Intervista all’avvocato penalista e scrittore Leonardo Mastia 1


“Nebbie racconta realtà quali la droga e la perenne emergenza dei rifiuti” spiega Mastia


Intervista di Desirè Sara Serventi 

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E’ un noto e stimato avvocato penalista, Leonardo Mastia, nonché, presidente della Commissione di Coordinamento della Camera Penale, dove cura le iniziative finalizzate alla promozione e alla diffusione della cultura giuridica, e intraprende con successo e con evidente preparazione professionale anche l’attività di scrittore. I microfoni di Sledet.com hanno raggiunto Leonardo Mastia, che ha parlato sia del suo lavoro come penalista che del suo lavoro come scrittore. E’ infatti in uscita il suo nuovo libro dal titolo “Nebbie”, una narrativa che racconta temi sociali, quali la droga e la perenne emergenza dei rifiuti, e l’attuale tema de “la terra dei fuochi”.

Chi è l’avvocato Leonardo Mastia?
Sono un avvocato penalista, diversamente giovane, anzi prossimo alla pensione. Esercito la professione nei tribunali di frontiera del Mezzogiorno d’Italia ove c’è un continuo proliferare di processi penali. Nella maggior parte dei casi sono chiamato come difensore dell’imputato. Più raramente quale difensore della parte civile.

Lei è il Presidente della Commissione di Coordinamento della Camera Penale. Vuol spiegare in cosa consiste la sua attività?
Quale presidente della commissione di coordinamento della camera penale curo le iniziative finalizzate alla promozione e alla diffusione della cultura giuridica, attraverso convegni e incontri con le altre camere penali, ma anche con la Magistratura e il mondo accademico, nella speranza di dare risposte ai numerosi problemi che affliggono l’avvocatura.

Cosa vuol dire oggi, essere un penalista in Italia?
Il penalista oggi è una persona di grande valore. Dico questo perché, in un percorso irto di ostacoli, quotidianamente si confronta e combatte con giudici e colleghi, scadenze ma soprattutto con il cliente. E la battaglia diventa ogni giorno più cruenta.

Qual è il caso che lei ricorda che le ha creato più difficoltà?
Le cose che si fanno per la prima volta sono sempre le più difficili. Così è stato per i primi processi. Ricordo in particolare il mio primo processo di camorra nell’aula bunker con oltre 100 imputati tutti in stato di detenzione. Le difficoltà di natura obiettiva legate alla conoscenza e all’approfondimento degli atti processuali, venivano sovrastate dalla emotività del momento scaturente dall’enorme carico di responsabilità. Ancora oggi il bagaglio di dubbi fa parte della quotidianità dell’avvocato, figuriamoci all’inizio della professione.

Quale invece quello che ricorda in modo positiva per l’esito avuto?
Fortunatamente sono stati tanti i processi che si sono conclusi positivamente. Mi piace ricordare un processo per duplice omicidio ove la severa sentenza di condanna in I grado veniva ribaltata con la piena assoluzione dell’imputato da me difeso.

Dal mondo dei tribunali a quello della scrittura, come è avvenuto questo passaggio?
Ho avvertito a un certo punto il desiderio di scrivere per cristallizzare un periodo della mia vita particolarmente drammatico. È così che è nato il mio primo libro autobiografico “Il Viale degli Angeli-Boulevard Serurier”, ove ho inteso in particolar modo affermare ancora una volta che “non muore mai chi resta nel ricordo dei vivi”.

Quando veste i panni di scrittore, cosa vuole raccontare?
Non so se ci riesco ma provo a raccontare spaccati di vita, dove la trama non è mai inventata e i personaggi sono assolutamente veritieri.

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Nelle librerie verrà distribuito il suo ultimo libro dal titolo “Nebbia”. Di cosa tratta?
Anche il nuovo libro in uscita “Nebbie” è una narrativa che racconta dure realtà sotto gli occhi di tutti, quali la droga e la perenne emergenza dei rifiuti.

Nel libro si parla anche de “la terra dei fuochi”. Vogliamo spiegare dove si trova, e i rischi a cui vanno incontro le persone che vivono in queste zone?
La terra dei fuochi della quale parlo nel libro, è un vasto comprensorio di comuni dell’entroterra campano e deve il suo nome alle centinaia di cumuli di rifiuti che anziché sversati in discarica, vengono dati alle fiamme. Appare finanche superfluo evidenziare i gravi rischi di contrarre serie patologie, cui sono esposte le persone che hanno la sventura di abitare in quei luoghi, costretti a respirare quotidianamente esalazioni venefiche.

Che messaggio vuol portare con questo libro?
Il libro edito da N.P.E. vuole essere un messaggio di speranza. Speranza di cambiamento che solo la diffusione e la conoscenza profonda del problema può nutrire e trasformare in realtà.

Che cosa si aspetta da “Nebbia”?
C’e’ bisogno di confrontarsi, discutere, scrivere, prima di approcciarsi alla ricerca di qualsivoglia soluzione per problematiche gravi come la droga o come quelle che affliggono la terra dei fuochi. Anche un libro può portare sia pure un minimo contributo in tal senso ed è questo che mi aspetto.

Qual è il genere del libro?
La storia narrata è un crescendo di eventi di forte intensità emotiva. Offre al lettore squarci introspettivi nel più profondo dell’anima di alcuni dei personaggi. Le nebbie non sono solo quelle di Londra o i fumi dei roghi della terra dei fuochi, ma anche quelle della mente che confondono uno dei protagonisti spingendolo sull’orlo della follia.

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Qual è la principale difficoltà che ha incontrato nel suo lavoro come penalista?
Non dico una cosa nuova, e la risposta è davvero scontata. La principale difficoltà per un penalista non è quella dello studio degli atti processuali, delle ricerche giurisprudenziali o dell’apprendimento dell’ ars oratoria e neanche quella di saper aguzzare l’intuito e l’ingegno. E’ piuttosto quella di saper gestire il cliente, molto spesso detenuto, la sua bramosia di libertà, le sue improbabili e controproducenti ricostruzioni del fatto delittuoso.

E come scrittore?
Come scrittore la cosa più difficile ritengo sia quella di saper catturare l’attenzione di chi legge e di suscitare emozioni.

Attualmente in cosa è impegnato?
Attualmente sono alla ricerca di un’idea, di un fatto che mi dia stimoli e valga la pena di essere raccontato.

Vuol lasciare un messaggio ai lettori di Sledet.com?
Ai lettori di Sledet.com lascio una esortazione “Leggete, perché leggere…è un po’ volare.”

Vuole aggiungere altro?
A tutti Voi un grande in bocca al lupo, e un grazie a Sledet.com per avermi ospitato.

Sledet.com ringrazia per l’intervista l’avv. Leonardo Mastia.


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