Chiacchierando con Aldo Bergamaschi


“Ho avuto la possibilità di girare molti paesi del mondo rappresentando la canzone italiana” 

Intervista di Desirè Sara Serventi 

Si è formato artisticamente, il cantautore Aldo Bergamaschi, studiando canto con la nota cantante Donata Tabet, per proseguire poi gli studi, dopo il suo trasferimento a Monte-Carlo, con Marianne Loscò, insegnante dell’Accademia del Principato di Monaco. Tanti i teatri dove Bergamaschi ha potuto esibirsi, portando così in giro la canzone italiana e dimostrando sul palco non solo il suo talento, ma anche la passione che nutre verso questa professione. Infatti, riesce a catturare con facilità l’interesse e l’attenzione da parte del pubblico. La carriera artistica di Aldo, iniziò con la collaborazione musicale con Cristiano Malgioglio, che propose lui, una cover per la Spagna che riscosse un grande successo. Fu proprio Malgioglio quale esperto nel settore, ad insegnare a Bergamaschi le tecniche di scrittura dei testi. Uno stile musicale quello di Aldo, pop melodico, dove in genere i testi da lui scritti, sono quasi tutti autobiografici. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Aldo Bergamaschi, che ha parlato non solo del suo lavoro come cantante, ma anche di quello come attore.

Se le chiedessi di raccontarsi cosa risponderebbe?
Sono una persona molto semplice, cresciuto in una famiglia modesta ma dai grandi valori. L’educazione mi ha permesso di restare sempre con i piedi per terra, considerando appieno il rispetto per il prossimo. Credo che la famiglia sia un pilastro molto importante dal quale trarre molta forza e sicurezza. È per questo che quando mi sono trovato in periodi difficili sono riuscito a superarli egregiamente.

Quando è nata la sua passione per il mondo della musica?
Stranamente, da giovanissimo non ho mai avuto un indirizzo sul mondo musicale. Ma ben presto ho scoperto dentro di me una qualità inaspettata. Nel lontano 1989 mi recai presso gli studi palatini di Canale 5 per un provino, per il programma “Il principe azzurro”, condotto da Raffaella Carrà. Arrivato il mio turno, Raffaella mi chiese cosa sapessi fare di speciale, e io le risposi che avrei provato a cantare pur non avendo mai studiato musica. Mi fece intonare qualcosa a cappella. Fui molto sorpreso quando mi disse “hai una bella faccia e sei anche molto intonato, parteciperai al programma”. Questo è stato per me un inizio molto importante perché ebbi modo di riascoltarmi nel vedere le puntate registrate, capendo che avrei potuto costruire qualcosa sulla mia voce.

Dove si è formato artisticamente?
La mia maestra di canto fu Donata Tabet, la quale dopo una vita trascorsa sui palcoscenici di tutto il mondo con la lirica, decise di diventare insegnante e trasmettere alla nuova generazione la passione per questo meraviglioso mondo. Poi mi sono trasferito a Montecarlo dove ho continuato gli studi con Marianne Loscò, insegnante dell’Accademia del Principato di Monaco. Per una scelta personale, non ho mai pensato di seguire il mondo della lirica ma ho approfittato della tecnica del bel canto, per avere una migliore padronanza sull’appoggio del diaframma nonostante il mio stile leggero melodico.

Oltre a lavorare nel mondo della musica lei è anche un attore. Vuol raccontare dei suoi inizi?
A differenza del canto dove ho dedicato molti anni di studio, la recitazione è stata costruita solamente dalla gavetta. Iniziai a fare provini nelle agenzie di spettacolo e molto presto venni scelto per una parte come coprotagonista in un film all’italiana degli anni ’90 “St. Tropez St. Tropez”, con Jerri Cala, Serena Grandi, Alba Parietti, Debora Caprioglio e Maurizio Micheli. Poi feci il mio debutto nel teatro in una commedia comico-grottesca. Seguiranno tanti altri spettacoli di commedie musicali con grandi personaggi dove la mia emozione ha potuto toccare il massimo della sua altezza, recitando con personaggi come Enzo Garinei, Aldo Ralli, Gianluca Guidi e calcando palcoscenici come il Teatro Sistina di Roma, il Manzoni di Milano, l’Augusteo di Napoli e altri ancora.

Quale reputa l’esperienza più significativa per la sua carriera?
Reputo ogni mia esperienza lavorativa significativa, perché ognuna di esse ha dato a me tanto. Ogni esperienza è stata importante quanto aver avuto la possibilità di girare molti paesi del mondo, rappresentando la nostra bellissima canzone italiana. Ho avuto la possibilità di cantare in paesi europei e oltre oceano.

Ne ricorda uno in particolare?
Ne ricordo uno molto emozionante al Gran Teatro di Shanghai. In Cina c’è un grande culto per la canzone italiana.

Cosa vuol dire essere un cantautore?
Per me essere cantautore è stata un’esigenza primaria.

Che cosa intende dire?
Perché quando iniziai la mia carriera artistica ebbi un contratto con la Warner Chappell di Milano, dove per sei anni scrissi testi per loro e per i miei Cd. Si può essere anche è solamente interpreti a seconda delle proprie esigenze. La mia esigenza era quella di poter mettere nero su bianco e trasferire le mie emozioni personali in un testo.

Lei ha iniziato il suo percorso musicale con Cristiano Malgioglio. Potrebbe raccontare della vostra collaborazione?
La mia carriera è iniziata proprio con la sua collaborazione. All’inizio degli anni ’90 lui mi propose una cover per la Spagna la quale fece un successo straordinario, grazie alla pubblicità in tutte le radio nazionali da parte di “El Corte Angles”, la più grande catena di magazzini generali di tutta Europa. Ci furono successivamente l’uscita di due Cd per il mercato spagnolo, portoghese e tedesco. Ad oggi mi sento un po’ penalizzato per il fatto che negli anni ’90 internet non era come oggi, e molte di queste informazioni non esistono in rete. Fortunatamente esiste il Billboard dove la mia posizione in classifica in Spagna resterà indelebile con il mio singolo “Hooked in a feeling”.

Questa collaborazione per lei è stata molto importante?
È stata una delle colonne portanti della mia vita professionale. Cristiano Malgioglio per me è stato come un mentore, è colui che ha saputo insegnarmi molti segreti e tecniche di scrittura dei testi, oltre ad avermi dato la possibilità di vivere esperienze magnifiche nelle discoteche delle città principali della Spagna.

Lei ha fatto dei tour anche all’estero?
Sì, in Portogallo, Spagna, Germania, Giappone, Cina e Israele.

Parlando di mercato della musica, ha trovato differenze con l’Italia?
A malincuore devo dire che la musica nel mercato italiano è penalizzata. Adesso non so dire se è per una questione di cultura o per i cambiamenti causati dall’economia attuale. Nei paesi in cui sono stato credo ci sia un apprezzamento maggiore, almeno per quanto riguarda la canzone italiana. Noi abbiamo la fortuna di avere la più grande cultura musicale del mondo, infatti con i nostri famosi compositori di opere e successivamente autori napoletani, abbiamo colonizzato musicalmente ogni parte di questo pianeta.

Cosa può dire riguardo le case discografiche italiane?
Le case discografiche italiane non hanno più terra fertile come nei decenni precedenti, oggi devono fare molta selezione e puntare più sui diritti che sulle vendite. Questo ovviamente è a causa della pirateria. Una sorta di causa effetto che ha portato il costo dei Cd ad un costo più elevato per ammortizzare le mancate vendite.

Come definisce il mondo della musica?
Il mondo della musica lo definisco una necessità primordiale umana. Senza la musica la vita la definirei in bianco in nero. La musica è vibrazione e uno stimolo continuo per l’anima. Senza di essa non si potrebbe vivere!

Che messaggio vuol trasmettere con la sua musica?
Col mio stile cerco di contribuire a mantenere lo stile pop melodico con messaggi prevalentemente d’amore. In genere i miei testi sono quasi tutti autobiografici, e ogni tanto faccio partire la fantasia immedesimandomi in una storia dove chiunque ci si può specchiare.

Che cosa rappresenta per lei la musica?
La musica è la carta d’identità di ogni popolo e di ogni razza. La musica ha sempre accompagnato l’essere umano da svariate migliaia di anni fa fino ad oggi. Cambiano i generi, gli strumenti si perfezionano quanto l’evoluzione dell’uomo.

Che caratteristiche bisogna avere per emergere in questo settore?
Qui non si tratta di caratteristiche. Di talenti ormai ce ne sono fin troppi. Io vedo la cosa da un punto di vista fatale, ovvero, trovarsi al posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste. Metaforicamente parlando, la vedo come una ricetta perfetta dove non deve mancare nessun ingrediente per completare il piatto perfetto del successo.

Qual è la frase che ricorda con più piacere che le è stata detta da un fan?
“La tua voce arriva diretta al cuore”.

Attualmente in cosa è impegnato?
Nel mio prossimo singolo che spero di riuscire a pubblicare per inizio di quest’estate. Lo stile è molto fresco e spagnolo, ed è quindi adatto per la stagione che sta arrivando.

Progetti?
Portare avanti la musica, e nei ritagli di tempo dedicarmi nuovamente alla recitazione.

Vuole aggiungere altro?
In questo periodo sono molto felice e pieno di entusiasmo. Mi auguro di continuare a mantenere questa sensazione che mi accompagna dalla mattina quando mi sveglio alla sera quando vado a letto.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Aldo Bergamaschi, e ad maiora!

 

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