Parla Fabio Massa regista del film Æffetto domino


“Più che regista mi definirei: un racconta storie di emozioni. I maestri registi sono altri” dice Massa


Intervista di Desirè Sara Serventi

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Nasce come attore Fabio Massa, per poi avvicinarsi al mondo della regia riscuotendo fin da subito degli ottimi risultati. Ha infatti dimostrato di essere non solo un grande attore, ma anche un ottimo regista, qualità che sono ben evidenti quando sta dietro la macchina da presa. Nonostante la sua giovane età, Fabio può già vantare un ottimo curriculum. Nelle sale intanto, il pubblico attende l’uscita del suo nuovo film dal titolo “Æffetto domino”, una storia drammatica girata tra l’Italia e l’Africa e che racconta, come da lui stesso detto, la vita e la sua trasformazione. A “Æffetto domino”, è stato recentemente selezionato per il Concorso di Arte Cinematografica “Capri Hollywood” e questo per lui, ha sicuramente rappresentato un bel traguardo. Con i suoi lavori cinematografici Fabio Massa sta dimostrando di avere un grande talento non solo nel campo della recitazione, ma anche e soprattutto in quello della regia.

Se ti chiedessi di raccontarti cosa risponderesti?
Un sognatore con i piedi per terra ma con gli occhi persi nella fantasia figlia di un mondo tutto ancora da conquistare. Ora dimmi se hai capito qualcosa?

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Nasci come attore o come regista?
Attore. E mi ritengo ancora un attore. Più che regista mi definirei: un racconta storie di emozioni che, almeno per me, vale la pena portare al cinema. I maestri registi sono altri.

Dove ti sei formato artisticamente?
Correva l’anno 2000 e frequentavo una scuola di recitazione dove sono nato, ovvero a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Dalla scuola al set il passo è stato abbastanza veloce, e non mi sono più fermato.

Quale reputi l’esperienza più significativa per la tua carriera?
Ogni esperienza mi porta a crescere. Ad ognuna mi sento più pronto, più maturo, più vero. Non saprei definirla l’esperienza più importante. Tante, piccole o grandi, mi hanno dato linfa vitale per continuare, e per farmi notare. Forse lavorare in New York… forse il primo film… sono davvero indeciso!

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Hai diretto il film “Æffetto domino” che a breve uscirà nelle sale. Che cosa racconta?
“Æffetto domino” è un film che racconta la vita e la sua trasformazione. Un viaggio dentro e fuori di sé. Lorenzo lavora in un’associazione che si occupa di insegnare ai bambini disagiati. Tra questi c’è Kalid un giovanissimo africano che ben presto gli trasmette il suo amore per il “continente nero”. Quando gli si propone di operare proprio in Africa, Lorenzo non ha nessun dubbio! La sua nuova esperienza però viene ridimensionata quando è costretto a tornare in Italia a causa di un melanoma in fase avanzata. Da qui un “effetto domino” sulla sua vita: il rapporto con la sua famiglia, l’amore, l’amicizia, le sue scelte.

Dove è stato girato?
E’ stato girato in Campania, Puglia, Egitto e Senegal.

“Æffetto domino” è stato selezionato per il Concorso di Arte Cinematografica “Capri Hollywood”. Vuoi parlarne?
E’ stato sicuramente un bel traguardo la selezione a questo Festival, tra l’altro, è stata anche la prima ufficiale del film, che invece arriverà nelle sale tra pochi mesi. Una bella emozione che ho condiviso sul palco della rassegna con il pubblico presente e con Cristina Donadio, la star di Gomorra 2 nel ruolo di Scianel, e che nel film interpreta mia madre.

Da chi è composto il cast?
E’ composto da Ivan Bacchi di cui si ricordano i tanti film girati con Ozpteck, Martina Liberti di “Un posto al sole”, Pietro De Silva de “La vita è bella”, Salvatore Cantalupo di Gomorra il film, e Mohamed Zouaoui Globo d’oro per I fiori di kirkuk, per citarne alcuni.

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Qual è la principale difficoltà che hai incontrato nel portare avanti questo progetto?
Essendo un film indipendente finanziato da due piccole realtà produttive, quali Goccia Film e Pragma, la prima difficoltà è stata quella di recuperare il budget per girare il film. Non è stato facile. Ma ci abbiamo provato e dopo un bel po’ di lavoro, siamo riusciti a vedere finalmente il film terminato.

Nel film sei sia il regista che il protagonista. Come riesci a conciliare i due diversi ruoli?
Con molta preparazione alle spalle. Questo è un film che mi ha fatto crescere tanto umanamente e professionalmente. Ci tenevo a raccontare il momento della vita in cui “tutto può cambiare”. Anche da attore mi sono messo alla prova sia fisicamente infatti, ho dovuto perdere peso per girare la seconda fase del film, sia come studio del personaggio, avendo avuto a che fare in prima linea con malati di melanoma. Ma ci tengo a sottolineare che, non è assolutamente una pellicola sulla malattia, voglio raccontare un cambiamento, un nuovo stadio della vita con tutto ciò che ne deriva. Mi piace definirlo un lavoro svolto sui sentimenti, sull’amore. Come regista, o racconta storie invece, come per ogni lavoro, arrivo sempre con le idee chiare: sono pronto a dirigere e passare dalle inquadrature studiate sulla carta alla realtà, cercando sempre di emozionarmi ed emozionare.

Sul set quando vesti i panni di regista sei un bacchettone o un amicone?
Essere bacchettone e incutere timore non aiuta, anzi, i gruppi affiatati si vedono in ogni inquadratura. Ovviamente non bisogna essere neanche troppo amici, perché altrimenti la storia inizia a modificarsi ed andare verso altre idee che non sono più le tue. Adoro il confronto e sono pronto ad ascoltare e cambiare idea ma, nello stesso tempo, sono anche molto deciso.

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Progetti?
In questi mesi dovrebbe uscire, oltre ad “Æffetto domino”, anche un altro film dal titolo “E se mi comprassi una sedia?” per la regia di Pasquale Falcone, con cui ho già girato la pellicola “Io non ci casco” uscita qualche anno fa al cinema e poi in tv distribuita da Medusa. Poi c’è una sorpresa ma preferisco, da buon napoletano, non svelare tutte le carte!

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Sledet.com ringrazia per l’intervista Fabio Massa, e ad maiora!

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