A parlare è lo chef Salvatore Cappadonna


“Gli occhi prima della pancia. Un bel dipinto con una cornice rotta, perde parte della sua bellezza”, dice Cappadonna 


Intervista di Desirè Sara Serventi 

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Una passione per la cucina, quella del rinomato chef catanese Salvatore Cappadonna, che lo ha portato a viaggiare in giro per il mondo per confrontarsi con le diverse tradizioni culinarie. La sua formazione professionale nasce a Blackpool, una cittadina del nord Inghilterra, dove ha conseguito il diploma alberghiero. Da allora di strada lo chef ne ha fatta davvero tanta. Dopo aver lavorato sulle navi da crociera Norvegesi, e dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, ha lavorato per tanti anni nella sua città d’adozione, Torino, e infine ha deciso di trasferirsi a Cagliari, città natale della moglie, per aprire il ristorante “Le 2 Isole”. Considerato uno tra i migliori e piú eleganti ristoranti della città, si possono assaporare cibi di prima qualità con diverse specialità che ogni giorni lo Chef Cappadonna prepara minuziosamente per i suoi ospiti, accompagnati dalla cordialità con cui si viene accolti, per potersi sentire infatti in un ambiente familiare e in un luogo dove il cliente viene trattato con l’importanza che merita. Infatti, spesso è lo stesso chef che va ad incontrare i suoi clienti, per presentare i piatti che sta loro servendo. Un servizio quindi che si può definire davvero d’eccellenza.

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Se le chiedessi di raccontarsi, cosa risponderebbe?
Sarebbe meraviglioso ricordarsi tutto il percorso della vita, specialmente dei momenti e delle circostanza piacevoli che ho vissuto. Nasco a Catania nel Maggio del 1956 svezzato a Torino e formato a Blackpool cittadina del nord Inghilterra dove ho conseguito il diploma alberghiero. Ho avuto anche un’esperienza su delle navi da crociera Norvergesi, dove ho avuto modo di affinare le mie conoscenze culinarie con dei grandi chef.

Quando è nata la sua passione per la cucina?
Nasce da ragazzetto vedendo mia nonna preparare manicaretti della mia terra Sicula.

Si è formato a Blackpool, ha imparato di più seguendo le lezioni o direttamente sul campo?
Le due cose hanno un ottimo connubio, ma con una virgola in più al campo.

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Lei è il titolare del ristorante “Le 2 isole”. Vuol spiegare da dove nasce questo nome?
Semplicemente perché la mia compagna di vita Annalisa, è la mia spalla a “Le 2 isole” è Sarda, e io sono Catanese; ed ecco la Sicilia e la Sardegna.

Come definisce il suo stile in cucina?
Caparbiamente Mediterranea Marinara.

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Qual è la sua specialità?
Io direi; le specialità. Sicuramente lavorare il pescato è mia prerogativa. Un piatto eccelso, e non solo, è lo scorfano in guazzetto, da leccarsi i baffi.

Qual è l’ingrediente che non può mancare nella sua cucina?
Scherzosamente ma nel concreto rispondo il “cuore”, me lo lasci dire! Se mancasse quest’ingrediente non starei in cucina.

Lei ha girato molto per lavoro. Qual è a suo parere la principale differenza tra la cucina italiana e le altre?
Ho girato molto, e ho visto diverse realtà gastronomiche, ma a mio modestissimo parere, la cucina Italiana senza sminuire le altre, ha una marcia in più, vuoi per il clima, vuoi per il disciplinare che si adotta nell’agricoltura, e non solo.

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Quanto incide la presentazione dei piatti?
Poche parole: gli occhi prima della pancia. Un bel dipinto con una cornice rotta, perde parte della sua bellezza.

E’ importante la creatività in cucina?
Non proprio! Ma se l’estro dello chef nell’unire sapori e gusti, riceve il plauso dei commensali, allora sì!

Il complimento che gli è stato fatto e che ricorda con più piacere?
Cambia mestiere! Scherzo! Sinceramente non ne ho uno in particolare, ma spesso, mi stringono la mano in segno di approvazione.

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Qual è il segreto per un buon funzionamento della cucina?
Professionalità, collaborazione, intesa, e per ultimo e non ultimo, l’attrezzatura idonea.

Cosa non è ammessa nella sua cucina?
Principalmente lo sporco, il disordine, e l’incompetenza.

Vuole lasciare una sua ricetta ai lettori di Sledet.com?
Volentieri. Ai lettori di Sledet.com lascio la ricetta dei tocchetti di pesce spada fresco cotto a vapore (a modo mio).

Ingredienti x 4 persone

400gr di polpa di spada
1 mela verde
2 gambe di sedano teneri
2 cucchiai colmi di un buon pesto
pomdorini Pachino
un limone
olio e sale qb.

Esecuzione:
Cuocere lo spada, lasciare freddare, e renderlo a tocchetti quanto una noce.
Tagliare il sedano finemente e adagiarlo in un piatto da portata.
Adagiare lo spada sul sedano.
Sbucciare la mela e ricavare delle fettine sottili, e metteteli sullo spada.
Tagliare in 4 i pomodorini (una decina) anchessi adornando il piatto.
Diluire con poco olio extravergine il pesto, con poche gocce di limone, e con un cucchiaio colatelo sopra il il tutto e lasciare per pochi minuti. Buon appetito, e allikkativi i baffi!

Sledet.com ringrazia per l’intervista Salvatore Cappadonna.

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