Intervista a Josephine Alessio: conduttrice di Rai News 24 2


“Lavorare per una all news che va in diretta 24 ore al giorno, è molto impegnativo. Bisogna essere sempre aggiornati ”

Intervista di Desirè Sara Serventi

Josephine Alessio è una giornalista che è riuscita a raggiungere grandi traguardi lavorativi, non solo per la sua qualificata preparazione professionale, ma anche per il suo essere determinata, intraprendente, perseverante e dedita verso il lavoro che svolge, un lavoro che svolge in maniera egregia ed energica. Josephine è il volto fresco e giovane della prima edizione del tg, che va in onda a reti unificate su RaiNews, Rai Uno e Rai tre, in cui riesce a portare le notizie in modo confortevole, anche là dove le notizie non sono tra le migliori. Ha saputo creare un rapporto empatico con i telespettatori, abbattendo quel muro austero che spesso è presente in chi da le notizie. Conduce infatti il tg in maniera confidenziale e armonica, cercando di usare un linguaggio non da cattedra ma semplice e comprensibile, riuscendo così a suscitare interesse nel pubblico e ad accorciare la distanza creata da uno schermo. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Josephine Alessio, che ha raccontato il suo percorso lavorativo e non solo.

Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
Amo il prossimo come me stessa, pertanto ho un profondo rispetto per gli altri e le loro diversità. Non mi piace imporre la mia opinione, preferisco il dialogo ed il confronto. Ho una fede incrollabile in Dio e questo mi ha aiutata ad affrontare gli ostacoli della vita.

Per quanto riguarda il lavoro?
Per quanto riguarda il lavoro, ho fatto tanti sacrifici per realizzare il mio sogno professionale. La determinazione, la volontà e la totale dedizione mi hanno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati. Ho dovuto rinunciare per certi versi alla vita privata ma come sappiamo non sempre si può avere tutto… Sono una persona positiva, energica che non si arrende mai, infatti il mio motto è “Barcollo ma non mollo”. Lavoro con entusiasmo e passione, sperando di trasmetterne almeno un po’ al nostro pubblico che purtroppo è costretto ad ascoltare ogni giorno brutte notizie.

Quando è nata la sua passione per il giornalismo?
In realtà un po’ per caso, ora le racconto la mia primissima intervista. Frequentavo l’ università e nei momenti liberi, lavoravo part time come hostess sui treni, ai convegni, nelle fiere… un giorno mentre svolgevo il mio lavoro sul “Palinuro Express”, un treno che portava gratuitamente i turisti nel Cilento, fui chiamata dal responsabile per realizzare un sondaggio tra i viaggiatori sull’indice di gradimento del progetto. A quel punto mi fu dato un microfono ed una troupe. Chiesi: Perché proprio io? “Faccia tosta, curiosità, empatia con la gente” questa fu la risposta… e da li cominciò la mia avventura con la tv. Poi, dopo essermi laureata in Lingue e Letterature Straniere, sono diventata giornalista professionista.

Che ricordo ha del suo inizio?
Dopo anni di programmi televisivi, rubriche, reportage, interviste, ho avuto l’esigenza di cambiare ed entrare nella cosiddetta newsroom, il polmone dell’informazione, dove ognuno ha la sua specificità. Il canale all news è molto stimolante, tutto è in divenire, non sai mai cosa sta per accadere. Il telegiornale ha una grammatica televisiva dalle regole molto precise ma conserva una struttura fluida, sempre aperta all’imprevisto, alle notizie dell’ultima ora. Ed è il conduttore a sostenere il ritmo del tg, a legare le notizie come fossero un’unica storia. La prima cosa che riscontrai fu questo modo di comunicare rapido, asciutto, imparziale, interattivo.

A suo avviso quali sono le caratteristiche fondamentali per lavorare per una “all news”?
Lavorare per una all news che va in diretta 24 ore al giorno, è molto impegnativo. Bisogna essere sempre aggiornati, curiosi, svegli, leggere molto, approfondire: anche se poi ognuno di noi è specializzato in un settore.

Qual è stato il suo percorso lavorativo prima di approdare alla conduzione del tg?
Prima di approdare alla conduzione dei tg ho affrontato diversi argomenti. Per tanti anni mi sono occupata di terzo settore, sociale, diritti umani. E prima ancora ho condotto programmi sulla cultura, cinema, salute, turismo, moda, spettacolo e agricoltura. Da due anni sono passata alla guida della prima edizione dell’alba (05.15-6.30 a.m.) che va in onda a reti unificate su RaiNews, Rai Uno e Rai Tre. Un tg ricco di notizie, suddiviso in blocchi da 15 minuti e intervallato dalla rassegna stampa dei quotidiani nazionali e locali. Spazio anche ai siti internazionali qualora ci fosse un evento straordinario. Un tg molto dinamico, dal linguaggio fresco e moderno che lascia spazio anche ai focus proposti dai quotidiani.

Lei viene definita la “lady news della notte”: ma cosa vuol dire aprire l’informazione Rai?
Avere tanta responsabilità, visto che apriamo l’informazione Rai con il tg delle 5.15. Sono le prime notizie che i telespettatori ascoltano, pertanto abbiamo anche il dovere di anticipare ciò che avverrà nel corso della giornata. Spesso ascoltando i tg della sera ho l’impressione che sia già tutto “vecchio”, una sensazione strana ma stimolante.

Come riesce a gestire lo stress del suo lavoro e in particolare del fuso orario completamente capovolto?
La vita che conduco non è affatto semplice ma lo sport mi aiuta a tenere tutto in equilibrio. Vado in piscina subito dopo il lavoro per scaricare un po’ di adrenalina. Fare ginnastica, ma anche solamente svolgere attività quotidiane come camminare, andare in bicicletta, aiuta a sentirsi meglio, riduce lo stress, tonifica i muscoli e aiuta a dormire meglio. Poi ascolto musica classica, mi piace l’opera, il teatro, l’arte, viaggiare, una vera panacea per me.

Com’è il clima in redazione prima di andare in onda?
Un clima elettrizzante, siamo pochi e abbiamo la responsabilità di essere l’ unico presidio Rai di notte. Tutto molto impegnativo, bisogna impaginare il giornale, riscrivere le notizie, seguire le agenzie di stampa, scaricare i quotidiani online, caricarli sul touchscreen, clippare le immagini giuste, aggiornare i flash e il rullo, monitorando insomma tutto ciò che accade nel mondo. Un lavoro corale dove ognuno ha la sua specificità. Prima di iniziare una diretta si prova sempre quella giusta adrenalina che mantiene alta la concentrazione.

Cosa vuol dire far parte di una redazione?
L’organizzazione del lavoro all’interno di un canale all news ha delle caratteristiche molto differenti da quelle che si riscontrano nelle tv generaliste, e per questo necessita di una formazione professionale specializzata, che dia la possibilità a un giornalista o a un tecnico di soddisfare con immediatezza le varie esigenze che la diretta comporta: dalla scrittura dei titoli all’impaginazione di telegiornali, dai collegamenti in diretta all’attività di anchor fino alla gestione dell’immenso flusso di notizie, agenzie e immagini.

Nel mondo del giornalismo il detto “ambasciator non porta pena” non è valido ai fini della credibilità, quindi cosa fa quando arriva in redazione una “breaking news”?
Il canale è il punto di raccolta e distribuzione dell’informazione giunta in redazione attraverso la rete e una grande pluralità di fonti, che vengono prima di tutto verificate, poi processate e mandate ad alimentare la programmazione. Ricordo ancora la notte del terremoto. Era uscito solo un take di agenzia e noi avevamo bisogno di comunicare ai telespettatori quanto stava accadendo. A quel punto abbiamo telefonato tutti coloro che potevano darci anche una sola informazione in più. Momenti concitati, nessuno rispondeva ma poi ce l’abbiamo fatta. Un lavoro corale dove ognuno era il valore aggiunto dell’altro.

Lei è stimata dai telespettatori per la sua grande professionalità, ma come esperta nel settore può dire qual è il modo migliore di raccontare una notizia?
Credo molto nel rapporto empatico che si crea con i telespettatori. Conduco in maniera confidenziale, non freddo ed austero. Mi piace raccontare le notizie, non leggerle passivamente dal gobbo. Bisogna suscitare un’ emozione, colpire la mente e il cuore delle persone, usando un linguaggio semplice, immediato, chiaro e diretto. Altrimenti il telegiornale diventa solo un agglomerato di notizie.

Che caratteristiche bisogna avere per emergere in questo settore?
Passione, energia, pazienza, intraprendenza, determinazione e tanta gavetta!

Qual è la frase che la caratterizza?
Barcollo ma non mollo. Pertanto sono convinta che la perseveranza, la grande determinazione insieme alla preparazione e alla perizia ti fanno conseguire gli obiettivi prefissati.

Cos’è per lei il giornalismo?
Denunciare con puntualità e precisione le innumerevoli storture del nostro sistema, contribuendo cosi a creare più coscienze critiche, equilibrate e lucide. Significa viaggiare, essere curiosi e recarsi dove nessun altro è ancora andato. Vuol dire anche contrastare ogni forma di populismo e valorizzare le idee dove ce ne sono.

Prossimi progetti?
Il ruolo di Anchorwoman mi piace molto e il tg che conduco attualmente ogni mattina dalle 5.15 alle 6.30 a reti unificate (Rainews, Rai Uno e Rai Tre) mi da soddisfazione ma sono sempre a caccia di nuovi stimoli. E magari un giorno non mi dispiacerebbe tornare alla guida di un programma di infotainment.

Che consiglio vuol dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la sua professione?
Di crederci davvero. Fare tanta gavetta e andare in giro a cercare le notizie. Il nostro è un mondo difficile, ma la passione per l’informazione ti spinge ad andare oltre. Mai fermarsi alla prima porta “in faccia”, proponetevi, non abbiate timore. Siate sicuri di voi stessi e “perseguitate” il vostro sogno come ho fatto io.

Sledet.com ringrazia per l’intervista Josephine Alessio, e ad maiora!


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