiacciato “rec” per catturare un momento.

Qual è stato il percorso lavorativo?
A vent’anni al ritorno da un’esperienza lavorativa estiva in tutt’altro settore, ho collaborato per circa un anno con uno studio televisivo nel campo delle auto e delle moto, un’altra mia grande passione, ed è lì che ho cominciato a muovere i primi passi passando dall’essere un mixer video aiutante del regista, al diventare operativo sul campo con una telecamera in spalla. Il mio primo lavoro professionale era una gara regionale di motocross, a Rezzato, non me lo scorderò mai, li potevo finalmente liberare la mia fantasia, il mio modo di vedere le cose! La fortuna volle che il padre della mia ragazza, ora moglie, è un produttore televisivo. A lui mostrai i miei primi lavori chiedendogli consigli per migliorare, e qui avvenne la prima vera svolta. Mi propose di girare documentari di pesca per il più importante canale telematico italiano, Pesca Tv, dove lavoro tutt’ora collaborando con Ciak Video produzioni al fianco del direttore Matteo De Falco.

Quale reputa l’esperienza più significativa per la sua carriera?
Tra le tante quella che mi ha arricchito di più è stato un documentario in Marocco, sulla catena montuosa dell’Atlante, in The middle of nowhere, solo terra rossa, colline, pecore e un lago vastissimo e dei panorami mozzafiato! Fu un’esperienza incredibile, dieci giorni indimenticabili dentro il team di una favolosa serie di pesca (quelli con le magliette rosse… Big Fish Adventures) dai quali ho potuto imparare tantissimo.

Qual è la principale difficoltà in questo campo?
Non esiste una vera e propria difficoltà, ce ne sono molte per ogni ambito in cui ci si trova, basta poco per compromettere un lavoro.

Il trucco per un ottima ripresa?
Il trucco è trovare il proprio stile, seguire la propria personalità. Copiare qualcuno o cercare di farlo non porta a niente, rimani uno dei tanti.

Cosa non deve esserci in una ripresa video?
Personalmente non amo le riprese con movimenti di zoom, si restringe troppo il campo visivo, preferisco un campo largo avendo bene a fuoco quello che mi interessa o qualche bel dettaglio nitido che emozioni.

In quali riprese è specializzato?
Sono specializzato nella produzione di documentari, ma amo molto i videoclip e i video attraverso cui posso trasmettere adrenalina, come auto, moto e sport.

La parte più impegnativa a suo parere è la ripresa o il montaggio?
Assolutamente entrambe. Girare delle buone scene non vuol dire aver un buon montaggio finale ma allo stesso modo puoi essere l’editor più bravo del mondo ma se non hai delle belle immagini il risultato finale ne risentirà. Sono strettamente collegate fra di loro, per questo l’ideale è essere sia il cameraman che l’editor, in questo modo avendo già l’idea finale del prodotto realizzerai le immagini che ti permetteranno di comunicare al meglio il messaggio.

Qual è stata la ripresa che le ha creato più problemi?
Bella domanda, non saprei onestamente. Quando realizzo documentari uno dei “problemi” principali sono le distanze che percorri a piedi, perché influiscono sul tuo essere lucido, e questo non aiuta nelle riprese e nei movimenti di camera.

Attualmente in cosa è impegnato?
Attualmente sono impegnato nella realizzazione video ed editing della serie tv Passione Artificiale per il canale Pesca Tv di Sky, e nella realizzazione video per il settore auto e moto in genere collaborando con una società che si occupa del settore.

Progetti?
Mi Piacerebbe molto avere una produzione tutta mia, essere in testa di un progetto. C’è ancora molta strada da fare ma sono ancora giovane e quindi per ora mi concentro ad imparare al meglio quello che faccio.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Gabriele Di Vita, e ad maiora!

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