Chiacchierando con Ivana Di Martino sulle sue corse solidali


“Corro e porto un messaggio per un progetto sociale”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Ha iniziato a praticare la corsa in giovane età Ivana Di Martino, mostrando fin da subito le sue capacità sportive. Dopo aver partecipato a svariate gare e aver ottenuto ottimi risultati è stata costretta ad abbandonare la sua passione a causa di un problema cardiaco. Ma la passione verso questa disciplina era per lei troppo grande, ed è per questo che anche se ha dovuto rinunciare alle gare, non ha però rinunciato a questa disciplina. Ed è così che ha usato le sue gambe per portare in giro per l’Italia, e non solo, dei messaggi che contengono dei progetti sociali. La sua prima impresa risale al 2013, a sostegno di “Doppia Difesa”, l’associazione contro la violenza sulle donne. Negli anni Ivana ha corso sia per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’integrazione e del riconoscimento dei diritti dei minori migranti, che in favore dei bambini con problemi tumorali, ed arrivata anche a Bruxelles, dove ha portato il suo messaggio in Commissione Europea in favore dei bambini che vivono in stato di povertà. Attualmente Ivana Di Martino si sta preparando ad una nuova impresa, un impresa totalmente diversa dalle precedenti.

La sua passione per la corsa nasce che lei era ancora molto piccola?
La mia passione per la corsa è nata che avevo 11 anni, e appena ho iniziato a correre notai che mi piaceva molto, soprattutto perché mi piaceva fare le gare e per la precisione quelle campestri.

Inizialmente lei praticava il nuoto, come è avvenuto quindi questo passaggio?
Il passaggio è avvenuto perché mio fratello Stefano aveva iniziato a praticare la corsa, e un giorno mi invitò a provare questa disciplina.

Come andò la sua prova?
Direi bene, anche perché il primo giorno senza mai aver corso prima feci 6 km senza fermarmi, e stando al pari degli altri.

Quindi?
Da quel giorno corsi per tantissimo tempo e feci tante gare a livello nazionale e internazionale, e poi ovviamente ad un certo punto la scuola mi portò via tanto tempo, e incominciai a fare gare sempre più lunghe, ovvero mezze maratone e maratone. Poi iniziai l’università e a lavorare, ma la corsa in tutto questo mi ha sempre accompagnata.

Nonostante fosse portata per la corsa, fu costretta ad abbandonare le gare?
Nel 2010 mi venne un problema al cuore, e da lì mi dissero che non avrei potuto più correre, o comunque a correre molto meno. Io comunque mi ero intestardita e volevo trovare il modo per ricominciare pur non avendo ancora l’idoneità sportiva, e mentre mi trovavo in montagna in convalescenza pensai che l’anno successivo avrei girato l’Italia correndo, così, è nata la mia prima impresa nel 2013. Inizialmente nessuno credeva alla mia impresa, anche perché non avevo nemmeno uno sponsor che mi potesse aiutare a realizzarlo.

Quindi cosa ha fatto?
Quindi nonostante tutto, nel 2013 è nata la mia prima impresa dal titolo “21 volte donna, 21 mezze maratone in giro per l’Italia per sostenere Doppia Difesa”, l’associazione contro la violenza sulle donne. E’ stata un’impresa bellissima nata da un ostacolo, ma dove io sono riuscita a superarlo, e infatti da questo ostacolo, ho creato un’opportunità.

Poi le sue imprese sono continuate?
Sì. Ho fatto altre imprese importanti, come nel 2014 la “Running for Kids” per il progetto Faro, dove sono partita con una maratona da Catania, e sono passata per diversi centri di accoglienza. L’intento di questa impresa era quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’integrazione e del riconoscimento dei diritti fondamentali verso i minori migranti.

Ha corso anche in favore dei bambini con problemi tumorali?
Nel 2105 ho corso per “Dynamo Camp” di cui tra l’altro, sono anche ambasciatrice.

La sua corsa è mirata a portare un messaggio?
Sì. Corro e porto un messaggio, metto cioè a disposizione le mie gambe per un progetto sociale.

I suoi messaggi sono arrivati anche a Bruxelles?
Nel 2016 sono partita direzione Bruxelles per l’impresa “Run 4 kids”. Il messaggio che ho portato in Commissione Europea era per i bambini che sono in stato di povertà. Devo dire che sono stata ascoltata e accolta bene.

Sta per partire per una nuova impresa, ma stavolta è un po’ differente dalle precedenti?
Il 31 partirò alle 18 per una nuova impresa dal titolo “White Ultra Run”. Stavolta non porterò nessun messaggio da parte di alcuna associazione, ma sarà una cosa molto prestazionale.

Cioè?
Voglio fare una cosa non stop per dire a tutte le donne che possiamo fare tutto quello che vogliamo, e io ne sono una dimostrazione, non essendo un atleta professionista. Correrò quindi per 330 km.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Ivana Di Martino, e ad maiora!

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