A tu per tu con Crisula Stafida


“Prossimamente uscirà The Antithesis un film di cui sono protagonista con la regia di Francesco Mirabelli. E’ un giallo horror all’italiana”

Intervista di Desirè Sara Serventi 

 

E’ nel 2006 che la versatile e talentuosa attrice Crisula Stafida fa il suo esordio nel mondo del cinema con il film di Federico Zampiglione, dal titolo “Nero Bifamiliare. Da quella esperienza poi, sono stati tanti i ruoli che ha interpretato, e in tutti ciò che è emerso, oltre al suo talento nel campo della recitazione, è sicuramente anche la sua evidente preparazione artistica, che ha lei premesso non solo di ricevere una nomination per l’interpretazione di “Viola” nel mediometraggio horror, ma anche di arrivare al Festival del Cinema di Venezia con il film “Short Skin”. Crisula nel suo percorso lavorativo ha avuto modo di affiancare dei grandi nomi, come: Michele Placido e Claudia Gerini nel thriller “Tulpa”. In ogni interpretazione Crisula riesce a far emergere la sua grande predisposizione verso questa professione, predisposizione che non è passata inosservata alla rivista “For Him Magazine” che le ha dedicato un servizio sul suo percorso lavorativo all’insegna del noir. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto l’affermata attrice che si è raccontata.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
In poche parole posso dire di essere una mente complessa ma grande estimatrice della semplicità nel senso meno banale del termine. Stare con le persone che amo, condividere la quotidianità, una bella passeggiata al sole in un posto a me caro… o un’ottima cena sorseggiando un calice di vino rosso chiacchierando amabilmente. Non amo il caos, avere intorno troppa gente. Il mio motto di sempre “pochi ma buoni” non fa altro che regalarmi positività giorno dopo giorno. Amo molto anche stare da sola, non ho mai temuto la solitudine pur avendo felicemente accanto soprattutto ora persone straordinarie. Sto lontano dalle invidie, dalle persone irrisolte o che hanno ideali di vita troppo lontani dai miei. Sono molto cortese e gentile con chi incontro sul mio cammino, ma se mi mancano di rispetto chiudo la porta per sempre, e sbattendola pure. Senza ripensamenti. Non sopporto i boriosi e gli idioti, e se ne incontro non faccio di certo finta di tollerarli. Sono una fin troppo schietta ma con il tempo sto imparando che ignorare a volte è molto meglio di rispondere, soprattutto se devi rispondere all’ignoranza. E poi… sono anche piuttosto pigra e amo moltissimo dormire. Chi mi vive accanto dice che sono anche molto ironica. E una grande consumatrice di cioccolato fondente!

E’ nel 2006 il suo esordio nel cinema con il film “Nero Bifamiliare” di Federico Zampaglione. Vuol parlarne?
E’ stata la mia primissima volta davanti alla macchina da presa. Un piccolo ruolo, interpretavo la segretaria dell’ufficio investimenti accanto a Claudio Lauretta. Poi da lì tanti ruoli, alcuni più esigui altri più importanti ma tutti da me amati e parte di un percorso che mi ha divertito, fatto crescere artisticamente, a tratti fatto arrabbiare. Ma che mi ha sempre fatto sentire viva e appagata, e che tutt’ora contribuisce a rendere il mio viaggio in questo mondo intenso e interessante.

Ma è con l’interpretazione di Viola nel 2010, che lei riceve una nomination come miglior interprete?
Sì, si trattava di un mediometraggio horror, “Il marito perfetto”. Da lì in poi l’horror ha sempre avuto una parte fondamentale nel mio percorso.

Qual è la principale difficoltà che ha incontrato nel settore?
Sicuramente cercare di guadagnarsi un ruolo interessante tra raccomandazioni varie e mogli di/fidanzate di/parenti di, non è semplice. Penso che questo sia un cruccio che con me possono condividere anche altre attrici magari valide che ancora non sono riuscite ad emergere come dovrebbero. Siamo tante e non tutte combattiamo con gli stessi mezzi.

A suo parere le produzioni indipendenti, aiutano in giovani che vogliono emergere in questo settore?
Purtroppo le produzione indipendenti spesso rimangono semi nascoste, e a meno che non siano veramente interessanti, di solito rimangono in una realtà fatta di polvere e qualche home video. E’ anche giusto che sia così: la concorrenza è tanta e si deve puntare alla massima qualità. Poi a volte avvengono dei piccoli miracoli come nel caso di un film indie a cui ho partecipato come co-protagonista, “Ganja Fiction” che messo in rete ha superato il milione di visualizzazioni diventando un piccolo cult per gli amanti del genere.

Cosa può dire sui casting?
Possono indubbiamente essere utili. Se poi come nel mio caso non sei una che ama scorazzare tra eventi, feste, varie ed eventuali, diventano davvero l’occasione per guadagnarsi un ruolo. I miei ruoli più significativi sono arrivati grazie a un provino: “Short Skin” di Duccio Chiarini, film che mi ha portato anche al Festival del Cinema di Venezia. “Matrimoni e altre follie”, “RIS-delitti imperfetti”, “Distretto di Polizia” (tutte fiction Mediaset). Purtroppo di solito i progetti grossi nascono con già i protagonisti inseriti e scelti, ma si può essere notati anche da un ruolo minore. Poi ovviamente se vuoi fare l’attrice devi andare ai provini seri e non perdere tempo con produzioni fantasma e mitomani vari. Ormai con internet è diventato anche facile prendere le distanze da questa gente, basta cercare su google e valutare la professionalità di chi ti contatta o ancor meglio far filtrare alla propria agenzia. L’ingenuità al giorno d’oggi non è più concessa.

Ha lavorato nel 2013 nel thriller “Tulpa”, affianco a Michele Placido e Claudia Gerini. Cosa può dire riguardo a quell’esperienza lavorativa?
Come le dicevo avevo già lavorato con Zampaglione del 2006, e in seguito mi richiamò per il ruolo di “Giulia Silenzi” in “Tulpa”. Un’esperienza assolutamente positiva anche se non vivo il nudo con totale naturalezza e nel film avevo ben due scene in cui gli abiti non potevano essere proprio contemplati: una scena sotto la doccia e la scena saffica con Claudia Gerini. Comunque sia volevo interpretare il personaggio, anche perché avevo una scena (quella dell’omicidio) davvero molto intensa e incisiva. Al ciak dimenticai tabù e inibizioni e le scene si girarono serenamente.

Nello stesso anno la rivista “For Him Magazine” le dedicò un servizio di sei pagine. Cosa ha rappresentato questo per lei?
E’ una rivista molto nota quindi ovviamente mi ha fatto piacere. Dedicarono un servizio al mio percorso noir, infatti l’ironico titolo “Bella da morire” era sicuramente riferito alla mia “brutta fine” nel film Tulpa.

Ha ricevuto anche al “Noir Festival di Courmayeur” il premio Regina del Noir italiano alla presenza di Dario Argento?
Si, mi ha premiato Luca Svizzeretto, un giornalista che ora non c’è più e che ricorderò con grande gratitudine. Mi ha sempre sostenuto ricordandomi in ogni occasione di avere talento. E lo ha fatto in maniera pulita e disinteressata, potrebbe sembrare banale ma nell’ambiente non accade così spesso.

In quale genere predilige recitare?
Amo recitare. Quando il progetto mi piace non faccio distinzioni: horror, commedia, thriller, comico. Costruire personaggi è una delle cose che più mi appaga.

I prossimi progetti?
Ne ho diversi, ma ne parlerò quando sarò sul set. Prossimamente uscirà un film di cui sono protagonista “The Antithesis” con la regia di Francesco Mirabelli. E’ un giallo horror all’italiana, con ingredienti wicca e fantascientifici. Un ruolo che mi ha davvero entusiasmato interpretare perché mi ha messo a contatto con emozioni intense e a tratti angoscianti. E io non temo la mia parte più fragile: da piccola avevo paura dell’oscurità e proprio per questo attraversavo la casa da sola al buio.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Crisula Stafida, e ad maiora!

Foto di: Stefano Ricciardi, Monica Zora, Luigi Scuderi e Aeterna Photography Studio.

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