Intervista a Paolo Piani, il segretario del Centro Tecnico Federale di Coverciano


“Per me il mondo del calcio è una passione che è diventata lavoro”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Un percorso lavorativo d’eccezione quello che caratterizza Paolo Piani, il segretario del prestigioso Centro Tecnico Federale di Coverciano. La sua qualificata esperienza, le sue competenze in materia e la sua grande professionalità gli hanno permesso infatti di diventare un nome noto nell’ambiente. Piani nella struttura si occupa di tutto quello che ha a che fare con la scuola allenatori: la formazione dei tecnici, dei direttori sportivi, dei preparatori atletici e anche degli osservatori, cioè di tutta la parte formativa e di quella legata al tesseramento di queste figure. Grazie alla presenza di professionisti come Piani, la scuola può vantare corsi sempre all’avanguardia e all’insegna della specificità, in cui si punta sempre a dare a tutti il medesimo livello, indipendentemente dal corso seguito. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Paolo Piani, che si è raccontato e che ha illustrato ciò che si fa a Coverciano.

Qual è stato il suo percorso lavorativo?
Avevo fatto dei corsi, i primi corsi che erano nati in Italia sul management dello sport, in particolare del calcio, presso l’Università di San Marino. Al tempo il direttore di quel corso era Marco Brunelli, che poi è diventato Direttore generale della serie A, e una volta finito il corso ho lavorato un anno all’università di San Marino. L’allora presidente del settore tecnico Mario Valitutti, aveva bisogno di una figura di un ricercatore che facesse delle ricerche e degli studi economico sul calcio qui al Centro Studi del settore tecnico. Tramite Marco Brunelli che era il direttore di questo corso, gli fecero il mio nome e entrai quindi al Settore Tecnico al Centro Studi e poi nei vari percorsi sono arrivato a ricoprire il ruolo di segretario e quindi diciamo il ruolo di massimo livello qui all’interno del settore tecnico. Entrato come giovine studioso delle problematiche del calcio e col tempo e con un po’ di fortuna sono arrivato a diventare il segretario della struttura.

Lei è il segretario del prestigioso Centro Tecnico Federale di Coverciano: di cosa si occupa nello specifico?
Mi occupo di tutto quello che ha a che fare con la scuola allenatori: la formazione dei tecnici, degli osservatori, dei direttori sportivi e dei preparatori atletici. Potremmo dire che mi occupo di tutta la parte formativa e di quella legata al tesseramento di queste figure.

A Coverciano si formano quelli che saranno poi gli allenatori del domani?
Sì. Secondo quanto stabiliscono le normative della UEFA, cui noi, come d’altronde tutte le federazioni europee, aderiamo, vi sono tre licenze in tutti i paesi europei, ovvero: la UEFA B, la UEFA A e la UEFA Pro. La UEFA B è quella che permette di allenare nei settori giovanili e a livello dilettantistico fino alla Serie D, mentre la UEFA A è quella che permette di allenare in Lega Pro e nella Primavera, che non viene considerata come settore giovanile, e poi la UEFA Pro che è il massimo livello, ovvero quella che permette di allenare in Serie A e in Serie B.

Voi avete anche il corso UEFA C?
La UEFA stabilisce che ogni singola Federazione può svolgere altri corsi interni, e noi abbiamo anche il cosiddetto corso UEFA C che è un corso di alta formazione che permette di allenare tutte le formazioni giovanile, come il UEFA B, però a più alto grado di specializzazione.

Coverciano forma anche gli allenatori dei portieri?
Esatto. Per la precisione noi facciamo due corsi per gli allenatori dei portieri: allenatori dei portieri di livello dilettantistico e del settore giovanile, e poi il corso centrale che qualifica per allenare i portieri a livello professionistico.

Quali sono per la precisione tutti i corsi presenti a Coverciano?
Oltre a quelli per allenatori abbiamo i corsi da preparatore atletico, i corsi da osservatore calcistico, il corso da direttore sportivo, e dal prossimo novembre partiamo anche con i corsi per match analyst.

Voi con questi corsi date una qualificazione federale a queste importanti figure?
Certo, si fa chiarezza e si da comunque una qualificazione federale a figure che sono ormai presenti in tutti gli staff tecnici delle squadre, ma che di fatto in passato non avevano mai trovato un loro riconoscimento specifico.

Come si accede al Master Allenatori?
Bisogna intraprendere un percorso simile a quello scolastico, che consiste in: UEFA B, poi UEFA A, e infine UEFA Pro; non si può fare il UEFA Pro se prima non si ha conseguito la UEFA B e A. Prima di poter accedere al corso successivo si deve necessariamente possedere 8 mesi di tesseramento con la licenza precedente.

Quali sono i requisiti per accedere alla scuola?
Questi variano a seconda del corso che si intende svolgere.

Nel caso del Preparatore atletico?
Per il corso da Preparatore atletico è indispensabile possedere la laurea in Scienze Motorie, questo è il requisito minimo.

Per quello che riguarda invece i corsi da Allenatori?
Per il corso da allenatori non è previsto il possesso di un diploma.

Per quale motivo?
Perché la maggior parte sono ex calciatori, e parte di questi non hanno avuto la possibilità di conseguire il diploma di scuola media superiore, in quanto sradicati in giovane età dal loro mondo.

La laurea però da dei crediti in più?
Ovviamente. Se si è laureati si avranno dei crediti formativi, considerando che sono tutti corsi che vengono effettuati attraverso appositi bandi, dato che il numero di domande è sempre superiore a quelli che sono i numeri di posti. Per cui sì, la laurea da punteggio, tuttavia non è indispensabile.

Invece i corsi da Direttore sportivo quale requisito prevedono?
Ultimamente nei corsi da Direttore sportivo, essendo una figura dirigenziale, è stato previsto l’obbligo della scuola media superiore.

Qual è la prima cosa che insegnate ai vostri allievi?
Mai dare le dimissioni!

La frase va ben interpretata, giusto?
Ovviamente va interpretata. Quello che noi vogliamo far loro capire è che devono sempre credere nelle proprie idee e andare avanti fino in fondo, e crederci in quest’ottica qui… mai mollare!

Qual è l’obiettivo della scuola?
Il nostro obiettivo sarebbe quello di fornire una formazione continua.

Potrebbe essere più preciso?
Come in tutti i processi formativi, che magari si esauriscono col Master, c’è sempre il rischio che l’individuo si consideri arrivato: ecco perché il nostro obiettivo è quello di dare una formazione continua, e devo dire che la UEFA già ci aiuta in questo.

In che modo?
La UEFA prevede ogni tre anni almeno 15 ore di aggiornamento obbligatorio per tutti i livelli dei tecnici. La UEFA stessa obbliga quindi tutte le Federazioni ad aggiornare i propri tecnici.

Gli aggiornamenti seguono diverse modalità?
Sì. Per gli allenatori con licenza UEFA B avviene attraverso un portale online che permette di seguire le lezioni svolte dai nostri docenti. Per gli allenatori professionisti, quindi UEFA A e UEFA Pro, attraverso delle convocazioni qui a Coverciano. Facciamo anche una sorta di giornata di formazione con interventi di docenti esterni e allenatori stranieri, allenatori di un certo prestigio, proprio perché volgiamo trasmettere l’idea che la scuola comunque continui e non si fermi al termine del Master.

Annualmente da voi si svolge l’importante manifestazione “Panchina d’oro”. Vuol parlarne?
La Panchina d’oro è un premio annuale riservato al miglior allenatore della stagione precedente.

Oltre all’attività principale legata alla scuola da allenatori, quali altre attività sono presenti?
A Coverciano noi abbiamo anche una sezione medica, una sezione dell’attività giovanile scolastica e dei laboratori di metodologia dell’allenamento e biomeccanica applicata al calcio, poi vi sono tutta una serie di attività in funzione delle varie Nazionali che vengono qui in ritiro Coverciano.

Chi è il responsabile del laboratorio di metodologia?
Il responsabile è Carlo Castagna, che tra l’altro è anche il preparatore dei nostri arbitri italiani e anche degli arbitri Fifa. Carlo Castagna si occupa sopratutto di studi nel campo biomeccanico, studi legati al gesto atletico, ma anche a tutta una serie di test che vengono svolti a supporto delle Nazionali quando sono qui nel periodo di ritiro presso il Centro Tecnico di Coverciano.

A Coverciano formate anche il preparatore dei portieri?
Questo corso è stato fortemente voluto dal Direttore della scuola Renzo Ulivieri perché negli ultimi anni in Italia ci siamo trovati invasi da portieri provenienti da ogni dove, e stavamo quindi perdendo la tipicità di un ruolo che ha una forte tradizione in Italia, ci è sembrato dunque doveroso fare corsi moderni per allenatori dei portieri, dato che non può più essere possibile che il portiere non faccia le attività con il resto della squadra, considerando che oggigiorno al portiere si chiede una certa dimestichezza nel giocare con i piedi, cosa che prima non era minimamente prevista. Bisogna formare nuovi preparatori dei portieri, bisogna riadattare le metodologie che per tanti anni hanno fatto della scuola italiana un’istituzione.

Durante il Master fate fare loro degli stage?
Sì. Durante il master noi li portiamo a fare diversi stage: quest’anno siamo stati per la prima volta all’estero, poi siamo stati alla Juventus, all’Atalanta, all’Inter, e abbiamo anche fatto uno stage con Ventura quando c’è stata la Nazionale a Coverciano. Quest’anno andremo inoltre al Perugia, in Serie B, considerando che loro hanno l’abilitazione ad allenare sia in Serie A che in B, quindi devono vedere non solo gli aspetti dei grandi club.

Cosa fate durante gli stage?
Chiediamo di vedere tutti gli allenamenti, e chiediamo all’allenatore di parlarci delle sue metodologie e della sua filosofia di gioco, poi si vede il preparatore atletico e lo staff dell’allenatore. Diciamo che sono due giorni intensi.

Lo staff tecnico è disponibile?
Lo staff è molto disponibile, di fatto sono studenti che abbiamo avuto qua e che hanno fatto tutte le esperienze che noi oggi facciamo fare ai nuovi allievi. Abbiamo ottimi rapporti con tutti, siamo per loro sempre un punto di riferimento.

Qual è il primo discorso che fa in aula?
Il primo discorso che faccio insieme a Ulivieri è: “Siete i primi che all’interno delle vostre società dovete far rispettare le regole, quindi siete voi a dover rispettare quel minimo di regole di comune per 8 ore di aula”.

Regole semplici, ma in caso di assenze?
La presenza fisica è di fondamentale importanza, perché qualora si superi un certo numero di assenze non si possono fare gli esami, quindi si dovrà recuperare l’anno successivo.

Lo staff dell’allenatore di ieri è lo stesso di quello odierno?
No. Se prima l’allenatore, il secondo e il preparatore atletico coprivano lo staff di una squadra, oggi ci sono allenatori che vanno in giro con staff di nove o dieci persone, e allora dobbiamo andare incontro alla specializzazione dei ruoli. Dobbiamo essere molto vigili nel cercare di capire quali saranno le evoluzioni degli staff tecnici ed essere sempre pronti ad una formazione che vada incontro alle nuove esigenze, così come abbiamo fatto col ruolo dell’osservatore e come faremo a breve con quello del match analyst.

Qual è il fiore all’occhiello di Coverciano?
Bella domanda! Secondo me è il possedere dei corsi di ottimo livello. Puntiamo sempre alla qualità, anche nei corsi apparentemente di livello più basso, dove magari ci sono le persone che iniziano il loro percorso formativo. Cerchiamo di dare a tutti i corsi il medesimo livello.

Che consiglio vuol dare a chi vorrebbe avvicinarsi al ruolo di allenatore?
Per l’ex calciatore la cosa più importante nel momento in cui diventa allenatore è di spogliarsi del suo ruolo di calciatore. Finché la mentalità e l’approccio rimangono quelle del calciatore non riesce a fare quello stacco e quel salto di qualità che permette di diventare allenatore. Per chi ha avuto un passato da calciatore, magari terminato il mese prima, è molto difficile il passaggio ad allenatore: è necessario che questo stacco lo riesca a fare, che cambi di mentalità, perché il calciatore è individualista e l’allenatore deve invece ragionare per tutti. Per chi invece non ha un passato da calciatore è più difficile farsi riconoscere, perché la notorietà in questo mondo è di fondamentale importanza.

Cos’è per lei il mondo del cacio?
Per me il mondo del calcio è una passione che è diventata lavoro.

Prossimi progetti?
Corsi nuovi, e poi, come dicevo prima, puntiamo a sviluppare ciò che riguarda gli aggiornamenti costanti, specialmente per gli allenatori.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Paolo Piani, e ad maiora!

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